di Francesca Mancosu

Ogni anno, in Umbria, ci sono 1200 sfratti, di cui almeno 1100 dovuti a morosità. In oltre il 70% dei casi dovuta alla perdita del posto di lavoro o alla messa in cassa integrazione. Bastano questi numeri a delineare i contorni dell’emergenza casa nella nostra regione: un problema sempre più diffuso, cronico e strutturale, al quale la giunta ha destinato uno specifico bando che eroga contributi per proprietari ed inquilini, presentato dopo Ferragosto.

Fondi del Governo e della Regione Il Governo Renzi ha attivato da pochi giorni un fondo di supporto per gli  inquilini delle città ad alta densità abitativa afflitti dalla cosiddetta ‘morosità incolpevole’, con contributi fino a 8mila euro, che in Umbria riguarderà 12 Comuni: Amelia, Città di Castello, Corciano, Foligno, Gubbio, Narni, Orvieto, Perugia, Spoleto, Terni, Todi e Umbertide. Uno strumento a cui si affiancherà un provvedimento della Regione, come anticipa l’assessore alle Politiche della casa, Stefano Vinti. «A settembre lanceremo un ulteriore bando gestito dall’Ater, destinato a tutti i residenti e finanziato con fondi regionali, ‘rastrellati’ dalle rimanenze di bilancio. E a cui si affiancheranno bonus per l’acquisto della prima casa, un bando per alloggi a canone sociale , un provvedimento per il sostegno agli affitti per le categorie deboli, oltre al bando per le case popolari lanciato a luglio».

Contributi per proprietari ed inquilini A spiegarne le modalità è lo stesso Vinti. «Quando il proprietario dell’appartamento manda all’inquilino l’intimazione dello sfratto, noi risarciamo in parte il proprietario, fino a 9300 euro, purché receda dal procedimento e formuli un nuovo contratto a canone concordato. Gli diamo un massimo del 50 %, ma non oltre i 5mila euro, per la morosità pregressa, poi un massimo di 1000 euro per le spese legali sostenute; inoltre, se stipula un contratto con un’aliquota a canone concordato più bassa di quella prevista riceverà 300 euro una tantum. Gli inquilini che hanno subìto lo sfratto per morosità incolpevole riceveranno 200 euro di sostegno all’affitto per 15 mesi, a meno non cambi la loro condizione reddiutale (per un totale di 3mila euro)».

Sunia: «74% famiglie sfrattate per perdita del lavoro» «L’Umbria, per fortuna, è una delle regioni più attive in Italia per la gestione delle emergenze abitative –  ricorda Cristina Piastrelli, segretario per la provincia di Perugia del Sunia – Sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari – , ma i dati diffusi per il 2013 da Federcasa parlano di circa 800 sfratti, fra i contenziosi finiti in tribunale: nel perugino ci sono stati 459 sfratti, di cui 2 per necessita del locatore, 15 per finita locazione, 442 per moroisita: di questi, il 74 % delle famiglie sono state sfrattate per la perdita del posto di lavoro o la messa in cassa integrazione. Nel ternano, la percentuale scende, con circa 290 sfratti. Cifre che rappresentano circa il 60% del numero totale degli sfratti, che in molti casi vengono ‘risolti’ prima, con un accordo privato».

«Comune di Perugia latitante» Se la Regione è in prima linea, secondo la Piastrelli il Comune di Perugia è invece sordo a ogni richiesta di aiuto. «Come Sunia, abbiamo scritto all’amministrazione un mese e mezzo fa per sapere se ci sono e quanti sono gli alloggi liberi e pronti da assegnare alle persone in difficoltà, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Fino al 30 settembre vige la vecchia graduatoria, che deve continuare ad essere operativa: il Comune non può tenerla in stand-by. Tante persone ci chiamano per segnalare alloggi chiusi e per conoscere quali sono quelli disponibili, e nel frattempo dormono in macchina. Preferiscono rivolgersi a noi invece che ai servizi sociali perché in molti casi si sono sentiti dire “Visto che avete perso il lavoro vi togliamo i vostri figli”: una realtà ai limite dell’incredibile, che va denunciata».

Terni al lavoro per nuove prassi abitative Il Comune di Terni, invece, è già al lavoro sul tema, come assicura il vicesindaco con delega alle Politiche sociali Francesca Malafoglia. «Stiamo cercando di attivare tutti gli strumenti possibili per affrontare l’emergenza, mettendo a sistema tutte le risorse disponibili e ampliare il risultato: oltre ai vari bandi già presentati, pensiamo a strategie come il cohousing, da finanziare con i fondi strutturali 2014-2020. A questo proposito, avremo un nuovo incontro con l’assessore Vinti a fine agosto: vogliamo costruire dei percorsi in prospettiva, affinché l’emergenza non diventi stabile e per intervenire in modo coordinato con la Regione».

L’impegno della Caritas di Terni Di fronte all’aumento degli sfratti, assume sempre più importanza l’impegno delle associazioni benefiche, Caritas e parrocchie in testa.«Abbiamo difficoltà a dare una risposta alle richieste di aiuto che ci arrivano – ci dice Claudio Daminato, direttore della Caritas diocesana di Terni – perché non abbiamo tante strutture di accoglienza e quelle che ci sono, sono già piene. Molte persone, circa 100, hanno trovato ospitalità nelle parrocchie, a borgo Rivo e a Santa Croce; e nel 2013 l’Ater e la rete delle associazioni cittadine contro la povertà sono riusciti a mettere a disposizione circa 18 appartamenti. Ma per risolvere davvero il problema, ci vorrebbe un nuovo piano casa, che contempli soluzioni abitative più economiche».

Il villaggio della solidarietà a Perugia A confermare la gravità e la vastita dell’emergenza è anche il direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, Daniela Monni. «Grazie al fondo di solidarieta per le chiese umbre,  fra il 2009 e il 2013 abbiamo garantito dei sussidi alle famiglie che avevano perso il lavoro, per un ammontare complessivo di circa 3 milioni di euro. In questo ultimo anno la situazione si ulteriormente aggravata, e tante famiglie che non ci avevano mai chiesto aiuto si sono ritrovate nella condizione di doverlo fare. Purtroppo, le nostre risorse sono limitate: forniamo contributi per il pagamento delle utenze, ma non per la copertura degli affitti. Diamo ospitalità ai nuclei familiari con particolari fragilità nel nostro villaggio ‘Sorella provvidenza’, sulla cortonese: una struttura aperta in locali di proprietà dei padri cappuccini nel gennaio 2014 e già quasi completamente piena, con una trentina di ospiti. C’è anche un centro di ascolto e a settembre apriremo un emporio in cui i più bisognosi potranno ricevere gratuitamente viveri grazie ad una carta dedicata».

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