Solidarietà al popolo francese, cordoglio per le vittime, ma anche voglia di reagire e di incrementare la sicurezza in vista dell’inizio del Giubileo straordinario. L’Umbria si mobilita per uscire dal cono d’ombra della paura di attacchi terroristici.
IL RACCONTO DEGLI UMBRI A PARIGI
In arrivo dieci agenti Sul fronte sicurezza, l’innalzamento al livello 2 dello stato di allerta da parte del Viminale è stato implementato localmente con il vertice avvenuto sabato mattina in prefettura a Perugia. Nel frattempo, si attende l’arrivo dei nuovi poliziotti assegnati alla questura di Perugia nell’ambito del piano per la sicurezza del Giubileo. Il piano prevede, a livello nazionale, 2.500 nuove assunzioni tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, altri 1.100 saranno assegnati agli uffici della Capitale, e nuovi funzionari di polizia arriveranno anche ad Ancona, Foggia, Padova e Perugia. In particolare, in Umbria arriveranno dieci tra addetti e assistenti di polizia, che verrà deciso come dislocare sul territorio. Ovviamente una parte andrà in forza al commissariato di Assisi.
BASSETTI: «ACCOGLIENZA E DIALOGO UNICA VIA»
Musica contro il terrore Umbria Jazz ha deciso di lanciare una iniziativa per dimostrare di essere vicina a Parigi e alla Francia duramente colpite dagli attentati che hanno spezzato centinaia di vite innocenti. Per questo si invitano «tutti, artisti,amici, appassionati a inviarci una personale versione di “I Love Paris” di Cole Porter. I video saranno pubblicati e condivisi sul sito e sui canali social di Umbria Jazz». Gli hashtag per l’iniziativa sono #IOAMOPARIGI #ILOVEPARIS #UJ. Per inviarli si possono usare il sito, la pagina Facebook o il profilo Twitter.
IMAM UMBRI: «CONVIVENZA MINATA»
Romizi e i francesi E anche il Comune di Perugia commemora le vittime dell’attentato terroristico di Parigi con un incontro tra rappresentanti dell’Amministrazione e l’associazione culturale perugina “Français d’Ombrie”. Un minuto di silenzio è stato osservato davanti alle statue del Grifo e del Leone, per l’occasione illuminate da led con i colori della bandiera francese, presenti il sindaco Andrea Romizi, l’assessore Cristina Bertinelli, il presidente del consiglio Leonardo Varasano e i consiglieri Armando Fronduti e Lorena Pittola. Successivamente, Romizi ha fatto il punto con gli esponenti dell’associazione, secondo i quali si deve «reagire attivando uno specifico dialogo interculturale, aperto a tutti, italiani e stranieri, per dimostrare che si può vivere in pace». L’obiettivo è di creare un tavolo di confronto e della pace per dialogare sui valori condivisi e sulla cultura, coinvolgendo istituzioni, associazioni, rappresentanze degli stranieri, musulmani e non. Il sindaco ha sottolineato l’importanza di conoscere la storia di ogni civiltà, ma ha invitato le parti anche ad andare oltre, perché a volte proprio il passato è fonte di recriminazioni. «Si deve capire – ha detto – che nella nostra epoca va recuperato quel senso di fratellanza tra i popoli che si è perso nel tempo, superando le divisioni ed i contrasti. Ci sono valori che tutto il mondo è in grado di condividere e su questi dobbiamo puntare per creare una nuova cultura della pace».
