di D.B.
Dopo quello di Ryanair negli uffici dell’aeroporto di Sant’Egidio, dove sono ancora fresche le dimissioni di Mario Fagotti da amministratore delegato di Sase, scoppia anche il caso Alitalia. La compagnia aerea infatti, che da un anno esatto con un Atr 72 della Etihad Regional garantisce un collegamento con Roma tre volte al giorno, dalla metà di aprile non dovrebbe più far atterrare i suoi aerei allo scalo perugino. La notizia è riportata nell’edizione di venerdì dal Corriere dell’Umbria ed è stata poi confermata in parte da Sase all’ora di pranzo: «Solo nella serata di giovedì – è detto in una nota – abbiamo appreso la decisione di Alitalia di operare la rotta Perugia– Roma–Perugia con autobus sostitutivi a partire dal 1 aprile. I voli non risultano in vendita dal 1 al 10 aprile (restano ancora disponibili dopo quella data) e non sono state ancora formalmente comunicate le decisioni del management Alitalia relativamente al futuro della rotta».
Parla la Sase L’azienda, oltre a rivendicare i 35 mila passeggeri che hanno viaggiato sulla rotta, rivela poi che Alitalia per mantenere la rotta ha avanzato negli ultimi giorni «una richiesta, insostenibile e ingiustificata, di sostegno economico promozionale del volo. Il cda di Sase, d’intesa con l’assessorato ai Trasporti della Regione e con gli stakeholder, ha avanzato proprie proposte per il supporto della rotta in linea con le normative vigenti sugli aiuti di stato e con le esigenze di tendenziale equilibrio economico della rotta stessa anche in considerazione della sua fase di start-up. Si è proposta anche una rimodulazione del numero dei voli ottimizzando i collegamenti in coincidenza con le destinazioni internazionali e intercontinentali». Tutto inutile però dato che «da parte di Alitalia si è preferito non entrare nel merito di queste ulteriori proposte e si è proceduto alla semplice attuazione di quanto dichiarato alcune settimane fa dal suo presidente Luca Cordero di Montezemolo a proposito della soppressione di rotte secondarie nazionali». E a questo punto si annuncia rovente il cda convocato per martedì, mentre il 29 aprile è in programma l’assemblea dei soci.
LA POLITICA: ISTITUZIONI INTERVENGANO
Regione frena Da palazzo Donini però, sede della Regione dove la notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno, spiegano che in realtà tutto è ancora possibile: «Le notizie – è detto in una nota – che ipotizzano la definitiva soppressione dei voli Perugia-Fiumicino non trovano al momento conferma ufficiale da parte di Alitalia» dato che «al momento, Alitalia ha previsto la sostituzione dei voli su Fiumicino con servizi su gomma dal 1 al 10 aprile, mentre risultano ancora in vendita quelli in data successiva». La Regione Umbria, che detiene una partecipazione della Sase tramite la propria controllata Sviluppumbria, segue «con la massima attenzione l’interlocuzione attualmente in corso tra la società di gestione dell’aeroporto e la compagnia guidata da Luca Cordero di Montezemolo all’esito della quale potranno essere formulate ipotesi più precise circa il futuro della rotta. Le proposte volte all’incentivazione della tratta Perugia-Fiumicino – aggiunge Palazzo Donini – unitamente a quelle delle altre tratte, sono state oggetto di recenti incontri tra gli amministratori della società Sase e la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini e gli assessorati interessati. All’esito delle previste convocazioni del Cda e la successiva assemblea dei soci della società Sase sarà possibile adottare, da parte della compagine sociale, le più opportune iniziative per garantire la permanenza della rotta Perugia-Fiumicino e realizzare lo sviluppo di nuovi voli sullo scalo regionale».
