Mentre l’Italia oltre a perdere laureati riesce ad attrarne in maniera crescente dall’estero, l’Umbria fa maggiore fatica. Tuttavia registra buoni andamenti sull’attrattività verso gli studenti. Vale a dire che la capacità di attrazione che la nostra regione ha sulla formazione, non è la stessa che ha sulla possibilità di offrire lavoro ben pagato ai laureati.

L’andamento viene immortalato e confermato dall’ultimo aggiornamento sulle migrazioni dell’Istat indicando come la partita del capitale umano non si giochi più soltanto sulla capacità di trattenere chi nasce in un territorio. Si gioca anche sulla capacità di attirare persone formate e convincerle a restare. Insomma l’Umbria continua a registrare una difficoltà nel trattenere giovani laureati, però punta su un’università capace di richiamare studenti da fuori territorio.

Secondo gli indicatori Bes dell’Istat, il saldo migratorio dei giovani laureati tra 25 e 39 anni in Umbria è negativo: -12,2 ogni mille residenti con le stesse caratteristiche, un valore peggiore rispetto alla media italiana (-4,5 per mille). La situazione è più critica nella provincia di Terni, con un saldo di -18,5 per mille, mentre Perugia registra una perdita più contenuta, pari a -10,3 per mille.

Secondo l’ultimo rapporto AlmaLaurea, la quota di laureati dell’ateneo provenienti da fuori regione è salita al 39,6%, in crescita rispetto all’anno precedente. Tra i laureati triennali la percentuale arriva al 40,9%, mentre tra i magistrali biennali si attesta al 38,6%.

Significa che quasi quattro laureati su dieci formati dall’ateneo perugino non arrivano dal bacino regionale. La questione, però, è cosa accade dopo. Il confronto con il quadro nazionale mostra che la competizione ormai non riguarda soltanto la fuga verso l’estero. Le regioni più dinamiche riescono ad attrarre giovani qualificati anche da altri territori italiani e dall’estero perché offrono opportunità professionali, ricerca, servizi e prospettive di crescita.

Il confronto con il dato nazionale rende evidente la diversa traiettoria dell’Umbria. Tra il 2019 e il 2024 (attenzione il periodo di riferimento è 5 anni su dimensione nazionale e parla di laureati non studenti) l’Italia ha perso all’estero 78 mila giovani laureati tra 25 e 34 anni, ma nello stesso periodo ne ha accolti 88 mila dall’estero, chiudendo il bilancio con un saldo positivo di circa 10 mila unità, pari a un recupero netto di circa 2 mila giovani qualificati all’anno. Il quadro regionale restituisce una tendenza meno favorevole nelle elaborazioni sui flussi dei laureati, (in questo caso parliamo di un arco temporale di 10 anni) risultano 4.380 uscite contro 1.760 ingressi, con una perdita netta di 2.620 persone, circa 262 laureati in meno ogni anno. In altri termini, mentre il Paese nel suo complesso riesce almeno a compensare la fuga dei giovani qualificati grazie a nuovi arrivi, l’Umbria continua a registrare un saldo negativo, con una prevalenza netta delle uscite rispetto agli ingressi nei flussi considerati.

Il cambio di tendenza nazionale inizia a emergere nei dati relativi al periodo 2018-2023, quando per la prima volta il saldo tra giovani laureati in ingresso e in uscita dall’Italia torna positivo: secondo le elaborazioni citate dal Sole 24 Ore su dati Istat, in quegli anni il Paese ha registrato circa 68 mila arrivi di giovani laureati dall’estero a fronte di 58 mila partenze di laureati italiani, con un saldo positivo di circa 10 mila unità. La dinamica viene confermata e rafforzata nel periodo successivo 2019-2024, con 88 mila ingressi di giovani tra 25 e 34 anni con titolo terziario e 78 mila espatri, per un saldo positivo di altre 10 mila unità. Un segnale che non indica la fine della fuga dei giovani qualificati italiani, ancora rilevante, ma mostra una crescente capacità del sistema Paese di compensare almeno in parte la perdita di capitale umano attraverso l’attrazione di nuovi laureati.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.