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giovedì 15 aprile - Aggiornato alle 00:19

Congresso Pd in Umbria, si ritirano tre candidati e resta solo Bori. Rossi infuriato

De Rebotti, Presciutti e Torrini si sfilano: le tre dure lettere. Per il commissario il passo indietro è «profondamente sbagliato»

Enrico Rossi

Nel giorno del Sabato Santo i tre candidati alla segreteria regionale del Pd dell’Umbria, Francesco De Rebotti, Massimiliano Presciutti e Alessandro Torrini, insieme al candidato al congresso provinciale di Perugia del Pd, Carlo Elia Schoen, hanno inviato, ciascuno con propria lettera, formale comunicazione al Pd dell’Umbria del ritiro delle loro candidature congressuali, insieme alle liste a loro sostegno. In pista per la segreteria regionale resta soltanto Tommaso Bori, mentre per quella provinciale Camilla Laureti.

Rossi infuriato «Ne prendo atto, ma non condivido nel modo più assoluto le motivazioni» è la reazione del commissario del Pd dell’Umbria, Enrico Rossi, che dice: «Dispiace sinceramente che i tre candidati alla segreteria regionale abbiano deciso di ritirarsi dalla competizione». Per Rossi chi è ritirato «ha disatteso una decisione presa democraticamente dal gruppo dirigente allargato della comunità del Pd umbro, compiendo un’azione politica che personalmente giudico profondamente sbagliata. Il gruppo dirigente del partito si è espresso a larga maggioranza per tenere il congresso nel mese di aprile e quella decisione deve essere rispettata, se lo consentono le condizioni oggettive esterne legate alla pandemia».

De Rebotti Con una nota il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, ha annunciato il passo indietro: «Ritiro la mia candidatura per tanti motivi politici che ho cercato nel corso dei mesi passati di portare all’attenzione e perché ritengo che con le misure restrittive imposte per la pandemia, non abbia ragione di svolgersi il congresso. Oltretutto – prosegue – non aprire a nuovi iscritti e consentire la partecipazione ai soli tesserati 2019 ritengo sia un vero e proprio controsenso. Quindi proprio stamattina ho comunicato la mia scelta, nella più totale serenità».

Presciutti Ha toni duri la lettera del candidato Massimiliano Presciutti, attuale sindaco di Gualdo Tadino: «Celebrare un congresso in piena pandemia – scrive  -, tra il 9 ed il 29 di aprile con norme dello Stato ed ordinanze regionali che vietano lo svolgimento di tutte le manifestazione ed iniziative pubbliche è una grave responsabilità che vi assumerete, anzi che farete assumere a quei pochi segretari o coordinatori di circolo che lo faranno, ovviamente senza il mio avallo, perché per me la salute e la sicurezza dei cittadini vengono prima dell’ansia da prestazione di qualche saltimbanco nel teatro dei burattini. Ma la cosa più grave è il vulnus democratico, che state compiendo e che rimarra’ per sempre !». «Avete preferito – aggiunge -il colpo di mano, il blitz, chiudere tutto ed in fretta il giorno prima della scadenza del tesseramento 2020, una cosa folle, antidemocratica e non degna di una comunità come la nostra, che state ferendo a morte ed umiliando per i vostri miseri interessi di bottega. Avete scelto di rinchiudervi nel vostro fortino coi vostri fedelissimi, ma in un partito, in una comunità democratica tutti hanno il diritto di starci con lealtà non certo con fedeltà e soprattutto ci si sta rispettando le regole ed il libero pensiero di tutti. Già perché la ciliegina sulla torta di questa brutta pagina di storia del nostro partito è stato il silenzio di troppi di fronte ai tentativi di trovare una soluzione unitaria.  Non vi assumete questa responsabilità enorme di distruggere una comunità per soddisfare i capricci di un bambino viziato e della sua corte di yes man. Ma siccome mi pare che il teatro dei burattini deve comunque andare avanti, personalmente io non farò parte di questa compagnia, rinnoverò la mia tessera il prossimo 30 aprile il giorno dopo la chiusura di questa farsa che sta per andare in scena, continuerò la mia battaglia da dentro, da semplice militante, perché per far politica non servono incarichi, magari lautamente retribuiti (forse troppo) o poltrone ma, grande passione, umiltà e coraggio, voglia di stare tra quella gente che avete da troppo tempo abbandonato e dimenticato, per occuparvi soltanto delle vostre misere carriere e della quale avete evidentemente voi si avete paura, tanto da impedirgli addirittura di partecipare. Non temete io non scappo, noi non fuggiamo, ci sono e ci saremo, costruendo dal basso il vero Partito Democratico»

Torrini Tutto cambia tranne questo Pd, per Alessandro Torrini: «Oggi un altro segretario e un altro presidente del Consiglio – scrive – guidano il Partito e il Governo della Nazione. Negli Stati Uniti c’è Biden e non più Trump. l’Europa, “grazie alla pandemia”, ha cambiato completamente la sua politica economica e monetaria. Ciò che non è mutata, è la gravità sanitaria ed economica del Paese, la situazione Umbra, governata in gran parte dalla destra, con un Pd in grandissima difficoltà, dilaniato da anni di contrapposizioni, più personali, che politiche. Avrei immaginato un congresso d’idee e di proposte. Questo non è stato possibile, ed oggi, in piena emergenza pandemica, ci troviamo a gestire un congresso competitivo, con iscritti di due anni fa, che non rappresentano, se non parzialmente la volontà del nuovo corso, che non può che allargare il solco delle difficoltà e delle laceranti divisioni!! Serviva esattamente l’opposto. I detrattori delle intese, quelli che intendono la politica come esibizione muscolare: io vinco-tu perdi, amico-nemico che tanto male hanno fatto al nostro partito fin dalla sua nascita, pensano alle intese politiche in senso dispregiativo, io credo invece alle intese politiche, in senso positivo, per le quali mi ci sono speso senza successo. Credo fermamente che quando le proprie idee ed i propri intendimenti vengono rigettati, bisogna anche avere il coraggio di prenderne atto e fare conseguentemente un passo indietro».

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