di D.B.
Ritirare l’emendamento o andare in aula, contarsi e molto probabilmente spaccarsi? Le strade che ha di fronte il Pd non sembrano essere molte altre in vista di martedì pomeriggio, quando il piatto forte della seduta del consiglio regionale sarà la discussione della legge contro l’omofobia. Il testo è al centro del dibattito da giorni per due motivi: in primis per il pasticcio burocratico combinato una settimana fa che ha comportato il rinvio della discussione; poi l’emendamento del bocciano dem Andrea Smacchi, che ha provocato reazioni dure anche all’interno del Pd, a partire dalla presidente della giunta Catiuscia Marini che su Facebook ha definito l’emendamento «inammissibile». Proprio dell’emendamento si discuterà martedì di buon mattino durante la riunione del gruppo consiliare Pd che dovrà mettere a punto una soluzione in vista dell’approdo in aula del testo di lì a qualche ora; una riunione sull’esito della quale nessuno si sbilancia.
IL CAOS SULL’EMENDAMENTO SMACCHI
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LA LEGGE ‘PERSA’ NELLE NEBBIE DEL CONSIGLIO
Omphalos Nel frattempo anche domenica Omphalos ha fatto sentire la sua voce in particolar modo con Matteo Renzi, a Perugia per un appuntamento insieme a Maurizio Martina. Il presidente dell’associazione Stefano Bucaioni gli ha spiegato quanto successo a proposito dell’emendamento, definito «salva omofobi». Secondo quanto riferito da Omphalos, che martedì dalle 14.30 terrà un altro presidio di fronte al consiglio regionale, Renzi era già stato messo a conoscenza della vicenda da alcuni parlamentari umbri e della stessa Marini; un breve colloquio al termine del quale l’ex segretario del Pd ha assicurato che si sarebbe attivato per venire incontro alle richieste dell’associazione.
IL PASTICCIO SULLA COPERTURA FINANZIARIA
COSA PREVEDE LA LEGGE
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I contrari In vista del voto si posizionano, sul fronte contrario all’approvazione della legge, partiti e movimenti che vanno dalla Lega Nord all’Agesc, l’Associazione generale delle scuole cattoliche. Ma anche la Chiesa prende posizione con il delegato Ceu sulla famiglia e vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino. I consiglieri regionali leghisti Fiorini e Mancini parlano di «un chiaro manifesto ideologico», annunciando poi la presentazione in aula di tutti gli emendamenti proposti dai «Comitati in difesa delle famiglie». Addirittura secondo i due la legge punterebbe a «imporre il gender alla società umbra»; una presunta teoria, quella del gender, che, è sempre bene ribadirlo, non esiste. Anche l’Agesc inoltre, attraverso il presidente della sezione umbra dell’associazione, Mirco Casciarri, parla del pericolo che la legge veicoli nella scuole la presunta teoria che «asseconda un’identità fluida e una visione antropologica scientificamente infondata». Nel complesso secondo Casciarri è una legge «nociva» e «contraria alla libertà di ogni persona», e che «non apporta alcun reale contributo alla lotta alle discriminazioni, già vietate e perseguite». Ai posti di combattimento anche il Popolo della famiglia Umbria, che parla di «bavaglio arcobaleno» chiedendo poi che la legge non venga approvata.
Twitter @DanieleBovi
