
«Non è valsa a nulla la ferma contrarietà della Regione Umbria, come di tutte le altre Regioni italiane, all’aumento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario voluta dal governo. E dunque, ogni Regione italiana è costretta all’attuazione del decreto legislativo che dispone, a partire dall’anno accademico 2012-2013, l’aumento della tassa a 140 euro annui». E’ quanto afferma la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari secondo la quale «sono state inascoltate le richieste delle Regioni di rinviare l’aumento quantomeno di un anno, a partire cioè dal 2013-2014, dopo l’adozione del previsto decreto ministeriale per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei requisiti di eleggibilità per l’accesso alle borse di studio, nonché in ragione delle particolari difficoltà che gli studenti e le loro famiglie stanno vivendo a causa della crisi economica».
Non si può che adeguarsi «La Regione Umbria – prosegue la vicepresidente -, seppur abbia assunto insieme con le altre Regioni una posizione contraria, non può al momento che adeguarsi a quanto disposto dal decreto legislativo. Tuttavia, assumerà tutte le iniziative possibili per sostenere il diritto allo studio universitario». Già con deliberazione n. 35 del 4 luglio, infatti, su proposta dell’Adisu, avendo anche svolto uno specifico confronto con la Commissione di controllo degli studenti, è stata decisa una rimodulazione del Programma attuativo per gli anni 2011-2012 «in considerazione dell’attuale fase recessiva che sta interessando il nostro Paese – aggiunge Casciari – e della inadeguatezza degli stanziamenti statali che, soprattutto in questi due ultimi anni, non hanno consentito di garantire benefici a tutti gli studenti aventi diritto, prevedendo tra l’altro la revisione di criteri e modalità di riparto volti a favorire l’assegnazione di borse di studio e del contributo di mobilità internazionale ad un numero maggiore di studenti».
Borse di studio La Giunta regionale ha inoltre stabilito con il medesimo atto deliberativo che a favore di studenti con disabilità non inferiore al 66% vengano previste misure migliorative per quanto riguarda il periodo di concessione della borsa di studio e di fruibilità del servizio abitativo. «Dal prossimo anno accademico 2013-2014 sarà infine concordata con la Commissione di controllo degli studenti dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario l’introduzione di fasce di reddito per la determinazione della tassa regionale che tengano conto dell’effettiva capacità economica delle famiglie in rapporto al numero dei suoi componenti. Obiettivo questo – conclude Casciari – che la Regione considera fondamentale per attuare quel principio di equità sociale che ha sempre ispirato le proprie decisioni e al quale non intende abdicare».
