
di Iv. Por.
Una università italiana su due fa pagare più tasse di quanto dovuto. E tra queste anche l’Ateneo di Perugia. La denuncia arriva dall’Unione degli Universitari (Udu) dopo il successo della scorsa settimana, quando il Tar di Milano ha accolto la richiesta di condannare l’Università di Pavia a risarcire tutti gli studenti per aver superato il limite previsto dalla legge sulle tasse universitarie.
Perugia fuorilegge per un soffio Secondo i dati dell’Udu all’Università di Perugia l’esubero fuorilegge oltre il tetto del 20% (rapporto tra la sommatoria di tutte le tasse studentesche e i fondi ministeriali che arrivano all’ateneo) è dello 0,18%, il più basso tra i 33 atenei «fuorilegge». In totale a Perugia vengono pagati dagli studenti 259.236,80 euro in tasse.
Metà oltre la soglia Stando ai calcoli degli studenti, erano 33 gli atenei italiani (sui 62 totali) che già nel 2010 erano fuorilegge per tasse troppo alte, con un totale di «oltre 218 milioni di euro rubati agli studenti», si legge nella tabella dei conteggi Udu. E il fenomeno, ha spiegato Michele Orezzi coordinatore nazione dell’Unione degli Universitari, «secondo dati parziali nel 2011 è peggiorato andando a sfondare il tetto del 20% in altri atenei rendendoli l’assoluta maggioranza». Spiega ancora Orezzi citando come fonte i dati del Miur: «nel solo 2010 la parte fuorilegge delle tasse studentesche in tutta Italia è di 218 milioni di euro, di cui 82 milioni (il 37,6%), solo negli atenei della Lombardia. Come si capisce l’1,7 milioni di euro che l’Università di Pavia è stata condannata a risarcire ai suoi studenti è solo la punta dell’ iceberg di un ‘tesoretto fuorilegge’ evidentemente sottratto dalle tasche degli studenti e da quelle delle loro famiglie».
I primi in classifica Nella tabella diffusa dal sindacato degli studenti universitari, balzano agli occhi alcuni dati: il 36,6% dell’Università di Urbino, prima in Italia per percentuale oltre il tetto del 20; quello della Statale di Milano università in Italia dove il prelievo fuorilegge è più alto (oltre 32 milioni di euro); il dato degli atenei lombardi: tutti oltre il limite previsto dalla legge. Ma destano preoccupazione, insistono dall’Udu, tutti quegli atenei che nel 2010 erano sotto la soglia di pochi decimali.
Protestare tutti insieme «Come Unione degli Universitari – conclude Orezzi – ci rivolgiamo a tutte le università e ai Rettori che in queste ore, terrorizzati da ricorsi a catena, attaccano gli studenti: il problema vero non siamo noi studenti. Come stiamo denunciando da anni, c’è un problema sostanziale legato al taglio delle risorse per le università. I nostri ricorsi non sono mirati a mettere le Università sul lastrico ma hanno invece il solo scopo di evidenziare questo punto. Come uscirne? Semplice. Invece di piangere miseria ignorando il problema dei tagli e facendoli ricadere sugli studenti e sulle famiglie, è necessario che tutta l’università si unisca alla voce degli studenti che dal 2008 protesta per un mondo dell’Istruzione Pubblica, di qualità e accessibile a tutti».
Giovani Idv: pronti al ricorso I giovani Idv sottolineano come «L’Ateneo di Perugia, con una media di 981 euro procapite, risulta essere una delle 33 università italiane in cui viene violata la normativa sulle contribuzioni da richiedere agli studenti. La legge è chiara in proposito: le tasse non possono superare il 20% dell’assegno erogato annualmente dallo Stato sottoforma di finanziamento ordinario (Ffo)». Plaudendo al ricorso Udu a Pavia, i giovani Idv sottolineano come «se non vi saranno nuovi e immediati provvedimenti si prevedono ulteriori restrizioni di fondi per il prossimo anno accademico. Consideriamo questa un’ipotesi da scongiurare e crediamo che il nuovo governo debba immediatamente intervenire destinando ai settori dell’istruzione e della formazione una quota del prodotto interno lordo pari almeno al 6% , in linea con gli standard europei. In caso contrario il ricorso presentato contro l’Università di Pavia andrà esteso a tutti gli atenei in cui viene violata la normativa nazionale, compreso quello perugino».

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