
di Iv. Por.
E’ stata una lunghissima giornata quella decisiva per gli assetti futuri della Banca popolare di Spoleto. Una giornata tra riunioni ufficiali e capannelli privati, tra annunci di dimissioni e smentite più o meno di facciata.
Dimissioni sì o no? Il Cda della Bps era convocato ufficialmente per le 15 ma l’attesa era stata condita da voci fin dalla prima mattina. Voci che segnalavano il presidente Giovannino Antonini e il vice Marco Bellingacci pronti a presentarsi dimissionari davanti ai consiglieri rimasti in carica, dopo le dimissioni di Giorgio Raggi (Coop Centro Italia) e dei 4 rappresentanti espressi da Montepaschi che detiene il 26% della banca (Bandinelli, Antognoli, Sorge e Logi).
Ufficialmente tutto tace La bocca uffciale dell’istituto ha taciuto per tutto il giorno, ma in via ufficiosa siti d’informazione locale hanno rilanciato la notizia di una smentita tramite «il loro ufficio stampa» di Antonini e Bellingacci. In verità, dopo il tourbillon di incontri che si sono susseguiti a quello con gli emissari di Bankitalia, martedì 8 a Perugia, per uscire dall’impasse creata dopo i rilievi di Palazzo Koch, la partita si è dimostrata ancora più complessa e intricata di quanto già sembrasse. Il problema di fondo, cioè rinnovare la governance come chiesto da Banca d’Italia, si è scontrato con la ferma volontà di Antonini di difendere l’autonomia dell’istituto umbro, come ha detto nei giorni scorsi, con o senza di lui al vertice.
Cda sospeso Il Cda, che si è aperto intorno alle 15.20, è stato sospeso alle 17. Ignoti i motivi ufficiali, ma il fatto che Antonini e Bellingacci si sono trasferiti al piano di sotto per la riunione del vertice della controllante Scs, lascia pensare che la volontà sia di trovare una via di uscita condivisa sia sul piano sostanziale (dimissioni ed eventuali rimpiazzi) che formale: le dimissioni di due membri farebbero decadere il consiglio con conseguenti nuovi equilibri da trovare. Dopo la fine della riunione di Credito e servizi, presidente e vice dovrebbero tornare nel Cda di Bps. Su tutte le decisioni, poi, pesa sempre l’ombra di Bankitalia e dei suoi rilievi. Soddisferà il nuovo assetto i piani alti di Palazzo Koch che danno mercoledì 16 come data ultima per il cambio ai vertici? Un quesito non certo secondario in una partita ancora tutt’altro che chiusa.
