Palazzari e Stirati con i rispettivi comitati

di Barbara Maccari

Sarà un ballottaggio tutto interno al centrosinistra a scegliere il nuovo sindaco di Gubbio. Sfida a due tra il candidato ufficiale del Pd, Ennio Palazzari e Filippo Mario Stirati appoggiato da Sel, Psi, lista civica ‘Scelgo Gubbio’, lista civica ‘Stirati Sindaco’.

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Primarie post datate Un ballottaggio, quello che si terrà l’8 giugno a Gubbio, che assomiglia molto ad una sorta di primarie post datate, quelle che Filippo Mario Stirati si era rifiutato di fare perché non condivideva il percorso ne le decisioni in fatto di coalizione prese dal Pd. Da quel momento le strade si sono separate e la guerra ‘fraticida’ col rivale è iniziata.

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I personaggi Ennio Palazzari, imprendite, ha ricoperto importanti incarichi in Gepafin, Sviluppumbria e Confindustria di Perugia, è il candidato ufficiale del Pd. Filippo Maria Stirati, professore di latino e greco presso il Liceo G. Mazzatinti di Gubbio, già vice sindaco e vice presidente della Provincia di Perugia, porta con sé i fuoriusciti del Pd, Sel, Psi, lista civica ‘Scelgo Gubbio’, lista civica ‘Stirati Sindaco’.

Presenza sul territorio Sarà dunque un derby tutto interno al centro sinistra, e senza esclusioni di colpi, a decretare il primo cittadino di Gubbio. Secondo Palazzari il professor Stirati si trova in vantaggio perché è partito molto prima col suo progetto: «Noi siamo nati 22 giorni fa mentre gli altri battono da molto più tempo il territorio, questo a mio avviso è il loro vantaggio più grande. La partita non è ancora persa e daremo battaglia fino alla fine».

Alzare la sfida Che i litigi e i tira e molla all’interno del Pd lo abbiamo danneggiato non lo ammette, ma è comunque amareggiato per l’immagine che ne è emersa: «Mi assumo la piena responsabilità del risultato e ci metto la faccia, fino ad ora ho usato toni pacati, ma nei prossimi quindici giorni alzeremo il livello della sfida. Molti dei voti di Stirati sono arrivati direttamente da Rifondazione comunista, che in realtà appoggiava Pavilio Lupini».

Voto omogeneo Dall’altra parte Stirati, una costola del Pd, raggiante per il 41% raggiunto, spiega: «Questo risultato va al di là di ogni nostra aspettativa, siamo molto contenti. La nostra è una grande coalizione con molti giovani all’interno e secondo i primi dati il voto è stato omogeneo su tutto il territorio, questo vuol dire che abbiamo ben lavorato nel corso di questi mesi».

No ad accordi «Vogliamo chiudere col passato e aprire una nuova fase per Gubbio, vogliamo dare un segnale di grande discontinuità col passato – ha continuato Stirati – saranno 15 giorni di battaglia, speriamo di ripeterci. Siamo contrari ad accordi a tavolino o sotto banco, continueremo a parlare coi cittadini come fatto fino adesso».

Alleanze L’ago della bilancia molto probabilmente saranno i goracciani del ticket Rifondazione Comunista – Gubbio Libera con il loro 10% di voti (nel 2011 ci fu un matrimonio di interesse, poi finito male, col Pd), anche se Pavilio Lupini sollecitato sul tema non si è sbilanciato: «Siamo delusi dal risultato, ci aspettavamo di più, è inutile negarlo. Non diamo indicazioni di voto, ci rivedremo in consiglio comunale e faremo opposizione».

Opposizione All’opposizione ci sarà anche il Movimento 5 Stelle col 18,58%: «Siamo stati chiamati dai cittadini a fare l’opposizione in consiglio comunale – ha detto Rodolfo Rughi – e faremo un’opposizione dura e seria. Non diamo indicazioni di voto, noi portiamo avanti le nostre idee». Deluso dai risultati elettorali anche Francesco Gagliardi del centro destra col 7%: «Mi aspettavo di più, siamo molto sotto le nostre aspettative. La città riconferma la fiducia nelle sinistre, che sono le responsabili del commissariamento. Parleremo col resto della coalizione e decideremo chi appoggiare a questo ballottaggio».
Barbara Maccari

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