«L’espulsione dalla Lega dell’assessore Enrico Melasecche apre una crisi al buio della giunta regionale che conferma irresponsabilità del suo gruppo dirigente». Intervengono così i capigruppo di opposizione in consiglio regionale a poche ore dalla decisione del segretario regionale Virginio Caparvi di cacciare dal Carroccio il componente di giunta con delega ai lavori pubblici, ai trasporti e alle infrastrutture, a seguito, questo emerge, della mancata dimissione dello stesso Melasecche dal ruolo di consigliere regionale, sollecitato anche dal leader della Lega, Matteo Salvini, che proprio un anno fa a Perugia ha invitato l’assessore a fare il passo indietro.
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«Aperta crisi al buio. Irresponsabili» In una nota Tommaso Bori (Pd), Thomas De Luca (M5S), Andrea Fora (Patto civico) e Vincenzo Bianconi (Misto) evidenziano che «mentre gli umbri continuano a sentire sempre più forte il peso di questi mesi difficili, in cui gli effetti dell’emergenza sanitaria e della crisi economica e sociale si sono fatti via via più pesanti, la Lega apre a una crisi di giunta regionale, che conferma l’irresponsabilità e la pochezza del suo gruppo dirigente nazionale e regionale». Per i quattro di minoranza si è di fronte a «a una classica crisi al buio in prossimità del Ferragosto, tentando di non dare troppo nell’occhio, ma – sostengono – così non sarà di certo, visti anche gli appetiti delle altre componenti di maggioranza, che da tempo chiedono più spazio e visibilità». Il riferimento è a Fratelli d’Italia che da diversi mesi batte i pugni sul tavolo per ottenere un assessorato, anche se resta da capire come la presidente Donatella Tesei gestirà la bomba politica lanciata a palazzo Donini da Caparvi.
Stigmatizzato il silenzio di Tesei In questo senso i quattro capigruppo stigmatizzano anche «il silenzio di Tesei a cui chiediamo di non trascinare le istituzioni regionali nelle faide interne al suo partito che dimostrano quanto questa maggioranza abbia cuore l’interesse collettivo e il futuro dell’Umbria». Si, perché dal Pd al M5s fino ai civici di opposizione viene evidenziato come sia «bastato un diktat di Matteo Salvini per espellere un assessore regionale dal suo partito e a causare uno stallo politico e amministrativo su deleghe centrali come quelle dei trasporti e delle infrastrutture, su cui andranno a concentrarsi gran parte delle risorse del Pnrr e quelle della prossima programmazione dei fondi europei».
Il Pd di Terni Per la segreteria del Pd ternano la cacciata di Melasecche «rientra pienamente nel quadro di lotte intestine per il potere a cui la Lega e la destra ci hanno abituato da quando sono maggioranza di governo a Terni e in Regione, ma tuttavia è un ulteriore elemento inquietante che non solo ci dà la rappresentazione di come sia fragile questa maggioranza, ma di quanto poco conti la città di Terni rispetto a dinamiche interne delle destre». I dem ricordano l’ultimo «tumultuoso rimpasto della giunta ternana» e le richieste di chiarimenti, andate a vuoto, a proposito di «cosa stia accadendo a Terni, quali forze si muovono, quali accordi sotterranei ci sono sotto a questa superficie apparentemente simile al caos primordiale». Il tutto mentre «i settori chiave dell’economia ternana, a partire dall’ast e al polo idroelettrico stanno cambiando proprietà nel più completo disinteresse di Regione e Comune e mentre andrebbe posto in essere un impegno corale per l’impiego delle ingenti risorse del Pnrr».
