Una donna con uno smartphone

È operativo in tutta l’Umbria il numero 116117, il servizio telefonico gratuito per le cure mediche non urgenti e l’orientamento ai servizi sanitari territoriali. La linea, attiva 24 ore su 24 e sette giorni su sette, è pensata per sostituire il ricorso diretto alla guardia medica nei casi non urgenti e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso; le emergenze continuano invece a essere gestite attraverso il 112 e il 118. Il servizio, gestito dalla Usl Umbria 1 come capofila regionale, è stato avviato il 22 maggio e progressivamente esteso ai 12 distretti sanitari dell’Umbria, diventando pienamente operativo su tutto il territorio dal 17 settembre. La centrale, con sede unica a Perugia, mette in collegamento i 12 distretti, le 41 sedi di Continuità assistenziale e i principali servizi sanitari e sociosanitari regionali.

I dati I numeri della fase di avvio, spiegati giovedì a Perugia da Regione e Usl nel corso di una conferenza stampa, indicano 28.893 telefonate tra il 22 maggio e il 5 ottobre; 19 giorni di questo periodo si riferiscono all’attività sull’intero territorio regionale. Il 79,95 per cento delle risposte è stato aperto entro un minuto. L’87,15 per cento dei casi è stato indirizzato alla Continuità assistenziale, mentre circa l’11 per cento delle chiamate ha riguardato richieste di informazioni. Solo l’1,41 per cento dei contatti è stato trasferito al 118. A regime la centrale gestisce in media circa 320 chiamate al giorno, con un picco massimo di 1.124 contatti. La proiezione sui volumi stabilizzati è di circa 117mila chiamate all’anno. Il tempo medio di attesa prima della risposta è di 50 secondi, mentre una telefonata dura mediamente poco più di cinque minuti. La domanda si concentra soprattutto nei periodi in cui diminuisce l’offerta ordinaria. Il 52,8 per cento delle chiamate arriva tra sabato e domenica, con il picco nella fascia compresa tra le 8 e le 12; nei giorni feriali, quasi metà del traffico giornaliero si concentra invece tra le 20 e le 24.

Un momento della conferenza stampa

Due livelli Il servizio funziona su due livelli. Il primo è affidato a operatori formati per accogliere la richiesta, individuare la posizione del cittadino, raccogliere le informazioni necessarie e indirizzarlo verso il servizio appropriato. Il secondo coinvolge gli infermieri della centrale, che effettuano la valutazione clinico-assistenziale, forniscono indicazioni per l’autocura e gestiscono i casi più complessi. A seconda della necessità, il 116117 può fornire informazioni, attivare un teleconsulto, indirizzare alla Continuità assistenziale oppure mettere il cittadino in contatto con altri servizi territoriali, tra cui dipendenze, salute mentale, distretto, Punto unico di accesso e Cup. Se emergono condizioni di urgenza, la chiamata viene trasferita al 118.

I casi Per quanto riguarda i casi indirizzati alla Continuità assistenziale, il 36 per cento viene risolto telefonicamente, con una durata media di circa sette minuti. Il 55,25 per cento richiede una visita ambulatoriale, che dura mediamente 12-13 minuti, mentre il 7,94 per cento necessita di una visita domiciliare, con una durata media di circa 40 minuti. Nonostante rappresentino una quota ridotta degli interventi, le visite a domicilio assorbono il 26 per cento del tempo medico complessivo; il filtro telefonico consente quindi di concentrarle sui pazienti che ne hanno effettivamente bisogno.

Prima del pronto soccorso «Il 116117 viene prima del 118», ha detto la presidente della Regione Stefania Proietti, invitando i cittadini a utilizzare il numero gratuito prima di recarsi nei servizi sanitari. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare «lunghe e defatiganti attese nei pronto soccorso per codici bianchi e verdi», riservando gli ospedali alle situazioni che richiedono realmente un intervento urgente. «Il 116117 – ha affermato la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti – non è un semplice servizio telefonico, ma l’ingranaggio centrale di una sanità territoriale che si fa più vicina e proattiva». La linea mette in collegamento Continuità assistenziale, Case della comunità, medici di medicina generale e rete dell’emergenza.

Campagna informativa Secondo i dati illustrati dalla Regione, circa il 20 per cento degli accessi complessivi al pronto soccorso riguarda bisogni non urgenti o urgenze minori che potrebbero essere affrontati sul territorio. Il nuovo numero punta quindi a intercettare una parte di questa domanda prima dell’arrivo in ospedale. Resta però un margine significativo per modificare le abitudini degli utenti. Il 53,8 per cento delle persone continua infatti a presentarsi direttamente nelle sedi di guardia medica senza contattare prima il 116117. Regione e aziende sanitarie avvieranno per questo una campagna informativa con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei servizi territoriali, per diffondere una procedura semplice: chiamare il 116117 prima di spostarsi.

Una rivoluzione La piena attivazione del servizio riguarda tutti gli 850mila cittadini umbri. «Con l’attivazione del 116117 in tutti i 12 distretti completiamo una vera rivoluzione organizzativa nella sanità pubblica dell’Umbria», ha detto Proietti, sottolineando il passaggio a una gestione unica regionale della centrale. La Regione punta inoltre a utilizzare i dati sulle chiamate per adeguare la distribuzione delle risorse ai momenti e alle aree di maggiore domanda, con particolare attenzione alle zone interne e montane.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.