di Daniele Bovi
«Non c’è nessuna spesa aggiuntiva per i “nuovi” dirigenti che poi nuovi non sono, visto che da anni lavoravano in Comune con un contratto a tempo determinato». Dopo la bufera sulla stabilizzazione di nove apicali decisa da palazzo dei Priori è direttamente il sindaco della città Wladimiro Boccali che, nella videointervista rilasciata a Umbria24.it, spiega il suo punto di vista. Nodo centrale, i costi sostenuti per l’operazione dalle casse pubbliche: «I 300 mila euro ai quali si fa riferimento nella delibera 501 del 15 dicembre riguardano le maggiori spese per il tempo indeterminato, ma è chiaro che viene meno la stessa cifra per quello determinato». I nove dirigenti infatti sono tutti passati dal tempo determinato a quello indeterminato. Quindi, secondo il sindaco, il saldo è zero: «Il comandante dei vigili urbani, Nicoletta Caponi, è tra questi dirigenti: la pagavamo fino al 31 dicembre e continueremo a pagarla dopo il primo gennaio. Che facciamo, licenziamo il comandante dei vigili? Oppure il dirigente del Bilancio, o quello che si occupa delle scuole o quell’altro ancora degli impianti pubblici?».
Non si può tenere insieme tutto Boccali giudica poi «corretta» l’attenzione posta dal sindacato sulla vicenda, risponde alle accuse di scarsa comunicazione, rivendica i risultati ottenuti sul fronte risparmi e, nel corso della videointervista, alla richiesta del sindacato di un tavolo anche per i precari risponde così: «Precari non ce ne sono, ci sono le sostituzioni sui nostri servizi educativi e su quelle apriremo un tavolo. E comunque vorrei ricordare che non si può tenere insieme tutto, la riduzione della spesa pubblica insieme all’inserimento in massa di dipendenti». Dal canto loro invece i sindacati della dirigenza intervengono con una breve nota in cui si dicono che «i dirigenti assunti dall’amministrazione hanno sostenuto un regolare concorso pubblico. Sottolineano, pertanto, la legittimità della procedura seguita sia dal punto di vista amministrativo che delle relazioni sindacali».
Soldi per il sociale «Da parte nostra – continua poi il sindaco – abbiamo in questi anni fatto una grande operazione di rinnovamento, ricambio e stabilizzazione portando i 40enni ai posti di vertice. Quando parliamo della spesa pubblica del Comune ricordiamoci che quest’ultimo eroga i servizi ai cittadini. Non vorrei che a soffiare sul vento della riduzione della spesa ci siano quelli che vogliono ridurre il ruolo del pubblico». Quel pubblico, inteso in questo caso come il governo Monti, che come priorità secondo Boccali dovrà avere i finanziamenti per il sociale: «Questa manovra – dice – farà male agli italiani. Così come sono state recuperate risorse per la sanità e per il trasporto pubblico, occorre recuperarle anche per il sociale».
Irpef e cultura A palazzo dei Priori si lavora poi anche sul fronte delle tasse e delle tariffe. «L’Imu – ironizza Boccali – possiamo anche chiamarli “Isi”, Imposta statale sugli immobili, visto che i municipi non vedono un centesimo». Nel corso della conferenza stampa di fine anno l’assessore al Bilancio Livia Mercati è stata chiara: chi guadagna di più deve contribuire di più: «Su questo versante – spiega Boccali – quello che ci interessa di più è l’Imu sulla seconda casa (dove il Comune può alzare le aliquote, ndr). Per il resto, vedi Irpef e tariffe, stiamo facendo i nostri conti ma quel che è certo è che manterremo invariata la soglia di esenzione pari a 12.500 euro, tra le più alte d’Italia. Ora l’addizionale è allo 0,7% (il massimo è 0,8%, ndr), ma prima di parlare di aliquote cercheremo di risparmiare ad esempio sul personale. Sul fronte cultura poi, ad esempio, il ruolo del privato dovrà essere sempre più forte».


POTRESTI FERMARE IL MINIMETRO’ —- PERDE 25.000 EURO AL GIORNO !!
Non si offenda Sindaco, nessuno mette in dubbio l’importanza e la professionalità dei dirigenti del Comune.
Soprattutto ora che abbiamo scoperto che sono esperti di arti marziali addestrati a difenderla in ogni occasione!