Un agriturismo con vista sul Trasimeno (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

All’appello manca l’ultimo scampolo di estate, ovvero il mese di settembre, ma un primo bilancio sull’andamento del turismo in Umbria nel corso dell’estate e nell’intero 2018 è già possibile farlo. Secondo le statistiche ufficiali della Regione, pubblicate nelle ultime ore, nei primi otto mesi dell’anno ci sono stati 1,6 milioni di arrivi (cioè il numero di clienti) e 4,3 milioni di presenze (numero delle notti trascorse). Dati che segnano un aumento significativo rispetto al 2017, quello dopo il terremoto, sia in termini di arrivi (+18%) che di presenze (+12%) ma ancora distanti dal 2016 (-5% e -4,2%), l’anno in cui fino al terremoto in Umbria erano stati registrati numeri molto positivi. Storicamente la maggior parte del turismo in Umbria si concentra in particolare nei mesi che vanno da aprile ad agosto, con dati inferiori a settembre e ottobre.

INTERATTIVO: LE ZONE PIÙ VISITATE DELL’UMBRIA

I numeri Il confronto tra 2018 e 2017 mostra dati in crescita in tutti i mesi, con il record di agosto (329 mila arrivi e un milione di presenze), mentre se si sposta l’attenzione sul 2016 il segno meno (aprile a parte) è sempre presente. E nei diversi territori dell’Umbria? Anche in questo caso se ci si limita al 2017, i miglioramenti sono evidenti e generalizzati; l’Assisano cresce di oltre un quarto, il Perugino del 9,2% in termini di presenze e del 19,2 per quanto riguarda gli arrivi, il Trasimeno del 4% e del 7,6%, il Folignate del 19% e del 16%, l’Orvietano del 18% e dell’11% mentre il Ternano accusa una flessione relativamente alle presenze (-6,5%) ma una crescita degli arrivi (4,6%). Dopo il tracollo riparte anche la Valnerina (+83% gli arrivi e +22% le presenze) che però, per ovvi motivi, rimane abbondantemente sotto ai livelli del 2016.

Comprensori E proprio rispetto a quell’anno i numeri dei comprensori sono generalmente negativi, con punte di sofferenza forti anche nello Spoletino oltre e più contenute (generalmente sotto il 10%) in tutti gli altri; l’unico comprensorio ad andare lievemente sopra l’asticella del 2016 (meno dell’uno per cento) è l’Assisano. In termini assoluti quest’ultimo si è confermato nei primi otto mesi del 2018 quello in grado di attrarre il maggior numero di turisti: 394 mila clienti e 867 mila notti, seguito a distanza dal Perugino (313 mila e 754 mila), dal Trasimeno (153 mila e 710 mila), dal Folignate (156 mila e 383 mila) e dall’Orvietano (148 mila e 304 mila).

Tornano gli stranieri Da segnalare poi che rispetto all’anno scorso gli aumenti maggiori sono arrivati grazie ai turisti stranieri, cresciuti di quasi il 15% mentre per gli italiani c’è un +20% per quanto riguarda gli arrivi e un +10% relativamente alle presenze. Se poi si guarda alle diverse tipologie di strutture, in quelle extralberghiere si notano le performance migliori: +22% gli arrivi e +15% le presenze; gli alberghi invece si fermano a +16% e +8%. A testimonianza del fatto che gli stranieri sono tornati a visitare l’Umbria dopo la fase più critica, c’è il confronto con il 2016 che parla di una crescita del 4% quanto a numeri di clienti e del 2% in termini di notti trascorse; un segno più generalizzato in quasi tutta la regione a parte Valnerina ed Eugubino. Tutti negativi invece i numeri che riguardano gli italiani: -8% le presenze e -9% gli arrivi.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.