La stazione Pincetto del Minimetrò (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Azioni straordinarie di fronte a una situazione straordinaria. Nelle 30 pagine che la Sezione regionale della Corte dei conti ha inviato venerdì 17 al sindaco e alla giunta si parla anche delle misure che Palazzo dei Priori ha intenzione di prendere per risolvere la situazione. Alcune daranno effetti immediati, mentre altre sul medio-lungo periodo. Visti i rilievi della magistratura contabile, l’intenzione del Comune è quella di dare vita a «misure straordinarie per generare flussi di cassa in grado di azzerare le anticipazioni», e poi di attivare «misure e politiche di bilancio strutturali» così da normalizzare la liquidità. In primis si parla di Minimetrò, e per Perugia potrebbe trattarsi di una svolta molto rilevante: «allo studio da tempo» infatti c’è la possibilità di «valorizzare», cioè di vendere, le azioni della Minimetrò; una carta che potrebbe garantire, secondo le stime di Palazzo dei Priori, 4 milioni in 6-8 mesi, oltre ai minori corrispettivi e altre economie di scala in grado di far risparmiare dal 2019 un altro milione ogni anno.

TUTTI I RILIEVI MOSSI DALLA CORTE DEI CONTI
VIDEO: ROMIZI PARLA IN CONSIGLIO COMUNALE

Minimetrò Il Comune detiene il 70 per cento del pacchetto azionario (l’altro 30 per cento è in mano alla Minimetrò Scarl), e quindi se la mossa andasse in porto il controllo della strategica infrastruttura di trasporto passerebbe di mano. A quel punto, a Palazzo dei Priori rimarrebbe in capo ‘solo’ l’ammortamento dei costi di costruzione, con la proprietà della società e la gestione che passerebbe in capo ad altri. Altro punto, la «monetizzazione e valorizzazione di alcuni beni immobiliari», in primis una vendita di fabbricati e terreni considerati non più funzionali alle attività del Comune, capace di generare 5 milioni di euro in un anno mentre il valore stimato, sempre che si trovino acquirenti interessati, è di 10 milioni di euro. Terza misura, la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà su quei terreni sui quali sono state costruite le case popolari: valore stimato, in termini di cassa, due milioni di euro.

TARI, A PERUGIA CACCIA ALL’EVASORE

Tari Ben più impattante (in positivo) per i conti del Comune l’altra opzione al vaglio della giunta, cioè la cancellazione delle sanzioni relative alla tassa sui rifiuti, che da qualche tempo l’Amministrazione ha deciso di riscuotere in proprio, senza più passare da Gesenu. La mole dei crediti da riscuotere, come emerso in più occasioni, è enorme: dal 2010 al 2016 53,9 milioni di tributi sui rifiuti mai pagati; in particolare 3,8 milioni sono relativi al 2010, 5,4 al 2011, 5,7 al 2012, ben 12,1 al 2013, 6,5 al 2014, 9,4 al 2015 e 10,9 al 2016. «Se non affrontato – spiegavano gli uffici mesi fa – il problema della morosità Tari può minare l’equilibrio dei conti del Comune». Ecco perché Palazzo dei Priori punta a incassare il più possibile attraverso «una definizione agevolata della morosità», attraverso un nuovo regolamento Tari che entrerà in vigore il 10 gennaio prossimo. Secondo gli uffici del Comune una mossa del genere potrebbe far entrare nelle casse dell’Amministrazione 15 milioni di euro nel biennio 2018-2019.

TARI, MONTAGNA DI CREDITI DA RISCUOTERE

Misure strutturali Poi c’è il capitolo delle misure strutturali di bilancio, come un ulteriore taglio delle spese correnti così da ridurre l’uso delle entrate straordinarie per finanziarle (punto sottolineato con forza dalla Corte), «rimodulazione», il che molto probabilmente significa riduzione, delle quote associative in enti e fondazioni, nuovi modelli organizzativi in grado di generare risparmi, co-finanziamento degli investimenti mettendo sul piatto beni immobili e riorganizzazione degli uffici con minori spese per il personale. Un programma che secondo la Corte «appare importante» anche se «molte delle misure descritte devono trovare attuazione o sono ancora in fase di predisposizione». In più la Corte sottolinea che visto il contesto socio-economico attuale, fare previsioni precise sui proventi derivanti dalla vendita di immobili o quote azionarie è impresa tutt’altro che facile e priva di rischi. Insomma, lo sforzo c’è ma alla magistratura contabile serviranno i fatti.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.