RYANAIR CANCELLA QUATTRO ROTTE
La conferma Intanto una conferma dello stop nella prima decade di aprile arriva provando, sul sito della compagnia, a prenotare un biglietto per i prossimi giorni. La risposta del sistema di prenotazione è laconica: «Non ci sono voli disponibili per i giorni selezionati». Questo per quanto riguarda i primi giorni di aprile, mentre i biglietti tornano a far capolino a partire dall’11. Stando a quanto riferito al giornale da una fonte di Alitalia (per ulteriori novità venerdì mattina l’ufficio stampa dell’azienda si limita a dire che «si può far tranquillamente riferimento ai virgolettati che confermano la notizia»), «la tratta umbra è in fase di cancellazione e l’annullamento di tutti i voli potrebbe avvenire già da metà del prossimo mese». La società in questi giorni lavora per «cercare soluzioni che tutelino i passeggeri che hanno già prenotazioni in corso». Insomma, chi ha prenotato un viaggio può stare tranquillo.
ATTERRAGGIO DI EMERGENZA PER BRUNELLO CUCINELLI
Non rende Quanto alla possibile cancellazione, il motivo è semplice: «I collegamenti finora effettuati non hanno dimostrato una sostenibilità economica per la compagnia e le previsioni non indicano nessuna possibilità di un cambio di rotta sulla vendita dei biglietti». La rotta su Roma dunque «è in perdita, nonostante gli sforzi che la compagnia ha fatto per richiamare utenti anche con tariffe agevolate». Parole che confermano quanto detto un anno fa in occasione della presentazione dei voli: se questi rendono la collaborazione prosegue, altrimenti Alitalia-Etihad non brucerà risorse. L’azienda nel corso di questo anno ha garantito la tratta Perugia-Roma tre volte al giorno sette giorni su sette: da Perugia a Roma (un’ora la durata del viaggio) le partenze sono alle 7.10, 12.10 e alle 19 mentre da Roma alle 10.30, alle 15.30 e alle 22.10. Se definitivamente confermata la perdita di Roma sarebbe un colpo assestato alla strategia di sviluppo dello scalo elaborata dai soci di Sase (in primis Regione attraverso Sviluppumbria e Camera di Commercio, che da sole detengono circa il 70 per cento del pacchetto azionario). Roma è infatti il secondo hub internazionale che i soci volevano agganciare dopo quello di Monaco di Baviera, che da Perugia si può raggiungere attraverso Lufthansa. Quanto a Ryanair, a causa dell’aumento della tassa comunale deciso dal governo, l’azienda nei giorni scorsi ha cancellato i voli su Brindisi, Cagliari, Dusseldorf e Barcellona.
Twitter @DanieleBovi

Ooooops……
ora si scopre quello che dico da sempre e cioè che l’aeroporto di Perugia non ha senso!!!
Perugia accentratrice ha rovinato l’Umbria, negli ultimi 50 anni abbiamo scalato al contrario le classifiche di tutte le Regioni per andar dietro a questa assurda chiusura mentale e retrograda dei perugini.
Hanno fatto un aeroporto spendendo milioni di euro quando è totalmente inutile per dimensioni e per collegamenti.
La metà degli Umbri preferiscono andare a Roma o ad Ancona per comodità e per offerta. Aveva senso 10 anni fa…e se avessimo i collegamenti ferroviari da Perugia Spoleto e da Terni.
Invece si sono buttati soldi nel quadrilatero, un opera faraonica inutile e inutilizzata.
Nel Minimetrò che anche quello prima lo si spegne e prima si risparmiamo soldi …
E ora nell’autostrada…
Andate a casa e fatevi da parte…siete chiusi di testa…
Condivido tutto ma non che il quadrilatero sia inutile..
Sarà, ma a me piacciono le rette e non i quadrilateri…
Con la megalomania Lorenzettiana, invece di puntare ad un quadrilatero bastava puntare ad un unica buona strada fatta velocemente…fare 20 Km in più di superstrada non costa nulla nè a Folignati nè agli Spoletini…invece così sono 20 anni che non abbiamo uno sbocco decente sull’adriatico…
Inutile in questo senso…