Guarducci durante la conferenza stampa di ottobre (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Il futuro di Eurochocolate a Perugia, almeno per quanto riguarda la ‘storica’ edizione di ottobre, è in bilico. Dopo 27 anni la manifestazione del patron Eugenio Guarducci ha dovuto cambiare il proprio format per cause di forza maggiore legate all’emergenza sanitaria: dopo averle provate tutte nel 2020, anno nel quale la kermesse è saltata, quest’anno Eurochocolate è sbarcata all’Umbriafiere di Bastia Umbra e la sensazione è che si potrebbe trattare di un trasferimento definitivo.

VIDEO – GUARDUCCI: «A NOVEMBRE DECIDIAMO»

I punti fermi Martedì mattina sotto le logge di Braccio, nel centro di Perugia, Guarducci ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto su questa edizione e annunciare le novità per il 2022: i punti fermi sono che a marzo, dal 24 al 27, nel centro storico si terrà «Perugia a passo d’uovo», con l’obiettivo di contribuire a una destagionalizzazione del turismo nel periodo intorno a Pasqua, e che dal 14 al 23 ottobre si terrà l’edizione 2022 della manifestazione; il punto è capire dove.

UOVA SULLE SCALINATE PER «PERUGIA A PASSO D’UOVO»

La svolta Dopo 27 anni di un format immutato al netto di miglioramenti e idee più o meno riuscite, i dieci giorni di Bastia potrebbero aver segnato una vera e propria svolta. Tirando un bilancio Guarducci ha messo sul tavolo una serie di elementi che hanno sorpreso sia lui che le aziende coinvolte. Il patron ha parlato di presenze complessive intorno alle 70-75 mila unità, una piccola frazione di quel milione di visitatori – o giù di lì – di cui gli organizzatori hanno parlato nel corso degli anni. In 36 mila hanno comprato il biglietto d’ingresso online, che andava dagli otto ai dieci euro per gli adulti e dai quattro ai cinque per i ragazzi tra i dieci e i 17 anni, mentre i bambini non pagavano.

VIDEO – L’INSTALLAZIONE SULLE SCALINATE

Vendite e format Per tutte queste persone la nuova location e la nuova offerta hanno portato a un cambio nel modo di approcciare la manifestazione. Non essendoci centri storici da visitare, musei, altri negozi e così via «l’acquisto – ha detto Guarducci – è avvenuto con meno ‘distrazioni’». Ciò si è tradotto in uno scontrino medio lievitato da 8,50 a 19 euro e vendite complessive per circa 1,4 milioni di euro: «Nei primi tre giorni – ha detto Guarducci – le aziende hanno venduto quello che pensavano di vendere in dieci». Nei 14 mila metri quadri di Bastia poi c’è stata la possibilità di ampliare enormemente le aree della manifestazione legate all’intrattenimento e alle attrazioni, che hanno contribuito a configurare una nuova esperienza per i visitatori.

La risposta del territorio Guarducci ha fatto anche capire che c’è stata una risposta positiva dell’intero tessuto socioeconomico di Bastia (dal mondo del commercio alle istituzioni fino alle associazioni): oltre 160 attività commerciali hanno collaborato organizzando iniziative di diverso tipo, «cosa che a Perugia – ha detto Guarducci – è mancata nel corso degli anni». E così, «agli operatori di Perugia dico di non preoccuparsi bensì, in vista di marzo, di occuparsi». La preoccupazione però, anche a Palazzo dei Priori, c’è eccome al netto delle parole di rito all’insegna della collaborazione e del no ai campanilismi; il messaggio che potrebbe passare, infatti, è che Perugia perda uno dei suoi eventi più importanti.

Gli interessi «Quest’anno – spiega il patron – la scelta di Bastia è stata condivisa con le istituzioni e, per il 2022, ragioneremo in modo collegiale con istituzioni e aziende. Vedremo se andare avanti con questo progetto o con un altro. Di sicuro quello che è successo quest’anno non è passato inosservato». L’obiettivo sarà quello di tenere insieme «gli interessi dei privati e quelli pubblici; discuteremo in modo franco e leale e in questo momento non facciamo nessuna fuga in avanti». Alla conferenza stampa erano presenti l’assessore comunale al Turismo Gabriele Giottoli, il sindaco di Bastia Paola Lungarotti e l’amministratrice unica di Sviluppumbria Michela Sciurpa.

Le risorse pubbliche Istituzioni che hanno versato 245 mila euro a Eurochocolate: 30 mila sono arrivati da Perugia, 70 mila da Bastia, 25 mila da Sviluppumbria e 110 mila dalla Regione. «Soldi non a fondo perduto – tiene a spiegare Guarducci – ma reinvestiti per tante iniziative organizzate insieme alle istituzioni». «Perugia – ha detto Giottoli – in queste giornate non è rimasta vuota e non possiamo aver paure del fatto che Eurochocolate si sposti, anche perché è indissolubilmente legata a Perugia. L’ultima cosa che ci interessa è vedere confini tra Perugia e Bastia».

Bastia Stessi tasti su cui ha battuto Lungarotti: «Non ci sono separazioni tra noi. Di sicuro Bastia ne ha beneficiato e nel mondo del commercio c’è grande entusiasmo. Il centro fieristico non è di Bastia ma di tutta l’Umbria e dobbiamo continuare a lavorare su questa matrice». Al netto dei buoni propositi, il fatto che nel 2022 la manifestazione si terrà a Perugia o a Bastia per molti non sarà la stessa cosa: «Da Perugia – assicura Guarducci – non ci sono pressioni».

Twitter @DanieleBovi

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