Degrado lungo l'asta del Tevere (Foto Maccari)

di Barbara Maccari

Lavandini, pneumatici, bottiglie di plastica, bottiglie di vino, sacchi della spazzatura e chi più ne ha più ne metta. Non stiamo parlando della lista degli oggetti del supermercato, ma del percorso verde lungo il fiume Tevere di Città di Castello.

Discarica Il tratto peggiore è sicuramente quello che collega Rignaldello a Piosina: sporcizia, interi sacchi della spazzatura aperti e gettati lungo il percorso, pneumatici di camion e di macchine lungo la sponda del fiume, addirittura c’è un lavandino comodamente adagiato in un angolo di verde. Bottiglie di plastica e di vetro gettate un po’ ovunque, centinaia di fazzolettini di carta e preservativi lasciati come omaggio dalle coppiette che la sera frequentano la zona, vecchi cartelli stradali abbandonati.

Anche uno striscione Lungo il fiume ad un certo punto del percorso c’è anche un romantico striscione fatto con del telo giallo ed appeso ad un palo. Qualche galantuomo voleva sicuramente farsi notare dalla sua bella. C’è un po’ di tutto insomma, più che un percorso verde sembra una discarica a cielo aperto. C’è soprattutto molta inciviltà da parte della gente e non ci sono al contempo controlli adeguati. Il percorso è frequentatissimo in ogni stagione dell’anno da centinaia di persone: mamme con bambini, famiglie, anziani, sportivi che si allenano all’aria aperta, gente che porta a spasso i cani.

Manutenzione carente La situazione migliora decisamente nel tratto che si avvicina a Città di Castello e che sfocia al Lago dei Cigni. Qui c’è molta meno sporcizia e il percorso è ben tenuto, ma d’altronde ci si avvicina in città. Altra cosa molto importante da sottolineare è la manutenzione del fiume e delle sue sponde: inesistente. Dopo il crollo di Montedoglio e la successiva piena, parte del percorso è stato eroso dall’acqua che se l’è portato via. Inoltre il fiume è rimasto pieno di tronchi che cadono dal terreno e si appoggiano sul Tevere.

Pericolo tronchi Ecco, con l’inizio della stagione invernale, di fatto cominciata da una decina di giorni, e il seguente aumento delle piogge, la situazione potrebbe diventare pericolosa: se il fiume si ingrossa molti di quei tronchi finirebbero per fare ostruzione su alcuni punti, altri verrebbero portati via dalla corrente chissà dove, insomma la situazione potrebbe diventare problematica. Forse sarebbe meglio ascoltare il vecchio consiglio del saggio: «prevenire è meglio che curare».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.