Frecce tricolori

Di nuovo la scia bianca, rossa e verde a specchiarsi nel Trasimeno. Per la terza volta in epoca recente le Frecce Tricolori torneranno a ad esibirsi nella regione per l”Umbria air show 2013”, l’ultima volta risalente al 2009. Lo spettacolo è in programma per domenica 15 settembre quando la pattuglia acrobatica nazionale regalerà nuovamente emozioni al pubblico di Castiglione del Lago. Frutto di una felice collaborazione tra l’Aereo Club Perugia, l’Aereo Club Serristori di Castiglion Fiorentino e l’Aereo Club Trasimeno, l’evento, presentato nella sede della Provincia di Perugia, avrà luogo nel lungolago nord di Castiglione del Lago.

Show di 13 numeri Come spiegato dal direttore di manifestazione Oreste Martini, quello delle Frecce Tricolori sarà lo spettacolo che andrà a chiudere, nella giornata del 15 settembre, una lunga serie di esibizioni offerte da piloti alla guida di mezzi di guardia di finanza, polizia di Stato, vigili del fuoco, aeronautica militare. Tredici numeri nel complesso, a partire dalle ore 14, che sarà possibile osservare gratuitamente in un tratto di lungolago che si estende per circa un chilometro e mezzo, e che va dal campeggio locale all’inizio del promontorio castiglionese.

La dedica a Zoppitelli L’”Umbria air show 2013” sarà inoltre dedicato, come fatto presente dai presidenti dei tre club organizzatori, Martini, Franco Bentenuti e Giancarlo Faltoni, al concittadino Marco Zoppitelli, che primo pilota umbro di Frecce Tricolori con la stagione in corso conclude la sua esperienza in pattuglia. «Tale manifestazione – ha detto il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi – è un’occasione per ricordarci come il Trasimeno, nonostante sia un lago, abbia profondi legami con la storia dell’aeronautica». Il riferimento non è solo alla presenza di un importante aeroporto militare, ma anche all’attività di produzione di aerei che a lungo è rimasta in piedi a Passignano.

Orgoglio «Con questo evento, per il quale si attende un numero elevato di presenze – ha aggiunto Guasticchi – riporteremo il Trasimeno al centro della nostra regione. Non si tratta di puro spettacolo, ma di un’occasione in cui si risveglia l’orgoglio nazionale». Dello stesso avviso il vicepresidente della Provincia Aviano Rossi, che ha sottolineato come l’Ente di Piazza Italia abbia aderito con convinzione alla manifestazione, condividendone in primo luogo i valori che la animano. La Provincia supporterà l’organizzazione con le proprie strutture tecniche.

Tradizione aeronautica «Il Trasimeno ha un posto d’onore nella storia del volo», è stato il pensiero espresso dal sindaco di Castiglione del Lago, Sergio Batino. A tale proposito il primo cittadino ha reso noto che tra i progetti per la rivitalizzazione dello spazio ex aeroporto Eleuteri vi sia la realizzazione di un Museo del volo a ricordo del ruolo giocato dal Trasimeno soprattutto tra le due guerre, quando Castiglione ospitava la più importante Scuola di Caccia di secondo livello d’Italia. Faltoni ha infine ricordato come al Trasimeno non si sia mai spenta la passione per il volo, tanto che il Meeting di primavera (raduno di velivoli ultraleggeri), giunto alla 13° edizione, richiama ogni anno appassionati da tutta Italia. La Pattuglia acrobatica nazionale giungerà venerdì 13 settembre, intorno alle 11-11,30, all’aeroporto “S. Francesco di Assisi”, dove rimarrà a disposizione per foto e interviste.

Lago interdetto Nella giornata del 15 settembre, su disposizione della Provincia di Perugia, lo spazio lacustre antistante il lungolago nord di Castiglione sarà interdetto a bagnanti e imbarcazioni.

