di D.B.
Si alza di nuovo la temperatura sulla legge regionale contro l’omofobia, che dopo il pasticcio dei giorni scorsi tornerà in aula martedì per il via libera definitivo, o almeno così sperano molti. Motivo del contendere stavolta è un emendamento presentato venerdì dal pd Andrea Smacchi all’articolo 1, quello cioè che definisce principi e finalità della legge: «Non costituiscono discriminazione, violenza, istigazione alla discriminazione o istigazione alla violenza – è scritto nell’emendamento – il manifestare liberamente il proprio pensiero, le proprie opinioni o i propri convincimenti riconducibili al pluralismo di idee, né attuare condotte conformi al diritto vigente o ai principi e valori di organizzazioni riconosciute dall’ordinamento giuridico, che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, di religione o di culto». Un emendamento scritto per «ribadire l’alto principio costituzionale della libertà di manifestare il proprio pensiero e di attuare attività conformi ai valori di organizzazioni giuridicamente legittime».
IL PASTICCIO SULLA COPERTURA FINANZIARIA
COSA PREVEDE LA LEGGE
L’emendamento Più che ribadire principi costituzionali (che sarebbe ridondante, dato che ovviamente una semplice legge regionale è subordinata ad altre fonti del diritto come Costituzione, leggi ordinarie e così via) secondo il presidente di Omphalos Stefano Bucaioni si tratta di un emendamento «salva-omofobi che ricalca esattamente quello che nel 2013 ha affossato la legge nazionale contro l’omofobia in discussione in parlamento, rendendola inutile e pericolosa e bloccandone definitivamente l’iter». Bucaioni parla di una «scelta folle e irresponsabile» dato che crea una sorta di salvacondotto per gli omofobi di turno perché mira a legittimare di fatto le discriminazioni in molti ambiti, creando eccezioni ad hoc tutelate addirittura dalla legge. Con questa assurda proposta, nella nostra regione, gli ospedali, le scuole, i luoghi di culto e le associazioni potranno essere zone franche per il pensiero discriminatorio».
VIDEO: IL FACCIA A FACCIA TRA OMPHALOS E PORZI
FOTOGALLERY: IL PRESIDIO DI OMPHALOS IN CONSIGLIO
Omphalos «Siamo increduli anche per le modalità con cui l’emendamento è stato presentato – continua Bucaioni – ci sono state commissioni, riunioni di gruppo e riunioni di maggioranza nelle quali il consigliere Smacchi non è mai intervenuto con nessuna proposta o richiesta di modifica. Uscire adesso, a pochi giorni dal voto, è un chiaro tentativo di mettere in difficoltà la sua stessa maggioranza per ricavarne una misera visibilità e il favore del mondo dell’estremismo religioso». Da qui l’appello di Omphalos, che martedì sarà di fronte a Palazzo Cesaroni per chiedere l’approvazione della legge, «affinché questi folli tentativi di affossare la legge siano isolati con forza»: «Vogliamo essere chiari sin da subito – conclude Bucaioni – se questo emendamento dovesse essere approvato, per noi non esisterebbe più nessuna legge contro l’omofobia e la transfobia e chiederemo immediatamente ai proponenti di ritirarla o all’aula di bocciarla». Dell’emendamento saltato fuori venerdì non si era discusso durante la riunione del gruppo consiliare pd, dove c’era stata una sostanziale condivisione del testo, e c’è chi nel partito lo bolla come «strumentale».
LA LEGGE ‘PERSA’ NELLE NEBBIE DEL CONSIGLIO
Arcigay A prendere posizione venerdì è anche il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzino: «La vicenda della legge regionale è emblematica per tutto il paese. Emblematica perché racconta di un testo di legge attraverso il quale un’articolazione dello Stato si fa carico del tema dei crimini d’odio, producendo azioni di prevenzione e tutela delle vittime, e che per un decennio, attraversando maggioranze di colore diverso, non ha mai raggiunto il via libera dell’aula. Questi dieci anni sono la rappresentazione evidente del pantano di inconcludenza in cui in Italia finiscono questioni di primaria importanza, come il contrasto alla violenza e la tutela dei gruppi sociali verso i quali quella violenza si scaglia. Tante parole, nessun fatto». Piazzoni parla anche della campagna che l’associazione sta conducendo in questi giorni (chiamata «È tempo di legge») e promette: «Martedì tutta la nostra attenzione sarà puntata su quell’aula: i partiti sono chiamati a tradurre finalmente le parole in fatti, martedì capiremo se ne sono all’altezza».
