Mentre la Regione Umbria annuncia nuovi concorsi per 17 direzioni sanitarie, in Consiglio regionale va in scena un duro scontro tra maggioranza e opposizioni sia sulle assunzioni in generale che sugli adeguamenti alla sicurezza negli ospedali e distretti. Sostanzialmente l’opposizione contesta alla maggioranza di registrare un ritmo di assunzione non in linea con quelle promesse. Tradotto: secondo l’opposizione a settembre si registrano la metà delle assunzioni sanitarie previste in un anno in Umbria. Mentre soltanto l’ospedale di Perugia avrebbe tutte le autorizzazioni in regola per la sicurezza. Assenti tutte le altre. La maggioranza in materia di assunzioni ha garantito di stare procedendo nel rispetto degli obiettivi, di potere fornire numeri maggiormente circostanziati a fine anno e di avere procedure di assunzioni in corso e in fase di ultimazione. Ma procediamo per ordine.
La Regione ha dato il via libera alle procedure per la copertura di 17 incarichi di direzione nelle aziende sanitarie umbre, tra strutture ospedaliere e distretti territoriali. Il provvedimento, proposto dalla presidente Stefania Proietti, riguarda sia posti già vacanti sia successioni programmate in vista dei prossimi pensionamenti.
Nella Usl Umbria 1 le autorizzazioni interessano dieci strutture. Si tratta delle direzioni di Otorinolaringoiatria aziendale, Anestesia e Rianimazione degli ospedali di Gubbio e Gualdo Tadino, Psichiatria e Riabilitazione dei disturbi del comportamento alimentare e dei quattro distretti sanitari del Perugino, dell’Assisano, della Media Valle del Tevere e dell’Alto Tevere. È inoltre programmata la successione alla Direzione medica ospedaliera dell’Alto Tevere e sono state autorizzate le procedure per i futuri direttori del pronto soccorso dell’Alto Tevere e della Chirurgia generale dell’ospedale di Città di Castello, in vista del pensionamento degli attuali titolari a fine anno.
In Usl Umbria 2 il provvedimento riguarda invece la Medicina generale dell’ospedale di Foligno, l’Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Orvieto e l’Ostetricia e Ginecologia Foligno-Spoleto. Sono inoltre programmate, con decorrenza dal 2027, le procedure per i direttori dei distretti sanitari di Terni, Foligno, Spoleto e Orvieto.
«Garantire una guida stabile ai reparti ospedalieri e ai presidi del territorio significa dare risposte immediate e concrete ai bisogni di salute delle persone», ha dichiarato Proietti. «Con questi provvedimenti sblocchiamo ruoli chiave e programmiamo con anticipo i ricambi generazionali dei medici vicini alla pensione. L’obiettivo è garantire la piena continuità dell’assistenza e dell’organizzazione dei servizi, offrendo certezze al lavoro degli operatori sanitari e assicurando ai cittadini presidi sempre efficienti, dal pronto soccorso ai distretti vicini a casa».
Le nomine, precisa la Regione, sono coperte dai bilanci delle aziende e dai piani del fabbisogno del personale già approvati, nel rispetto dei limiti di spesa. Nei provvedimenti e nei contratti sarà inserita una clausola per salvaguardare eventuali modifiche organizzative conseguenti al nuovo Piano socio sanitario regionale.
Il tema della sanità è stato però al centro anche di un confronto politico sulle autorizzazioni delle strutture e, soprattutto, sulle assunzioni. Sul primo punto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei ha chiesto chiarimenti sullo stato delle autorizzazioni delle strutture sanitarie e socio-sanitarie umbre.
Il consigliere ha sostenuto che le autorizzazioni devono garantire sicurezza e qualità delle strutture, sia pubbliche sia private, e ha richiamato le regole regionali che impongono verifiche periodiche dei requisiti. Ricordando come con la giunta Tesei siano stati aggiunti requisiti ulteriori indicando tempi certi entro cui sia le strutture sanitarie private che pubbliche si sarebbero dovute adeguare. Indicando, infine, nelle Asl le autorità delegate alle verifiche. Ha quindi contestato alla Regione la mancanza, a suo giudizio, di un quadro pubblico completo sulle autorizzazioni delle strutture pubbliche.
Secondo Giambartolomei, «Tranne l’ospedale di Perugia nessuna altra struttura in Umbria ha le autorizzazioni». Il consigliere ha annunciato che chiederà gli atti per verificare la situazione e ha sostenuto che, in assenza delle autorizzazioni necessarie, dovrebbero essere predisposti specifici piani per mettere in sicurezza e adeguare le strutture.