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2 replies on “Castiglione del Lago, tornano le Frecce Tricolori sul cielo del Trasimeno per ‘Umbria Air Show’”

  1. Frecce Tricolori, sprecano soldi, fanno rumore, inquinano e
    sono pericolose!

    Ad ogni manifestazione
    partecipano dieci aerei MB-339PAN. Un’ora
    di volo di questo aeroplanino dovrebbe venire, oggi, attorno ai 4.800 euro. Ma
    quanto vola la pattuglia? L’ultimo dato che disponiamo è del 2011, perché negli
    anni successivi è stato “misteriosamente” cancellato dalla relazione al Parlamento che prima lo riportava. Complessivamente gli
    MB-339 di tale reparto avrebbero volato per circa 3000 ore. Il che darebbe un
    resto di 6000 ore , che a 4800 euro l’una danno la bellezza di 14,4 milioni di euro. Senza
    contare il costo di un’intera base aerea, quella di Rivolto, dove il 313°
    Gruppo (questo il nome ufficiale della PAN) è l’unico reparto di volo
    esistente. I Blue Angels,
    gli “angeli blu” della US Navy, hanno sospeso tutte le
    loro esibizioni già previste per il 2013. La ragione: risparmiare soldi in un momento di
    restrizioni di bilancio. I Blue Angels sono la pattuglia
    acrobatica della marina militare statunitense. Nel 2013 erano previste 35 esibizioni.
    Eccetto due, sono state tutte annullate come si può vedere nell’elenco pubblicato sul loro sito dove la
    parola cancelled si
    legge per ben trentatre volte. In Italia ci si indigna per il caffè
    a prezzo ridotto dei parlamentari ma non si batte ciglio per le decine di
    milioni spesi a mantenere un reparto che serve per lo più a divertire i ragazzini
    alle fiere. Naturalmente questo taglio lo decide la marina del Paese che spende di più al mondo per le sue forze
    armate: la bazzecola di 526 miliardi di dollari per il 2013, oltre il 4%
    del prodotto interno lordo statunitense. Per confronto, la nostra Difesa ha un
    bilancio 18 volte più piccolo che pesa sul Pil per circa l’1,4 per cento. Ma la Pattuglia Acrobatica Nazionale
    costa come i Blue Angels. Il giorno del re-insediamento di Napolitano
    sorridevo mentre ascoltavo i commentatori tv sottolineare come l’assenza dei corazzieri a cavallo fosse
    un giusta misura di austerità nello stesso momento in cui sentivo sfrecciare su
    Roma le Frecce Tricolori: seicento chilometri andata e ritorno dalla loro base.
    E pensavo al povero Obama: per lui niente più Blue Angels.

    Ora senza tediarvi con dati e tabelle
    sull’inquinamento acustico redatte ad esempio dalla sezione WWF Toscana ( che
    con questi hanno ottenuto l’annullamento dell’esibizione delle Frecce Tricolori
    sull’Oasi di Orbetello!), pensate che sia opportuno far transitare gli aerei a
    bassa quota sull’Oasi naturalistica La
    Valle , compresa nel Parco Regionale del Trasimeno tra le altre area di
    nidificazione di varie specie di uccelli.

    Oltre a ciò sono manifestazioni pericolose non bisogna dimenticare che sono aerei
    militari, ad esempio vi ricordo gli incidenti a ; – Ramstein, Germania, agosto 98 più di 60
    persone morirono e ci furono centinaia di feriti durante un esibizione andata
    male, – Casalecchio di Reno, gennaio ’98, un aereo militare italiano piomba in
    una scuola uccidendo 12 persone e ferendone 90,- Cermis, 3 febbraio ’98, un
    aereo militare americano mentre si divertiva nell’ aria tranciava i cavi di una
    cabinovia uccidendo 20 persone. Quindi oltre che disegnare piroette di fumo
    nell’ aria vengono utilizzati nelle missioni di peacekeeping dal nostro stato,
    sono a disposizione anche dell’ONU e della NATO sempre per le stesse
    operazioni: Intercettazione, monitoraggio del territorio occupato trasloco di
    materiale bellico. Certo a pochi passi da San Francesco d’Assisi e dalla
    città della marcia per la pace…

