di Daniele Bovi

La legge regionale contro l’omofobia sarà portata in aula e votata la prossima settimana, in un giorno ancora da definire insieme alla conferenza dei capigruppo. Al termine di una mattinata di tensione è questo l’esito della seduta del consiglio regionale in cui si sarebbe dovuta approvare la proposta di legge presentata dai dem Chiacchieroni, Solinas e Leonelli. Il testo però è stato rinviato in commissione dopo la lettera alla presidente dell’assemblea Porzi spedita dal consigliere di opposizione De Vincenzi, con la quale si sottolineava che la norma finanziaria non era più valida. L’atto infatti era stato approvato in commissione a giugno con tanto di copertura finanziaria che però, qui sta il problema, valeva fino alla fine del 2016. Un pasticcio burocratico per capire il quale occorre leggere il nuovo articolo 17 bis del regolamento del consiglio regionale, approvato a fine dicembre e con il quale, in sintesi, si dice che per ogni proposta ci deve essere una relazione tecnica inerente le spese.

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Rinvio La soluzione del rinvio alla prossima settimana è arrivata dopo una sospensione della seduta, chiesta dal pd Chiacchieroni, che sarebbe dovuta durare 10 minuti e invece è andata avanti per quasi un’ora nel corso della quale il Pd si è confrontato sul da farsi, non senza tensione. Da una parte chi, come la presidente Marini, premeva per discutere l’atto questa mattina, dall’altra quelli che, forti del parere tecnico degli uffici secondo il quale la proposta, vista la scadenza della copertura, non era nemmeno iscrivibile all’ordine del giorno, andava rinviata in commissione. Ad assistere a tutto quasi cento persone radunate da Omphalos che ha dato vita, prima di partecipare alla seduta, a un presidio di protesta. Porzi nel corso della mattinata li ha incontrati in sala Partecipazione, insieme a Solinas e Leonelli, per spiegare la decisione e ribadire che non c’è la volontà di affossare la legge: «L’atto – ha detto – è stato iscritto all’ordine del giorno in maniera erronea e non è stato discusso per un problema procedurale che provvederemo a sanare quanto prima, riportando il provvedimento all’ordine del giorno già dalla prossima settimana».

OMPHALOS: FINALMENTE LEGGE IN AULA

Protesta va avanti «Ormai – ha detto però Stefano Bucaioni, presidente dell’associazione – non ci crediamo più». E infatti Omphalos ritiene «insufficiente» l’impegno preso da Porzi e dalla maggioranza: «Non ci riteniamo soddisfatti – spiega Bucaioni – dalle spiegazioni della presidente, e abbiamo ribadito la nostra assoluta contrarietà a questo nuovo rinvio. Continuiamo a non credere che dopo 10 anni una legge così importante possa essere bloccata per un errore burocratico. Questa legge sta collezionando troppi primati in negativo». Visto l’esito della seduta dunque l’associazione «continuerà a protestare fin quando la legge non verrà discussa e votata. Saremo in aula la settimana prossima e le settimane a venire se la maggioranza continuerà a non rispettare i propri impegni, presi prima di tutto con gli elettori e le elettrici di questa regione». A prendere la parola in aula è stata anche la presidente della giunta Catiuscia Marini, assicurando che «daremo piena copertura alla norma finanziaria».

COSA PREVEDE LA LEGGE

Il dibattito Secondo l’iter prospettato il provvedimento tornerà in commissione dove verrà sistemato il problema della copertura finanziaria, poi insieme alla capigruppo verrà decisa una data per la discussione. A proposito della seduta della prossima settimana il segretario regionale del Pd ha parlato di uno «sforzo straordinario per dare un segnale. Avremmo voluto discuterlo o gli ma prendiamo atto del parere degli uffici e per quanto ci riguarda non c’è stata alcuna discussione nel merito». Di «pessima figura per l’intero consiglio» ha parlato invece Marco Squarta di FdI mentre per Ricci «la legge ha nel suo spirito la ricerca di un punto di equilibrio complesso. Va riportata in aula e votata con urgenza e ogni singolo consigliere potrà esprimersi nella propria autonomia».

LA LEGGE ‘PERSA’ NELLE NEBBIE DEL CONSIGLIO

Le posizioni A sostegno di Omphalos, oltre ai Radicali di Perugia e a Sinistra italiana (che parla di «atto sciagurato»), anche Rifondazione comunista che chiede, attraverso il segretario regionale Enrico Flamini, «l’immediata approvazione» del testo. «Un provvedimento equo e giusto – scrive Flamini – al momento bloccato dietro il ridicolo spauracchio della copertura finanziaria, una pausa forzata che rischia di far rimanere l’Umbria ancora senza una legge contro l’omofobia, mistificando la storia di una regione laica e attenta alla salvaguardia dei diritti, del lavoro, sociali e individuali. Una situazione inaccettabile». Nettamente opposta la posizione del comitato «Difendiamo i generi naturali e la famiglia» che, con Franco Trinca, martedì ha preso la parola nel corso dell’incontro con Porzi e ha diffuso un volantino in cui si parla di «dittatura omosessuale e transgender» e di un «provvedimento scandaloso» in cui si nasconderebbe la volontà di «propaganda e indottrinamento omosessuale e transessuale nelle scuole, nelle famiglie e nella società dell’Umbria».

Twitter @DanieleBovi

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