Il Collegio Nazionale dei Probiviri di Forza Italia ha emesso il provvedimento definitivo di sospensione dal partito per 15 mesi di Francesco Maria Ferranti, consigliere comunale e vicepresidente della Provincia di Terni.
A darne notizia un comunicato stampa del segretario provinciale di Forza Italia Terni Stefano Fatale e del segretario comunale Antonio De Angelis. Francesco Maria Ferranti, si legge nella nota, «nell’aprile del 2025 decise, in contrasto con le indicazione degli organi regionali, provinciali e comunali del partito, di accettare la proposta di Bandecchi di ricoprire la carica di vicepresidente della Provincia di Terni. Il provvedimento conferma l’impianto della precedente pronucia del Collegio Regionale dei Probiviri dei primi di febbraio, affermando che le condotte di Ferranti sono state “connotate da particolare gravità perché si pongono in stridente contrasto con la linea politica assunta da Forza Italia a livello locale”, riducendo la durata della sospensione da 24 a 15 mesi in ragione della lunga militanza di Ferranti nel partito».
«Non entriamo nel merito di una decisione assunta da un organo statutario nazionale, autonomo dagli organi dirigenziali del partito – affermano Stefano Fatale e Antonio De Angelis -. Prendiamo atto che la sanzione della sospensione di 15 mesi è tra le più severe mai inflitte a livello nazionale in 30 anni di storia del nostro partito. Ciò a riprova della gravità del comportamento di Ferranti, e soprattutto a conferma che in Forza Italia le decisioni assunte dagli organi collegiali del partito vanno rispettate, e che nessuno può decidere in autonomia e contro le indicazioni del partito la linea da seguire».
Ferranti, dal canto suo, nel tardo pomeriggio di martedì annuncia il ricorso in una nota: «Ritengo che anziché preoccuparsi dell’ entità della sentenza , alcuni quadri del partito locale dovrebbero pensare ai risultati pessimi dell’ultimo referendum , ove il no è prevalso in tutte le sezioni del centro città , di norma roccaforti di Forza Italia, tutto ciò nonostante lo spendersi in prima persona di alcuni esponenti di recentemente ingaggiati. Prendo atto della decisione del Collegio Nazionale dei Probiviri, che ha parzialmente riformato la pronuncia di primo grado emessa dal Collegio Regionale dell’Umbria. Il Collegio Nazionale ha infatti ridotto la sanzione della sospensione da 24 a 15 mesi, riconoscendo formalmente la mia lunga militanza e l’impegno profuso con successo, per moltissimi anni, al fine di rafforzare la rappresentatività del partito sul territorio. Politicamente non condivido questa linea e questa decisione , poiché Bandecchi orbita nel partito popolare europeo, con bandecchi ci siamo alleati alle regionali in Umbria e alle elezioni comunali in molte città tra cui Genova , inoltre Bandecchi ha pubblicamente finanziato la campagna elettorale di un esponente ternano del partito alle ultime elezioni politiche del 2022. Tuttavia, pur nel rigoroso rispetto istituzionale del provvedimento, non posso nascondere il mio profondo rammarico per il mancato accoglimento di doglianze che ritengo pienamente legittime e fondate in diritto. Nel corso del procedimento ho evidenziato criticità procedurali dirimenti: dal mancato riconoscimento di un mio legittimo impedimento a presenziare all’audizione, alla compressione del diritto di replica, fino al mancato rispetto del limite di durata del procedimento disciplinare di 60 giorni stabilito dall’art. 69 dello Statuto. Anche nel merito, ritengo di aver fornito in sede giudicante ampia e documentata prova della coerenza del mio operato politico, seppur tali argomentazioni non abbiano trovato il pieno accoglimento sperato. Per queste ragioni, ed essendo pienamente convinto della correttezza delle mie posizioni, annuncio che impugnerò la sanzione disciplinare dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria. Il ricorso sarà depositato presso il Foro territorialmente competente, ovvero il Tribunale Civile di Roma (essendo la sede legale del Movimento fissata in Roma), entro il termine perentorio di 6 mesi dalla notificazione del provvedimento, così come previsto dall’art. 24, comma 3, del Codice Civile per le associazioni non riconosciute. Confido che in quella sede terza le mie istanze in fatto e in diritto possano essere finalmente riconosciute. Infine, ci tengo a sottolineare un principio per me fondamentale: la politica si fa tra la gente e per la comunità. Alla fine di ogni percorso, sono sempre i cittadini a dover giudicare in via definitiva l’operato di chi li rappresenta e le urne sapranno riconoscere chi ha sempre profuso impegno e costanza. Forte del lavoro svolto quotidianamente e della dedizione al territorio, su questo fronte, non temo alcun giudizio che non sia conforme alla realtà dei fatti».
