Una manifestazione organizzata da Arcigay-Omphalos (foto U24)

di Daniele Bovi

Quando il risultato sembrava a portata di mano, con l’approvazione finale prevista per martedì in consiglio regionale, tutto potrebbe tornare al punto di partenza o quasi. Questo è il timore di Omphalos a proposito della richiesta, fatta lunedì dal «consigliere regionale ultracattolico» Sergio De Vincenzi, di far tornare la legge regionale contro l’omofobia in commissione. Il cavillo, sollevato da De Vincenzi, sta nel fatto che, come ha scritto il consigliere in una lettera indirizzata alla presidente del consiglio regionale Donatella Porzi, «non è stata attualizzata la norma finanziaria». «Nella proposta legislativa – osserva il consigliere – la norma finanziaria è rimasta quella relativa al 2016. Quindi, prima di sottoporsi al voto dell’Aula, questo specifico articolo del testo va attualizzato al 2017. La vicenda di atti incompleti approvati in commissione e portati in Aula fa emergere nuovamente il non rispetto delle regole da parte della giunta regionale e della maggioranza che governa la Regione».

LA LEGGE ‘PERSA’ NELLE NEBBIE DEL CONSIGLIO

Nessuno stop La richiesta è andata a buon fine tanto che la proposta di legge, firmata dai consiglieri pd Chiacchieroni, Leonelli e Solinas, tornerà in commissione e a ufficializzarlo sarà la presidente Porzi martedì mattina in consiglio. Il caso, lunedì pomeriggio, è stato al centro della riunione del gruppo Pd, al termine del quale Porzi tira le fila e assicura che non c’è nessuna volontà di affossare la legge: «Si tratta – dice a Umbria24 – di un cavillo burocratico e non c’è nessuna volontà di fermare la legge. Al primo consiglio utile la riporteremo in aula». Il timore, se il testo fosse stato lasciato tale e quale, è quello di possibili rilievi da parte della Corte dei conti; insomma, un piccolo pasticcio burocratico. «Nel gruppo di maggioranza – dice sempre Porzi – è emersa una larga condivisione, non ci sono problemi politici». Nelle stanze del gruppo dem in realtà qualche piccolo appunto è stato fatto ma – assicurano dal partito – si tratta di limature e dettagli, nulla di sostanziale.

OMPHALOS: FINALMENTE LEGGE IN AULA
COSA PREVEDE LA LEGGE

Omphalos protesta La volontà dunque, o almeno così sembra, è quella di andare avanti, ma nel frattempo Omphalos è sul piede di guerra e martedì mattina alle 11 arriverà in consiglio regionale per un presidio di protesta. «Ci sentiamo presi in giro – dice il segretario Lorenzo Ermenegildi – la comunità si sente presa in giro e abbiamo il dovere di esprimere tutto il nostro dissenso verso questo ulteriore passo indietro dopo 10 lunghi anni di attesa». L’associazione teme «un affossamento definitivo della legge» e parla, a proposito della questione sollevata da De Vincenzi, di «una becera scusa per non trattare la legge in aula», che «si sarebbe potuta risolvere con una verifica degli uffici competenti o portando il testo in votazione emendando la norma finanziaria e attualizzandola al 2017. Questa volontà evidentemente manca nella maggioranza di governo, che ha preferito far ritornare la legge nel pantano della Commissione, piuttosto che affrontare la discussione in aula».

Colpa del Pd «Dopo 10 anni di attesa nessun rinvio è più tollerabile, qualunque sia la motivazione – spiega poi Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – questo ulteriore intoppo, descritto come di natura procedurale, nasconde invece per noi tutta l’incapacità e l’imbarazzo della maggioranza che governa questa regione a portare a compimento una legge che affronta le discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali. Riteniamo che il primo responsabile di questo nuovo passo indietro sia proprio il Partito democratico, che nelle ultime elezioni si era preso un impegno preciso con tutti gli elettori e le elettrici della regione e che lo sta lentamente tradendo».

Twitter @DanieleBovi

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