giovedì 17 agosto - Aggiornato alle 13:27

Alta velocità in Umbria, Chianella: «Valutiamo di far ‘dormire’ Frecciarossa a Perugia in attesa di Medioetruria»

L’assessore a Umbria24: «Basilicata? Lì pagano 3,2 milioni. Ipotesi arretramento da Arezzo. Stazione? Summit a breve». Intercity restano

Un treno Frecciarossa

di Ivano Porfiri

Per dirla in gergo ferroviario, il percorso per portare l’alta velocità in Umbria viaggia su binari paralleli: da un lato quello a lunga percorrenza verso la stazione Medioetruria (se tutto andrà bene passeranno diversi anni), dall’altro uno più rapido per “agganciare” la linea veloce facendo partire una Freccia dal territorio umbro. Binari paralleli fino a un certo punto, però. La seconda soluzione, nelle intenzioni della Regione, farebbe da ponte alla prima.

Alta velocità: riparte il dibattito Negli ultimi giorni, il tema dell’alta velocità è tornato in auge nel dibattito politico locale. Semplificando, l’opposizione in Regione (centrodestra e M5s), ma anche alcune associazioni come Italia Nostra, chiedono di portare le Frecce avversando la realizzazione della stazione dell’Av Medioetruria, mentre il Pd con Leonelli e Smacchi è tornato a bussare alle porte dell’assessorato proprio per sapere a che punto è il progetto della realizzazione di uno stop al confine umbro-toscano lungo la linea direttissima Roma-Firenze.

Caso Basilicata Il discorso, al di là delle semplificazioni e degli slogan usati dai politici, è piuttosto complicato, in quanto deve tenere conto di molte variabili: esigenza dell’utenza, numeri, situazione infrastrutturale, equilibri economici. Ad esempio, viene riportata oggi dai quotidiani la notizia del successo del nuovo Frecciarossa in Basilicata (tratta Milano-Taranto con fermate Potenza, Ferrandina e Metaponto), che dall’11 dicembre al 4 aprile ha registrato 25.700 passeggeri, in media 220 persone al giorno tra andata e ritorno. Tanto che, secondo l’assessore lucano Nicola Benedetto, la tratta potrebbe sostenersi con i soli biglietti.

Costo e fermata a Spoleto «Per quel treno – spiega a Umbria24 l’assessore ai Trasporti dell’Umbria Giuseppe Chianella – la Regione Basilicata paga a Trenitalia 3,2 milioni di euro l’anno. Così come vengono pagate, in giro per l’Italia, diverse fermate delle Frecce che, altrimenti, non sarebbero economicamente convenienti per il gestore. È, ad esempio, la richiesta degli utenti di Spoleto per il Frecciabianca Roma-Ancona, che noi sosteniamo. Comunque, la Regione ha ben chiara la situazione e ci sono diverse valutazioni in corso, che però devono tenere conto delle diverse variabili».

Treno a ‘dormire’ a Perugia Chi chiede il passaggio delle Frecce in Umbria avanza due ipotesi: la trasformazione del Tacito (Terni-Milano) da Intercity a Freccia e l’arretramento del Frecciarossa Arezzo-Milano. «Innanzi tutto – afferma Chianella – va ribadito un concetto: anche il treno più veloce su una linea vecchia diventa un convoglio normale. Detto questo, la riflessione sul portare a “dormire” a Perugia, anziché ad Arezzo, il Frecciarossa lo stiamo facendo. Stiamo valutando, in particolare, la fattibilità tecnica, prima ancora di quella economica. Quel treno parte ora prestissimo da Arezzo e torna tardissimo nella città toscana, quindi se partisse da Perugia andrebbero rimodulati tutti gli orari per renderlo fruibile. Inoltre, c’è il discorso della manutenzione notturna che andrebbe allestita».

