Con la firma, martedì a Chiusi, del Protocollo di intesa predisposto dal Comune di Perugia ha preso il via, anche formalmente, il progetto di candidare la antica Dodecapoli etrusca all’iscrizione al patrimonio dell’Unesco. Hanno firmato, oltre a Perugia, che è il Comune capofila, anche Arezzo, Cerveteri, Chiusi, Cortona, Grosseto, Piombino, Tarquinia, Volterra. Fanno parte della “cordata etrusca” anche i Comuni di Castiglione della Pescaia, Formello e Montalto di Castro che, impossibilitati a partecipare ieri firmeranno successivamente il Protocollo.
La firma Chiusi aveva offerto la sua ospitalità per l’ evento, quale città al confine tra Umbria e Toscana. Dall’assessorato ai beli culturali del Comune di Perugia sono state illustrate le linee guida del progetto ed il Protocollo d’intesa. Si tratta in sostanza di valorizzare l’idea stessa di città, che in Italia fu reinventata dagli Etruschi e poi trasmessa a Roma, non soltanto come conformazione urbanistica ma anche come modello di convivenza e di organizzazione sociale. Un modello che dai Romani si diffuse nel Medio Evo e fu alla base della strutturazione delle città europee. Le dodici città Etrusche inoltre avevano costruito nell’ Italia centrale una fitta rete di scambi economici e di relazioni commerciali e culturali.
Perugia etrusca Perugia conserva nel suo centro storico monumentali tracce di quella civiltà urbana, in particolare la cinta muraria e magistrali opere di ingegneria idraulica: segni importanti dell’ idea di “città dei vivi”, quindi oltre le necropoli abitualmente associate alla storia degli Etruschi, che il Protocollo vuole sottolineare. Con una delibera dell’ottobre 2012, il Comune di Perugia decise di avviare questo percorso insieme alle altre città della Dodecapoli, elaborando un progetto di candidatura al Patrimonio Unesco che superasse il concetto del singolo monumento o sito, ma orientato piuttosto alla ricostruzione del sistema delle città-stato per valorizzare certamente i singoli luoghi, ma soprattutto l’ idea di rete di città, anche in relazione al territorio ed al paesaggio.
Due fasi La presentazione del progetto si articola in due fasi: una ”lista propositiva”, con la costituzione di un Comitato scientifico, l’organizzazione di un gruppo di lavoro e la stesura del documento preliminare, e, successivamente, la “redazione del dossier e del piano di gestione”. La direzione del progetto è stata affidata al Prof. Mario Torelli, etruscologo di fama mondiale, e alla Prof. ssa Paola Falini (Università La Sapienza). Del Comitato scientifico fanno parte, oltre a loro, anche l’ Arch. Francesco Scoppola (Direttore Mibac Umbria), il Prof. Giovannangelo Camporeale (Università di Firenze), la Dott.ssa Isabella Lapi (Direttore generale Mibac Toscana) e la Dott.ssa Alfonsina Russo (Soprintendente ai beni archeologici dell’ Etruria meridionale). I soggetti istituzionali responsabili della candidatura sono: Comune di Perugia, Regione Umbria e Regione Toscana, Università di Perugia.