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Il pasticcio Quanto al pasticcio burocratico all’origine del caos dei giorni scorsi, la soluzione studiata (stavolta vagliata e approvata dagli uffici di Palazzo Cesaroni) è quella di portare un emendamento in aula assicurando così la copertura finanziaria anche per l’anno in corso; l’atto infatti era stato approvato in commissione a giugno con tanto di copertura finanziaria che però, qui sta il problema, valeva fino alla fine del 2016. «Nulla è cambiato dall’ultima seduta dell’Assemblea legislativa. Un atto di forza anti-democratico – ha commentato nelle ultime ore il consigliere regionale Sergio De Vincenzi, tra i più strenui oppositori della legge – che costituirà un precedente per i prossimi processi legislativi. La proposta scellerata e fuori norma della giunta sarà quella di chiedere, durante la trattazione nell’Assemblea di martedì 28 marzo, la copertura finanziaria in aula, senza il necessario passaggio in Terza commissione». Un passaggio in commissione del quale, contrariamente a quanto emerso durante la seduta del consiglio della scorsa settimana, non ce ne sarebbe bisogno.
Cardinali e Cirinnà La bollano come «semplicemente irricevibile». A sostenerlo sono le senatrici Pd Valeria Cardinali e Monica Cirinnà, che pongono «prima di tutto una questione di merito: la modifica proposta da Smacchi non solo snaturerebbe il testo della legge ma rischierebbe di garantire, dietro l’alibi del rispetto dell’opinione altrui, atteggiamenti profondamente discriminatori». «C’è poi – scrivono in una nota – una questione di metodo: sono dieci anni che l’Umbria aspetta una legge di civiltà che tuteli diritti e parità delle persone Lgbti, siamo alla vigilia della discussione in aula di un testo condiviso nel Pd, promesso in campagna elettorale, approvato in commissione, c’è stato tempo e modo per sollevare e discutere eventuali obiezioni». C’è di più. «È del tutto evidente – secondo le senatrici Pd – che il problema per questa legge non era solo tecnico, come assicurato la scorsa settimana dalla presidente della giunta regionale Catiuscia Marini e dalla presidente del consiglio regionale Donatella Porzi, ma si tratta essenzialmente di un problema politico e chiama in causa, per primo, il Partito Democratico. Riteniamo opportuno che ci si interroghi sul modo in cui nel Pd si fa comunità: non è tollerabile che si possa pensare di stare in un partito – che a livello nazionale è stato promotore delle unioni civili – avanzando proposte, come quella del consigliere Smacchi, che ne contraddicono in maniera inequivocabile i valori, gli orientamenti, i propositi. Quanto accaduto ci richiama, dunque, a una riflessione necessaria e urgente e ci pone di fronte al dovere di non consentire che l’Umbria, da sempre terra all’avanguardia in tema di diritti, di accoglienza e di inclusione, sprofondi nell’oscurantismo. Per questo chiediamo che la legge venga approvata velocemente e che si valuti l’opportunità di dichiarare inammissibile l’emendamento del consigliere regionale Smacchi o altrimenti che sia lo stesso consigliere ad avere il buon senso di ritirarlo».
Meloni In una nota, la responsabile diritti e pari opportunità della segreteria regionale del Pd Umbria Simona Meloni scrive: «Se non è da ritenersi discriminatoria l’espressione di pensiero e di pregiudizio verso la libertà di espressione sessuale, allora significa che anziché fare un passo avanti ne facciamo due indietro. Non possiamo e non vogliamo permettere in alcun modo che nella nostra regione esistano zone franche per il pensiero discriminatorio».
Socialdem di Gubbio «Esprimiamo viva preoccupazione per l’ennesimo, squallido tentativo di affossare, tramite un emendamento infame a firma di un esponente del PD l’approvazione della legge regionale contro l’omo-trans fobia». Lo scrivono in una nota i Socialdem di Gubbio e la coordinatrice nazionale dell’area socialista del Pd Claudia Bastianelli.
«Riteniamo indegno della grande tradizione democratica della nostra comunità regionale, questo allucinante tentativo di istituzionalizzare razzismo ed omofobia. Che che questo attacco sia frutto solo di logiche di servilismo verso qualche capobastone nazionale che sfruttando il dolore delle persone cerca visibilità? Invitiamo tutti i cittadini umbri a partecipare all’incontro con la Senatrice Cirinna’, evento da tempo calendarizzato per lunedi 10 aprile alle ore 20 a Gubbio».
Omphalos incontra Renzi Omphalos approfitta della visita di Renzi, domenica a Perugia e gli consegna una lettera: «Abbiamo consegnato una lettera a Matteo Renzi – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – e gli abbiamo chiesto se il partito che ha in mente intende tutelare le vittime di discriminazione, oppure essere promotore di proposte e atteggiamenti ostili, come quelle del consigliere Smacchi, che cercano di trasformare provvedimenti contro la discriminazione in zone franche per il pensiero discriminatorio».
Twitter @DanieleBovi