La presidente Proietti ha risposto ricostruendo l’origine del problema e sostenendo che le difficoltà vengono da anni precedenti all’attuale amministrazione. «Le problematiche segnalate risalgono a molti anni addietro», ha detto, ricordando che alcune regole sui requisiti delle strutture sono state introdotte dalle precedenti amministrazioni nel 2022 e nel 2023. Aggiungendo come nel 2024 siano già emersi problemi relativi alle strutture pubbliche ospedaliere e che erano state chieste alle aziende sanitarie ricognizioni sulla situazione. «Questa Amministrazione, già a marzo 2025, ha approvato una Dgr per la ridefinizione dei requisiti di qualità e sicurezza delle cure», ha affermato la presidente. Nel corso del 2025, ha aggiunto, la Regione ha inviato sette comunicazioni alle aziende sanitarie per chiedere l’aggiornamento delle verifiche sulle strutture pubbliche, compreso l’ospedale di Terni.
Il confronto è proseguito anche sulla differenza tra autorizzazione e accreditamento. Giambartolomei ha contestato alla presidente di aver risposto soprattutto sul secondo tema, mentre la sua interrogazione riguardava le autorizzazioni. «Vorrei vedere gli atti formali con cui sono state autorizzate queste strutture, dato che sui siti istituzionali non ce ne è traccia», ha detto. «Tranne l’ospedale di Perugia nessuna altra struttura in Umbria ha le autorizzazioni». Il consigliere ha quindi annunciato un accesso agli atti.
L’altro fronte di confronto riguarda il personale. Qui il dato da cui partire è quello del piano regionale approvato per il triennio 2026-2028: sono state autorizzate 1.250 nuove assunzioni a tempo indeterminato nelle quattro aziende sanitarie umbre. I posti riguardano medici, infermieri, operatori socio-sanitari e altro personale. Le 1.250 assunzioni sono distribuite tra Azienda ospedaliera di Perugia, Azienda ospedaliera di Terni, Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2. A queste si aggiungono 376 stabilizzazioni. Il piano prevede inoltre la sostituzione delle persone che andranno in pensione, per circa mille posti nel triennio.
Quanto al 2026, la Regione ha previsto per quest’anno 907 delle 1.250 nuove assunzioni complessive del piano triennale. Al 30 settembre risultavano assunte 432 persone: 122 medici, 173 infermieri, tre ostetriche, 62 figure tecniche, 35 amministrativi e 37 appartenenti ad altre categorie del personale sanitario.
A queste si aggiungono procedure di assunzione ancora in corso. La Regione ha indicato in particolare 110 operatori socio-sanitari e 124 infermieri per i quali i concorsi sono in una fase avanzata, ma non ancora conclusa.
La presidente Proietti ha quindi sottolineato che il dato definitivo sulle 907 assunzioni previste per il 2026 potrà essere valutato soltanto alla fine dell’anno. «A fine anno saprò dire quante delle 907 assunzioni sono state effettuate», ha affermato.
La discussione è nata da un’interrogazione di Eleonora Pace, di Fratelli d’Italia, che ha chiesto alla Regione lo stato di attuazione del piano del personale e le ragioni per cui una parte delle assunzioni programmate non sarebbe ancora stata completata. L’opposizione ha sostenuto che il ritmo delle assunzioni sia insufficiente e ha richiamato anche il problema della carenza di personale nei pronto soccorso e nelle strutture più periferiche.
Pace ha contestato in particolare la distanza tra le assunzioni programmate e quelle effettivamente concluse. «Nel 2026, a circa 70 giorni dalla fine dell’anno, solo la metà delle assunzioni sono state fatte», ha sostenuto, aggiungendo che in precedenti dichiarazioni della presidente sarebbe stato presentato il numero di 1.250 assunzioni come obiettivo del 2026.
La Regione ha però precisato che i numeri hanno un significato diverso: 1.250 è il totale delle nuove assunzioni autorizzate nel triennio 2026-2028, mentre per il solo 2026 il piano prevede 907 ingressi. Al 30 settembre ne erano stati effettuati 432, ai quali si aggiungono le procedure ancora in corso.
Proietti ha difeso il lavoro fatto dalla Regione anche richiamando la difficoltà generale del sistema sanitario nel trattenere il personale. «I dati nazionali del 2025 ci dicono che le dimissioni volontarie sono cresciute del 150% in 12 mesi ed hanno superato i pensionamenti», ha detto. Secondo i dati citati dalla presidente, in Umbria ci sono 14,2 unità di personale sanitario ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 12,1. I medici dipendenti sono 2,33 ogni mille abitanti e gli infermieri 5,86 ogni mille, entrambi valori indicati dalla Regione come superiori alla media italiana.
«Abbiamo messo in campo tutte le azioni possibili per rispondere alle esigenze di Asl e ospedali», ha affermato Proietti, ricordando i concorsi già svolti per infermieri e operatori socio-sanitari e il ricorso ai concorsi unificati tra le aziende. Tra gli strumenti indicati dalla presidente ci sono anche la collaborazione con l’Università e interventi rivolti alle condizioni di lavoro e alla sicurezza degli operatori.
La replica dell’opposizione è stata però negativa. «Non sono soddisfatta della risposta», ha detto Pace. Secondo la consigliera, il numero delle assunzioni effettuate al 30 settembre confermerebbe un andamento simile a quello del 2025. «Continueremo a monitorare le assunzioni in sanità», ha concluso.
