di Ivano Porfiri
Indirizzare tutte le risorse a disposizione per riaccendere il motore di un’economia quanto mai in difficoltà, vicinanza ai lavoratori che rischiano di perdere il posto, rilanciare settori in coma come l’edilizia rilanciando le opere pubbliche. Tra le quali la Regione ne ha scelta una come priorità assoluta: il Nodo di Perugia. Parla di economia e non solo la presidente della Regione, Catiuscia Marini, in una lunga videointervista esclusiva registrata venerdì 10 dicembre nel suo ufficio a Palazzo Donini. In questa prima parte i temi economici. Nel pomeriggio i temi spinosi della sanità, dei rifiuti e delle fibrillazioni nella maggioranza.
Sostegno alle imprese che assumono Per rilanciare l’economia, Marini intende «riorientare i fondi europei sulle politiche di ricerca e innovazione e il sostegno alla crescita». Tra gli interventi pratici ci sarà una «rimodulazione dell’Irap in ribasso per quelle imprese che stabilizzano lavoratori o che trasformano i loro contratti da tempo determinato a tempo indeterminato» da inserire nella legge di bilancio 2011, che verrà approvata a marzo. Intanto, il ddl sulla semplificazione amministrativa verrà varato «entro la pausa natalizia».
Le grandi crisi Pur non tralasciando le piccole e medie imprese in difficoltà, sulle maggiori crisi umbre per numero di posti a rischio Marini sottolinea come la Regione si stia spendendo per mantenere i siti industriali. «Per la Merloni – spiega – ci sono 2 manifestazioni d’interesse, speriamo vadano a buon fine. Sulla Basell serve l’impegno politico del governo perché la Basell non può dire no grazie al progetto Novamont che dà un futuro al polo e alla chimica italiana».
Edilizia e grandi opere La presidente è conscia che in periodi di crisi occorra fare delle scelte. Fra queste «il Nodo di Perugia è una grande occasione per far ripartire l’economia. Abbiamo sollecitato il governo a cui l’abbiamo indicato come priorità assoluta a livello regionale». Nel frattempo, occorre attivare «tutte risorse a disposizione per le opere pubbliche avviando i medi e i piccoli cantieri, a cominciare dalle piastre logistiche fino ai piani urbani complessi per tradurre tutto in una rapida apertura dei cantieri».
Nasce l’Agenzia unica per lo sviluppo Nel quadro delle riforme, dopo quella sulle comunità montane, che passerà ad inizio 2011, «vorremmo approvare una riforma che crei l’Agenzia per lo sviluppo per riunire in un unico soggetto che si occupi di politiche di sviluppo unendo il ruolo e la funzione di Sviluppumbria e il ruolo dell’Agenzia di promozione del turismo».


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