L’amministratore delegato di Ferrovie dello stato, Stefano Donnarumma, rassegnerà le dimissioni. A farlo sapere, riporta Ansa, fonti del Mit dopo un incontro con il ministro Matteo Salvini. La notizia fa eco in Umbria con i gruppi di maggioranza dell’assemblea legislativa (Pd, M5S, Avs e Ud-Pp) che in una nota dichiarano: «Le dimissioni dell’ad di Fs confermano le preoccupazioni che denunciamo da settimane. Mentre ai vertici del sistema ferroviario nazionale regna l’incertezza – aggiungono -, migliaia di umbri continuano a subire ritardi, cancellazioni e tempi di percorrenza ormai insostenibili».



Il ministro Salvini e l’ad di Fs, si apprende, concordano sulla conclusione del mandato in anticipo per far partire la «fase due dell’azienda». Intanto in Umbria il tema ferrovie è caldo. Nei giorni scorsi l’assessore Francesco De Rebotti ha reso nota l’ennesima giornata “nera” alla stazione di Roma: «Il treno delle 17 è sparito», ha scritto. Lunedì invece la presidente Stefania Proietti aveva tuonato contro il Governo additandogli un «pregiudizio politico inaccettabile».

«Abbiamo promosso una mozione urgente – scrivono ancora i gruppi di maggioranza umbri nella nota – e, dopo il lavoro svolto in Seconda commissione, proseguiremo la mobilitazione istituzionale con la convocazione della commissione a Terni, per mantenere alta l’attenzione sui gravi disagi causati dai lavori sulla linea Orte-Ancona e ascoltare il territorio. Chiediamo misure compensative efficaci, ristori automatici per gli abbonati e un confronto permanente con Ministero, Rfi, Trenitalia, Regioni e comitati dei pendolari. Le notizie di queste ore rafforzano la necessità di un intervento rapido del Governo. L’Umbria non può pagare il prezzo dell’instabilità ai vertici di Ferrovie dello Stato né essere lasciata ai margini della programmazione ferroviaria nazionale».

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