  2. Frecce Tricolori, sprecano soldi, fanno rumore, inquinano e
    sono pericolose!

    Ad ogni manifestazione
    partecipano dieci aerei MB-339PAN. Un’ora
    di volo di questo aeroplanino dovrebbe venire, oggi, attorno ai 4.800 euro. Ma
    quanto vola la pattuglia? L’ultimo dato che disponiamo è del 2011, perché negli
    anni successivi è stato “misteriosamente” cancellato dalla relazione al Parlamento che prima lo riportava. Complessivamente gli
    MB-339 di tale reparto avrebbero volato per circa 3000 ore. Il che darebbe un
    resto di 6000 ore , che a 4800 euro l’una danno la bellezza di 14,4 milioni di euro. Senza
    contare il costo di un’intera base aerea, quella di Rivolto, dove il 313°
    Gruppo (questo il nome ufficiale della PAN) è l’unico reparto di volo
    esistente. I Blue Angels,
    gli “angeli blu” della US Navy, hanno sospeso tutte le
    loro esibizioni già previste per il 2013. La ragione: risparmiare soldi in un momento di
    restrizioni di bilancio. I Blue Angels sono la pattuglia
    acrobatica della marina militare statunitense. Nel 2013 erano previste 35 esibizioni.
    Eccetto due, sono state tutte annullate come si può vedere nell’elenco pubblicato sul loro sito dove la
    parola cancelled si
    legge per ben trentatre volte. In Italia ci si indigna per il caffè
    a prezzo ridotto dei parlamentari ma non si batte ciglio per le decine di
    milioni spesi a mantenere un reparto che serve per lo più a divertire i ragazzini
    alle fiere. Naturalmente questo taglio lo decide la marina del Paese che spende di più al mondo per le sue forze
    armate: la bazzecola di 526 miliardi di dollari per il 2013, oltre il 4%
    del prodotto interno lordo statunitense. Per confronto, la nostra Difesa ha un
    bilancio 18 volte più piccolo che pesa sul Pil per circa l’1,4 per cento. Ma la Pattuglia Acrobatica Nazionale
    costa come i Blue Angels. Il giorno del re-insediamento di Napolitano
    sorridevo mentre ascoltavo i commentatori tv sottolineare come l’assenza dei corazzieri a cavallo fosse
    un giusta misura di austerità nello stesso momento in cui sentivo sfrecciare su
    Roma le Frecce Tricolori: seicento chilometri andata e ritorno dalla loro base.
    E pensavo al povero Obama: per lui niente più Blue Angels.

    Ora senza tediarvi con dati e tabelle
    sull’inquinamento acustico redatte ad esempio dalla sezione WWF Toscana ( che
    con questi hanno ottenuto l’annullamento dell’esibizione delle Frecce Tricolori
    sull’Oasi di Orbetello!), pensate che sia opportuno far transitare gli aerei a
    bassa quota sull’Oasi naturalistica La
    Valle , compresa nel Parco Regionale del Trasimeno tra le altre area di
    nidificazione di varie specie di uccelli.

    Oltre a ciò sono manifestazioni pericolose non bisogna dimenticare che sono aerei
    militari, ad esempio vi ricordo gli incidenti a ; – Ramstein, Germania, agosto 98 più di 60
    persone morirono e ci furono centinaia di feriti durante un esibizione andata
    male, – Casalecchio di Reno, gennaio ’98, un aereo militare italiano piomba in
    una scuola uccidendo 12 persone e ferendone 90,- Cermis, 3 febbraio ’98, un
    aereo militare americano mentre si divertiva nell’ aria tranciava i cavi di una
    cabinovia uccidendo 20 persone. Quindi oltre che disegnare piroette di fumo
    nell’ aria vengono utilizzati nelle missioni di peacekeeping dal nostro stato,
    sono a disposizione anche dell’ONU e della NATO sempre per le stesse
    operazioni: Intercettazione, monitoraggio del territorio occupato trasloco di
    materiale bellico. Certo a pochi passi da San Francesco d’Assisi e dalla
    città della marcia per la pace…

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