di Daniele Bovi
Da Perugia a Roma impiegando 20 minuti in meno, oppure una Freccia in arrivo da Ancona che passa dal capoluogo e poi giù lungo i binari della ex Fcu fino a Orte e poi a Roma. In prospettiva è il potenziamento dei servizi derivante dall’integrazione con la rete nazionale di Fs l’elemento più importante per l’Umbria dell’accordo tra Regione e Rfi firmato lunedì mattina nel parlamentino del Ministero dei trasporti insieme al responsabile del dicastero Graziano Delrio. Presenti gli amministratori delegati di Rfi e Fs, Maurizio Gentile e Renato Mazzoncini, la presidente Catiuscia Marini e Raffaella Diosono, direttore amministrativo di Umbria mobilità, che ha ancora la competenza sulla linea ferroviaria. Al centro del patto i 51 milioni di euro per la riqualificazione di tutti i 153 km della Sansepolcro-Terni.
Prima applicazione L’accordo (qui tutti i dettagli e il cronoprogramma dei lavori) è la prima applicazione concreta del decreto legge 50 del 24 aprile scorso, che consente alle Regioni, ai gestori delle reti regionali e a Rfi la possibilità di concludere patti e stipulare contratti per la realizzazione di interventi sulle reti ferroviarie regionali. Nel giro di 36 mesi saranno terminati i lavori per adeguare agli standard di sicurezza nazionale tutti e 153 i km della ex Fcu e, nel frattempo, Regione e Fs potranno cominciare a parlare del potenziamento dei servizi. Fs potrà sfruttare la spina dorsale ferroviaria della regione per far viaggiare i propri treni, creando una nuova direttrice tra Perugia e Roma: «Lavorando bene nei prossimi anni – ha detto Mazzoncini – possiamo ridurre di una ventina di minuti i tempi di percorrenza tra Perugia e Roma, anche perché oggi passando da Foligno e Spoleto si allungano i tempi». Territori, quelli del Folignate e dello Spoletino, dal quale però potrebbero cominciare a breve a rullare i tamburi di guerra, tanto che su questa direttrice Perugia-Roma non si vuol mettere troppo l’accento.
Nuovi servizi «Questo – assicura Mazzoncini – è solo l’inizio di una nuova storia che consentirà di programmare servizi che non si sono mai visti. E un giorno – ha aggiunto – potremo vedere un Freccia arrivare da Ancona e viaggiare tramite la ex Fcu verso Roma: non è un sogno ma è possibile». L’amministratore delegato di Fs ha parlato di una «linea importantissima che ha visto un continuo degrado, in grado di intercettare traffico dal sud della Toscana fino a Orte e che ora esce dall’arretratezza. Sono estremamente contento di questo accordo». L’altro capitolo sul quale si sta lavorando è quello dell’arretramento del Frecciarossa da Arezzo a Perugia, sul quale l’azienda con una lettera al Comune di Perugia si è già espressa in termini negativi. Rispondendo lunedì ai giornalisti Mazzoncini ha citato l’esempio della Basilicata e ha fatto capire che l’ipotesi è allo studio ma che è commercialmente poco attrattiva (la partenza sarebbe intorno alle 5.30 del mattino), tanto che servirebbe un supporto economico della Regione, sul quale Palazzo Donini non si tira indietro.
Assisi-Trasimeno Un altro capitolo da aprire in futuro è quello che guarda all’asse che va da Assisi al Trasimeno, passando per Perugia, da usare come una sorta di metropolitana di superficie con treni piccoli le cui frequenze verrebbero modulate in particolare sulla base delle esigenze dei pendolari. Sollecitato a proposito di un potenziamento del trasporto pubblico locale Mazzoncini si è limitato a dire che «noi facciammo i servizi che Regione ed enti locali ci commissionano; ci auguriamo che nel complesso possano crescere, ma dipende da loro». Per quanto riguarda i tempi di cessione della linea da Regione a Rfi, secondo step che verrà dopo la gestione, nessuno ha fornito una data anche se la presidente ha assicurato che «noi abbiamo molto interesse ad accelerare e di fare tutto nel tempo più veloce possibile iniziando nel contempo a ragionare di servizi». «I tempi di trasferimento – ha puntualizzato Gentile – sono legati agli accordi che dovranno essere fatti. Siamo pronti anche sull’ultimo passaggio, su cui però serva la volontà della Regione».
Marini e Delrio Nel complesso secondo Marini si tratta di «una pagina nuova nella storia ferroviaria della regione. Si tratta di un investimento significativo e unitario, che porterà vantaggi enormi per l’Umbria grazie alla piena integrazione con Fs, con la prospettiva di utilizzare la longitudinale Sansepolcro-Terni per potenziare i servizi». Per il ministro Delrio inoltre il patto rappresenta «il segno di una svolta che abbiamo voluto dare alla gestione delle linee ferroviarie regionali dopo l’incidente di Andria-Corato» del luglio 2016 «per accelerare gli investimenti per la messa in sicurezza». E alla finestra, in vista di siglare un accordo simile, ci sono già Lazio, Emilia Romagna e Campania. «Qualcuno – sottolinea ancora Delrio – continua a dire che non abbiamo messo soldi» per la messa in sicurezza delle linee ferroviarie regionali, ma «non è vero: abbiamo messo 300 milioni subito con il Fondo di sviluppo e coesione per la sicurezza delle linee interconnesse; poi nel decreto abbiamo messo altri 400 milioni per le linee ferroviarie isolate. Complessivamente 700 milioni a disposizione delle Regioni».
Twitter @DanieleBovi

Mi sembra molto interessante ma delle fermate soppresse dalla FSI alla stazione di Spoleto che serve anche la Valnerina chi se ne occupa ? nessuno?