di C.F.

I lavori finiscono a marzo 2015, ma il collaudo arriva a ottobre 2016 «perché non si trova la documentazione necessaria» a rispettare i tempi, ossia sei mesi dalla fine dei lavori. Un tecnico all’epoca dei fatti in organico al Comune di Amelia è stato condannato a pagare circa 17 mila euro alle casse dello stesso ente per i ritardi con cui si è chiusa la partita di alcuni lavori in centro storico.

La sentenza è della Corte dei Conti e scaturisce da un procedimento civile intentato contro il Comune di Amelia dall’impresa marchigiana che tra il 2012 e il 2015 ha eseguito i lavori inseriti nel lotto A “Percorso per l’accesso al centro storico, sistemazioni delle aree pedonali della piazza di Sant’Agostino, pavimentazioni, arredo urbano, parcheggio e centro bocciofilo di Porta Posterola”. Il tribunale di Terni, era il 2022, ha accolto parzialmente le richieste dalla ditta, condannando il Comune di Amelia a pagare gli oneri di manutenzione conseguenti al ritardo con cui è avvenuto il collaudo dei lavori già conclusi (9.572 euro) e gli interessi per il ritardato pagamento della rata di saldo quantificati (12.630 euro), oltre 4.835 euro per le spese di lite.

A fronte della sentenza civile, il consiglio comunale di Amelia ha dovuto deliberare il riconoscimento del debito fuori bilancio così da disporre gli impegni di spesa conseguenti in favore dell’impresa marchigiana. In questo quadro, la Procura regionale della Corte dei Conti ha quindi citato in giudizio il responsabile unico del procedimento (rup), cioè il tecnico incaricato di seguire per l’ente i lavori al centro della vicenda, chiedendone la condanna al pagamento in favore del Comune di poco più di 24 mila euro come danno erariale derivante dalla sentenza civile.

Una richiesta, questa, che è stata parzialmente accolta dal collegio della Corte dei Conti, secondo cui il tecnico all’epoca dei fatti in organico al municipio di Amelia «ha concorso all’accumularsi del ritardo superiore a sei mesi» per il collaudo «in violazione degli specifici obblighi normativamente intestati al Rup», da cui è scaturita «la condanna del Comune di Amelia», anche considerando che il collaudo è stato compiuto in ritardo, perché «non si è potuta reperire parte della documentazione necessaria alla redazione del collaudo nel tempo utile», è scritto in sentenza.

Tuttavia, i giudici contabili hanno ritenuto di condannare il rup al pagamento di circa 17 mila euro, ossia una quota pari al 70 per cento della contestazione formulata dalla Procura contabile, rilevando contestualmente che anche altri soggetti coinvolti nell’appalto, come il direttore dei lavori, potrebbero avere avuto responsabilità nel danno erariale indiretto patito dal Comune di Amelia. Sarà ora la Procura contabile a valutare provvedimenti conseguenti.

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