di Dan. Nar.
Voce e chitarra. Canzoni messe a nudo e vestite solo di un’affascinante interpretazione. Si è presentata così Carmen Consoli martedì 28 febbraio al Teatro Morlacchi di Perugia per una tappa, la terza, del tour ‘Eco di sirene’. Più di due ore di musica che la “cantantessa” ha regalato al pubblico di un Morlacchi gremito e generoso di applausi. E tutto in punta di plettro, con l’artista siciliana accompagnata solo da altre due sirene, come le ha definite lei: Emilia Belfiore e Claudia della Gatta rispettivamente al violino e violoncello. Come per la strumentazione acustica anche per scenografia e luci c’è l’essenziale sul palco ma l’effetto è comunque da grande live. Tutte e tre sono ospitate dentro una conchiglia disegnata da Camilla Ferrari. Da qui esce il mitologico eco delle sirene che però per Carmen ha pure un altro significato: «Quello delle sirene è anche un segnale che riconduce alle guerre, un segnale d’allarme sociale che oggi risuona più forte che mai, tra la piaga dei leoni da testiera uno contro l’altro tutti dietro al monitor di un computer e nazioni che votano per isolarsi o per innalzare muri». Tra i brani proposti anche successi come ‘Parole di burro’, ‘Pioggia d’Aprile’, ‘L’ultimo bacio’, ‘Geisha’, ‘In bianco e nero’, ‘Contessa miseria’, ‘Amore di plastica’, ‘Confusa e felice’, ‘Venere’. Toccante l’omaggio al padre, al quale ha dedicato ‘Mandami una cartolina’, ed intenso anche il momento legato alla tradizione che Carmen riserva alla sua Sicilia con due brani. Ad aprire il concerto è stata Eva Pevarello, cantante che si è contraddistinta durante la scorsa edizione del talent X-Factor e a cui la Consoli ha affidato l’apertura delle date del tour.
(foto Riccardo Bianchi)
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