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sabato 1 ottobre - Aggiornato alle 04:30

Elezioni, Bori sulle candidature pd: «Nostra proposta depotenziata da Roma»

Il segretario dem dopo la composizione delle liste: «Avevamo chiesto rinnovamento nella rappresentanza, radicamento nei territori e riconoscibilità». Presciutti all’attacco

Tommaso Bori (©Michele Mencaroni)

Il segretario del Pd dell’Umbria, Tommaso Bori parla di «una buona proposta, in parte depotenziata dalle decisioni del Nazareno» e di voci di iscritti e militanti, amministratori e dirigenti «solo in parte ascoltate» il giorno dopo l’annuncio dei candidati per le prossime elezioni politiche; un annuncio che, come preventivabile, ha lasciato una lunga scia di polemiche e mugugni. E ha ricordato: «Il Partito democratico dell’Umbria, in maniera unitaria e compatta, ha chiesto rinnovamento nella rappresentanza, radicamento nei territori e riconoscibilità delle candidature».

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Proposta depotenziata «Tenere insieme un processo di cambiamento simile, con un’emergenza elettorale – ha aggiunto – non è un’operazione facile: la riduzione del numero dei parlamentari, la mancanza di una coalizione solida e i meccanismi richiesti della legge elettorale hanno reso molto complicata la chiusura delle liste, chiedendo una dose ulteriore di impegno e sacrifici a tutti. Penso però che, complessivamente, la comunità democratica dell’Umbria abbia presentato a Roma una buona proposta, in parte depotenziata, dobbiamo dircelo, dalle decisioni del Nazareno. Abbiamo raccolto e sostenuto le tante voci che iscritti e militanti, amministratori e dirigenti ci hanno fatto pervenire e ne abbiamo sostenuto le ragioni. Solo in parte ascoltate. Di tutto questo avremo modo di parlare dal 26 settembre, perché ora la priorità è un’altra: non ho dubbi però sul fatto che in modo plurale e condiviso riusciremo a condurre una campagna elettorale ‘ventre a terra’, proprio perché forte è la convinzione in tutti noi che il 25 settembre sarà una tappa importantissima per il nostro Paese».

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Il dibattito ci sarà «Già dal giorno dopo, però – ha affermato ancora Bori – dovremo rilanciare il cammino che ci sta impegnando in tutta l’Umbria ormai da diversi mesi per ricostruire una comunità politica ritrovata, messa a dura prova dalle vicissitudini degli ultimi anni. Colgo l’occasione per ringraziare quanti si sono messi a disposizione, con generosità, per il Pd tanto nei collegi uninominali quanto nel proporzionale. Questa disponibilità, davvero non scontata, ci conforta nella convinzione che il percorso e il metodo con cui stiamo affrontando anche i momenti più difficili siano quelli giusti. Al contempo dispiace vedere che qualcuno non abbia compreso lo spirito di servizio che veniva richiesto in questa tornata, preferendo una posizione di garanzia. A urne chiuse avremo modo di approfondire e riflettere sulle dinamiche di interazione tra livello nazionale e chi si impegna sui territori, sul rapporto tra candidature imposte e risultati, ma, fino ad allora, ci dedicheremo alla campagna elettorale perché la posta in gioco è più alta dei destini personali e dei percorsi carrieristici: si rischia di consegnare il Paese a una destra pericolosa e reazionaria. Una destra a trazione Meloni e Salvini che stringe la mano a terribili alleanze xenofobe in Europa, che ha già più volte preso posizione contro il Next generation Eu e che ha dichiarato di mettere in discussione il Pnrr, che si schiera apertamente per i combustibili fossili e sguazza insieme a loschi personaggi in un primitivo negazionismo in campo ambientale e sanitario».

I temi «L’agenda dei democratici e progressisti – ha sottolineato ancora il segretario umbro – sostiene una visione del mondo completamente opposta: quella di una ‘Italia 2027’ al centro di un’Europa solidale che ha a cuore i temi del lavoro e dell’ambiente, di una transizione tecnologica ed ecologica che sia alla portata di tutti e fulcro di un’economia a più alto valore aggiunto. Abbiamo l’aspirazione di costruire un modello di sviluppo in grado di ridurre la disuguaglianze, inclusivo, capace di investire sulle reti di prossimità, di solidarietà e di accoglienza. Per dirla con le parole del segretario nazionale: ‘se vincono queste destre saranno l’Italia e i diritti degli italiani a andare indietro. E noi, in Umbria – ha concluso Bori – ne sappiamo qualcosa».

Presciutti Ad andare all’attacco nelle scorse ore è stato anche il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, che avrebbe dovuto correre nel collegio unico del Senato, poi ‘ceduto’ al segretario del Psi: «Nella mia vita politica e professionale – scrive Presciutti – ho sempre combattuto senza mai avere padroni o peggio ancora padrini o madrine e non ho mai chiesto niente a nessuno e a chi mi ha cercato ho sempre rappresentato il mio pensiero in maniera aperta e trasparente. Anche stavolta, per l’ennesima volta, si è preferita l’autoconservazione. Mi avevano chiesto un impegno diretto nella battaglia per le elezioni politiche ma ero stato chiaro, non avrei mai barattato la mia dignità il mio modo di essere e di pensare per un posto in lista o in un collegio. Alla fine sono contento di come è andata. Il mondo non finisce il 25 settembre. Anzi forse il bello verrà proprio dal 26 e io ci sarò come sempre».

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