Quantcast
lunedì 18 ottobre - Aggiornato alle 00:04

Adolescenti suicidi, genitori ‘spazzaneve’ eliminano problemi ma anche il coraggio di combattere per la vita

Cari ragazzi, senza uno sforzo per dare un senso l’esistenza diventa vuota: non bastano mezzi perfetti, serve una visione per saper lottare contro i Giganti

di Gianfranco Salierno, Paola Bianchini*

Una lettera struggente quella arrivata al Vescovo di Spoleto da una ragazza di un Istituto Superiore, un appello che non deve rimanere inascoltato, la comunità degli educatori, la famiglia, i curanti devono rispondere alle parole di questi giovani: “Nessuno ci insegna che la vita è difficile”. Abbiamo costruito un’idea di vita irrealizzabile e falsa, una vita sgombra dai problemi, dal dolore, da collisioni, imperfezioni, una vita in cui i genitori per primi si impegnano a confezionarla libera da ogni contraddizione. Sono i genitori definiti “spazzaneve”, quelli cioè che si affrettano a sgomberare la strada da ogni possibile ostacolo che il figlio possa trovare: se è stato bocciato gli regalano un motorino per superare la delusione, se è stato lasciato lo mandano dallo psichiatra perché si senta meglio, se non gli piace una parte del corpo, si cambia. La fatica della vita gli è stata sottratta e con quella, gli è stato sottratto anche il coraggio e l’onore di viverla combattendo. Una vita privata dello sforzo necessario a viverla diventa vuota, insensata e la questione di senso rimane centrale nell’esistenza.

Gli esseri umani hanno bisogno di avere un senso per vivere, ma il senso non è qualcosa che possiamo già trovare nella vita, il senso va scoperto, lottato, guadagnato e tutto questo è un compito difficile. Avremmo dovuto raccontarglielo lo sforzo che le nostre vite hanno fatto per arrivare ad essere significative, ma non come una catena di disgrazie accadute, ma come una sfida verso quello a cui tendevamo. Lo sforzo per ottenere un amore che ci somigli, il dolore di essere abbandonati, fraintesi, lo sforzo di studiare, il senso d’inadeguatezza, lo spaesamento di non sapere chi fossimo, la fatica del lavoro, i compromessi le negoziazioni. Avremmo dovuto rinforzarli sul “perché “delle loro scelte piuttosto che cercare di offrirgli ogni possibile “come” realizzarle. Non è la potenza dei mezzi che abbiamo a disposizione a rendere il compito più facile: chissà cosa avrebbe fatto Davide se avesse visto veramente solo una fionda tra le sue mani prima di affrontare Golia, cosa avrebbe fatto Chisciotte se avesse visto la sua misera armatura, la sua bacinella da barbiere invece che il suo elmo. Forse, se questi eroi un po’ mistici ed onirici si fossero fermati al reale sarebbero indietreggiati, avrebbero preso tempo, avrebbero rimuginato sulla loro vita, sull’ingiustizia di sentirsi così poveri e soli di fronte al male.

L’anima umana per fortuna, affronta continuamente giganti nella lotta per la propria integrità e alla fine impara a non dare così confidenza al reale, non più di quanto lo meriti il “possibile”, perché il possibile è sempre alla nostra portata e non si fa affascinare dai mezzi che abbiamo, ma si apre inaspettatamente non appena abbiamo il coraggio di cedergli il passo. Si potrebbe parlare di Utopia, di un sogno che il reale riesce a schiacciare come una formica, tuttavia, Utopia significa non arrendersi alle cose così come sono e lottare per le cose cosi come dovrebbero essere. Ragazzi carissimi, vi avremmo dovuto insegnare che la vita non è una questione di tecnica, di mezzi perfetti da avere a disposizione, ma di visione, allora e solo allora, la sua difficoltà avrebbe ceduto il passo al coraggio di definirla.

*Gianfranco Salierno è psichiatra e direttore Csm di Magione. Paola Bianchini, già assegnista di ricerca presso l’università di Perugia prima in Estetica e poi in Filosofia teoretica, dopo esser stata assistente universitaria, lavora da tempo nei processi di personalizzazione in medicina finalizzati al miglioramento delle risorse umane e allo studio fenomenologico in campo di salute mentale. Attualmente collabora con il Csm di Magione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.