di C.F.
Il centrosinistra chiede le dimissioni dell’assessore Angelo Loretoni per il mancato ottenimento dei fondi dal ministero dell’Istruzione finalizzati all’adeguamento sismico di 21 scuole. A pressare affinché qualcuno paghi politicamente il flop da 28 milioni di euro sono i consiglieri Stefano Lisci, Carla Erbaioli e Marco Trippetti (Pd), Luigina Renzi (Ora Spoleto) e Camilla Laureti (Per Spoleto).
Dimissioni e consiglio aperto Per i cinque consiglieri di centrosinistra è anche necessaria la «convocazione di un consiglio comunale aperto sulla situazione dell’agibilità e della ricostruzione delle scuole per fare chiarezza e comprendere in quale direzione la giunta intenda andare e quali misure voglia intraprendere, ricorsi e denunce a suon di carte bollate a parte», come si legge in una nota.
Atteso il Tar Mercoledì è anche attesa la prima decisione del Tar del Lazio sul ricorso del Comune, che davanti ai giudici ha impugnato l’ordinanza 80 con cui il commissario Piero Farabollini ha definanziato la delocalizzazione a San Paolo della scuola media Dante Alighieri e della scuola materna Prato fiorito.
Genitori convocano assemblea La richiesta di dimissioni di Loretoni e della seduta dedicata alla scuola, comunque, arriva non solo dopo la bocciatura del Miur, su cui i cinque consiglieri di centrosinistra annunciano accesso agli atti del Comune, ma anche all’esito negativo delle prove di carico in due aule della scuola elementare Sordini di via Visso e di uno spazio all’interno dell’asilo nido Girotondo di viale Martiri della Resistenza. I risultati dei controlli tecnici nelle due scuole, così come quelle sulle verifiche di vulnerabilità sismica compiute in molte scuole, hanno anche spinto i genitori a convocare per martedì 22 ottobre un’assemblea.
«Maggioranza si assuma responsabilità» Probabilmente anche di fronte alla mobilitazione di mamme e papà i consiglieri di centrosinistra chiedono «alle forze di maggioranza (Lega, Fd’I, FI, Laboratorio e Rinnovamento) un’assunzione di responsabilità nei confronti della città e di centinaia di famiglie che vivono una situazione di prolungato disagio, spiegando a tutti come intendano procedere sul futuro delle scuole e su tanti altri temi cittadini che ancora non trovano risposte».