Medioetruria: a che punto siamo? In ogni caso, secondo Chianella, il tema dello spostamento in Umbria di una o più Frecce non è alternativo al progetto della stazione Medioetruria. «Sarebbe piuttosto – dice – una soluzione in attesa della stazione. Fra l’altro, all’inizio di maggio è già in calendario una riunione al ministero con Rfi e le Regioni Umbria e Toscana per fare il punto». In particolare, dopo che la commissione tecnica ha individuato le due possibili collocazioni, Creti-Farneta (a Cortona, preferita dall’Umbria) o Rigutino (vicina ad Arezzo) deve essere fatta la scelta definitiva. Così come quella del percorso che trasformi il progetto in cemento. In questo caso, il modello è la stazione Mediopadana di Reggio Emilia che, dopo una fase di incertezza, negli ultimi mesi pare essere decollata con un milione di passeggeri nel 2016, secondo uno studio Nomisma. Gli scettici sostengono che le due realtà siano imparagonabili, dato il bacino di utenza ben più consistente tra Reggio Emilia, Parma e Modena rispetto all’incrocio delle province di Perugia, Arezzo, Siena e Grosseto. «Io sono fiducioso – dice Chianella – anche perché è di questi giorni il forte interessamento anche delle associazioni di categoria come Confidustria, che premono per la realizzazione insieme alle Regioni».

Confermati gli Intercity Nel frattempo, non ci sarà nessuna soppressione delle cinque coppie di Intercity che collegano l’Umbria con Roma e Firenze, inserite dal Governo nel nuovo Contratto di servizio 2017-2026. Lo comunica il deputato umbro Giampiero Giulietti, autore di una apposita interrogazione al ministro dei Trasporti. Nella risposta scritta, il ministero ha affermato che quasi tutti gli Intercity sono inseriti nel contratto di servizio stipulato tra Trenitalia e lo Stato, in quanto risultano non economicamente sostenibili per Trenitalia, ad eccezione però delle cinque coppie di treni veloci che attraversano anche la regione Umbria e che vengono effettuate in regime di mercato, registrando però perdite economiche rilevanti, con il conseguente rischio di soppressione. In considerazione della funzione prevalentemente sociale svolta da tale servizio, il ministero ne ha però disposto l’inserimento nel perimetro del nuovo Contratto di servizio 2017-2026, in vigore dal primo gennaio sorso, scongiurandone così il rischio di soppressione. «Si tratta di una buona notizia per l’Umbria e per i tanti pendolari che per motivi di studio o lavoro si trovano a dover raggiungere quotidianamente le città di Roma e Firenze – commenta Giulietti – Il Governo ha riconosciuto il valore sociale di tali collegamenti che, grazie all’inserimento nel Contratto di servizio con Trenitalia saranno garantiti anche per i prossimi 10 anni».

Galgano Nel pomeriggio di giovedì sono arrivati i primi commenti alle dichiarazioni di Chianella. Secondo la deputata di Civici e innovatori Adriana Galgano «far arretrare da Arezzo a Perugia il Frecciarossa per Milano delle ore 6.11 e far arrivare a Fontivegge quello in partenza alle 19.30 dal capoluogo lombardo significa poter collegare l’Umbria al Nord Italia in sole tre ore contro le oltre cinque attuali con importanti vantaggi per l’economia locale. Una soluzione che ci consente di intercettare l’Alta velocità nel breve periodo e a costi ragionevoli visto che, a differenza della Basilicata che con 3.2 milioni di euro copre le spese per l’intero tragitto percorso dai treni veloci, nel nostro caso la distanza che separa Arezzo da Perugia è di soli 77 chilometri e quindi soltanto per questo tratto la Regione dovrà garantire costi e utenza. Quando, poi, sarà ultimato il raddoppio del tratto Spoleto-Campello, il Frecciarossa potrà partire direttamente da Terni. Questa prima soluzione da Perugia va per tanto perseguita il più rapidamente possibile».

Liberati e Carbonari Di risposta «non soddisfacente» parlano invece i consiglieri regionali Liberati e Carbonari: «Demarca – dicono – una volontà ad excludendum nei confronti del resto della regione: il treno deve unire le comunità, non contribuire a dividerle». Secondo i due consiglieri il trasporto regionale deve garantire rapidi trasporti ferroviari anche sulle lunghe distanze, unendo Perugia e Terni, passando per Spoleto, Foligno, Assisi, sterilizzando eventuali costi attraverso efficientamenti e verifiche del contratto di servizio tra Regione Umbria e Trenitalia, visto che Palazzo Donini liquida al Gruppo FS ben 100mila euro al giorno, circa 200 milioni in sei anni, pagando performance ferroviarie non di rado inconsistenti o di scarsa qualità».

  • Lorenzo Passero

    Facciamolo passare anche da Gubbio allora… Le stazioni sono troppo vicine, così i benefici dell’alta velocità svaniscono perché il treno si ferma troppo di frequente. Andrebbero bene dei regionali o intercity, per esagerare, ma dei treni AV proprio no.