Fabio Paparelli (foto F.Troccoli)

Nascita dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, riforma dei centri per l’impiego, azioni per il rientro dei “cervelli in fuga”. Sono alcuni dei punti chiave della legge che ridisegna il ‘Sistema integrato per il mercato del lavoro’, approvato dall’Assemblea legislativa dell’Umbria a maggioranza (13 sì di PD, SeR, Misto-Mdp; 2 no di M5S; 3 astensioni di LN, De Vincenzi, FI).

Le novità Il disegno di legge modifica il mercato del lavoro e introduce un nuovo modello organizzativo dei Centri per l’impiego; affronta il tema dell’accreditamento delle agenzie formative alzando l’asticella della qualità per l’accreditamento delle agenzie interinali; istituisce l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (Arpal). La legge stabilisce un nuovo principio di premialità delle prestazioni, andando a valutare quanto lavoro si produce con la formazione. Inoltre si punta al sostegno della responsabilità sociale dell’impresa; ad azioni per incentivare il ‘rientro dei cervelli’ ed evitare la fuga dei nostri giovani più preparati. All’Agenzia è affidata la gestione dei Centri per l’impiego e la messa online di tutti i servizi. Si rafforza il sistema dei centri per l’impiego, completando la gestione del passaggio di competenze e personale del personale dalle Province all’Agenzia regionale, e si potenziano i servizi di marketing verso le imprese e di preselezione del personale. Con l’Agenzia si intende promuovere il coordinamento e l’integrazione tra Asl, centri per l’impiego e i servizi sociali dei Comuni, un vantaggio soprattutto per i disabili, e una base di partenza per il fascicolo elettronico del lavoratore. L’Agenzia non prevede ulteriori figure dirigenziali, evitando ulteriori oneri a carico del bilancio regionale rispetto a quelli attuali. È previsto un percorso integrato con le politiche di sviluppo.

Paparelli: «Cambiamento epocale» In commissione, l’assessore Fabio Paparelli aveva definito la legge «una delle più importanti di questa legislatura che, grazie alle coperture previste nella prossima legge di stabilità, consentirà di far partire l’Agenzia regionale per l’impiego prevedendo anche la stabilizzazione del personale precario del centro per l’impiego di Perugia. Si tratta di un cambiamento epocale, che per la prima volta finanzia l’occupazione». «Il testo – per Parparelli – è un grande passo avanti che modifica a fondo il mercato del lavoro introducendo un nuovo modello che collega flessibilità e sicurezza sul lavoro; che oltre all’Agenzia per il lavoro introduce un nuovo modello organizzativo dei centri per l’impiego; che affronta il tema dell’accreditamento delle agenzie formative alzando l’asticella della qualità per l’accreditamento delle agenzie interinali. La legge – ha evidenziato l’assessore – introduce un nuovo principio di premialità della prestazioni, andando a vedere quanto lavoro si crea con la formazione: non finanziamo più la disoccupazione ma l’occupazione».

Emendamenti Sono stati approvati gli emendamenti “tecnici” proposti dalla Giunta regionale (Paparelli) e gli altri proposti dai consiglieri Casciari e Chiacchieroni miranti a favorire l’inserimento lavorativo dei disabili. «L’accoglimento del mio emendamento all’art. 38 della legge sul Sistema integrato per il mercato del lavoro, l’apprendimento permanente e la promozione dell’occupazione, approvata questa mattina dall’assemblea di Palazzo Cesaroni, rappresenta un aiuto per una generazione che ha avuto poche opportunità sul fronte lavorativo». Così il consigliere regionale del Partito democratico Giacomo Leonelli, che prosegue: «Merita attenzione quella generazione che aveva 20/25 anni quando è iniziata la crisi economica, ma che ancora ne paga gli effetti. Per questo la riserva di almeno il 25% delle risorse disponibili per quanto riguarda il sostegno all’autoimpiego e alla creazione di impresa rappresenta una scelta politica netta, che vuole dare più opportunità a una generazione che in questi anni non le ha avute. Per quanto riguarda l’autoimpiego – ricorda Leonelli – sono previsti prestiti agevolati fino ad una somma di 25 mila euro, mentre per la creazione di impresa tale cifra arriva fino a 50 mila euro. Delle somme destinate dalla Regione a tali prestiti, appunto, almeno il 25% dei destinatari dovrà quindi essere rappresentato da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni».

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