di Massimo Colonna
«Dammi i soldi o vi faccio sistemare da un mio amico». Questa una delle minacce messe agli atti del procedimento aperto dalla procura della Repubblica di Terni a carico di un ternano e tre calabresi che nel giugno 2014 si sono resi protagonisti, secondo quanto ricostruito dalla indagini della squadra mobile, di un blitz a sfondo estorsivo ai danni del titolare di un night club nel Ternano. Per quei fatti al termine dell’ultima udienza il giudice ha stabilito il rinvio a giudizio per tutti gli indagati.
L’udienza Al termine dell’udienza andata in scena nella mattinata di giovedì il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni, Simona Tordelli, ha stabilito così il rinvio a giudizio per tutti gli indagati: si tratta di un 62enne ternano, un 34enne calabrese, poi finito anche nell’indagine ‘Quarto Passo’, di un 32enne e un 23enne anche loro calabresi. Per tutti l’accusa è di estorsione, per il più anziano anche di minacce proprio per aver pronunciato quella frase finita poi negli atti di polizia, per di più con in mano un coltello.
La vicenda Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la banda si sarebbe presentata al titolare del locale chiedendo dei soldi e riuscendo ad incassare anche una parte, poco più di mille euro, di quel malloppo che volevano incassare (presumibilmente trentamila euro) minacciando l’uomo. I motivi sarebbero da ricondurre alla partecipazione di un socio proprio nel night club. La prossima udienza è stata fissata al 28 novembre, quando in aula tornerà anche l’avvocato Massimo Finotto della parte civile, e i colleghi Francesco Mattiangeli, Valentino Viali, Cristina Zinci e Fabio Lancia difensori degli imputati.
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