di F.M.
Non c’è nulla che dimostri che i 230 grammi di eroina trovati in un appartamento di Monteluce appartengano ai due giovani tunisini arrestati nei giorni scorsi dalla guardia di finanza di Perugia. Per questo, il gip Luca Semeraro non ha convalidato i loro arresti. La droga è stata infatti trovata in una cantina di pertinenza dell’immobile, in cui i due hanno detto di essere ospiti di un terzo uomo arrestato precedentemente a Napoli con due etti di eroina.
Nessuna convalida Uno dei due arrestati a Perugia è dunque è tornato libero, mentre l’altro è rimasto in cella perché comunque aveva da scontare una pena residua, di qualche mese, divenuta definitiva. I due tunisini erano stati arrestati nei giorni scorsi dopo che, durante una perquisizione domiciliare disposta in seguito all’arresto di Napoli, gli uomini delle fiamme gialle, avevano trovato 14 telefoni cellulari, svariate schede sim, 1.275 euro in contanti e 13 involucri di cocaina per un peso complessivo di 230 grammi.
Ospiti I due tunisini, difesi dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, davanti al giudice hanno sostenuto di essere stati solo ospiti da un paio di settimane in quella casa e di non aver mai avuto la minima idea della presenza di tanta droga. In particolare, la droga è stata trovata nascosta nella cantina, le cui chiavi erano nella disponibilità dei due arrestati. L’avvocato Bochicchio ha sostenuto che avere quelle chiavi non equivaleva a sapere della presenza della droga.
La soffiata da Napoli La perquisizione della finanza era scattata in seguito ad una segnalazione proveniente da Napoli dove , il 18 gennaio scorso era stato arrestato un tunisino con 200 grammi di eroina. L’uomo era in procinto di partire per Perugia. Esattamente stava tornando nella sua casa, a lui regolarmente intestata con contratto, in cui poi la finanza di Perugia ha effettuato la perquisizione.
