Si è conclusa con esito negativo la procedura di conciliazione in prefettura a Terni, attivata su richiesta della federazione Usb. L’iniziativa di protesta del personale dipendente a tempo indeterminato ed interinale dell’Asm e delle aziende partecipate ed appaltatrici è stata indetta dopo l’intenzione del Comune di Terni di vendere parte delle quote dalla società. Una procedura avversata dai rappresentanti dei lavoratori che ora puntano l’attenzione al prossimo consiglio comunale quando l’amministrazione dovrà fare il punto sul piano industriale della principale partecipata di Palazzo Spada.
I motivi «L’Usb ritiene che l’Asm – si legge in una nota Usb – non rientri tra le società per le quali esistono obblighi stringenti in base ai requisiti previsti dalle normative nazionali in merito, che possano prefigurare la necessità di cessione di quote di capitale, questioni che da tempo sono state evidenziate con comunicati ed iniziative pubbliche rivolte al territorio. Per questo è stato chiesto l’annullamento di tutti gli atti relativi alla programmazione della vendita di quote Asm, la revisione del piano industriale e l’apertura di un tavolo di confronto con tute le realtà sociali e sindacali coinvolte a vario titolo nella riorganizzazione di questa società partecipata».
La parte del Comune Il Comune di Terni, tramite l’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi ha riferito che «la cessione di quote Asm – proseguono le Usb – prevista nel piano industriale è, per ora, una mera ipotesi e tale cessione non farebbe comunque parte del piano di risanamento del Comune». L’Usb, rappresentata dalle Rsu Giuliano Poli e Luciano Novelli, nonché dalla componente dell’esecutivo nazionale Carmela Bonvino, ha ritenuto «non sussistano le condizioni per sospendere lo stato di agitazione, riservandosi di valutare i successivi atti dell’amministrazione comunale. Appuntamento quindi per i lavoratori, le Rsu e le organizzazioni sindacali a lunedì 7 novembre a Palazzo Spada quando il consiglio sarà chiamato a continuare la discussione sull’approvazione del piano industriale Asm e su una serie di atti d’indirizzo collegati».
