sabato 8 agosto - Aggiornato alle 20:23

Coronavirus, sciopero Ast: per l’azienda scatta la chiamata del sindaco di Terni

Rappresentanti Tute blu: «Acciaieria non garantisce contenimento del contagio». La replica: «Assurdo, è nostro interesse»

di M. R.

«Da parte di Acciai Speciali Terni il disimpegno a predisporre misure di contenimento del contagio da Covid-19 e il mancato stop a lavorazioni che richiedono distanza interpersonale inferiore ad un metro». Questa la denuncia formalizzata dalle segreterie territoriali di Fim, Fiom, Fismic, Ugl, Uilm e Usb. Ma l’azienda replica: «Quella dello sciopero un’iniziativa pretestuosa. La salute dei nostri dipendenti è nostro interesse primario». Le misure adottate non convincono il sindaco Leonardo Latini: il primo cittadino di Terni ha avuto un colloquio con Massimiliano Burelli, amministratore delegato di tk-Ast, al quale ha chiesto di adoperarsi per mettere in campo tutte le misure di cautela per garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Sciopero e lettera al prefetto I vertici delle sigle metalmeccaniche ternane, dopo aver proclamato 48 ore di sciopero in tutti i reparti del sito siderurgico, hanno anche richiesto un incontro urgente al prefetto Emilio Dario Sensi, una riunione per valutare la situazione dei lavoratori di Acciai Speciali Terni e di tutte le ditte terze operanti nel sito. L’istanza di incontro urgente al prefetto è stata inoltrata giovedì, quando è già in corso lo sciopero di due giorni proclamato per le stesse ragioni. Le stesse organizzazioni sindacali hanno chiesto al nucleo operativo competente l’avvio di un’ispezione interna all’acciaieria, «nei reparti con maggiori criticità», richiamando il protocollo sulla sicurezza sottoscritto proprio in prefettura.

Il sindacato di via San Procolo «La Fiom Cgil di Terni – si legge in una nota -, fermo restando la straordinarietà del momento e le giuste restrizioni adottate dal governo, esprime preoccupazioni per il decreto entrato in vigore giovedì mattina: se la misura più significativa per contrastare il contagio è la distanza superiore al metro, questo non può essere derogato per i lavoratori e le lavoratrici che non producono beni essenziali o servizi per garantire il sostentamento e la salute pubblica. Sarebbe utile, favorire il lavoro da casa e lo smart working e dove non possibile fermare le produzioni non essenziali in questi 15 giorni di emergenza con l’utilizzo anche della cassa integrazione o fondo di integrazione salariale. Abbiamo la necessità di dare risposte anche allo stress psico-fisico che i lavoratori stanno vivendo in questa straordinaria emergenza. La salute vale molto più dei profitti. Per questi motivi la Fiom di Terni valuterà nelle prossime ore iniziative di mobilitazione generale per la categoria, come già espresso dalla segreteria nazionale: «Tutelare la salute dei metalmeccanici serve a garantire quella di tutti i cittadini italiani».

Politica Sulla stessa lunghezza d’onda anche Sinistra Civica Verde che «si schiera senza indugi dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici, coloro che in questo momento sono in trincea per tutelare la salute di tutti noi, coloro che continuano a mantenere i servizi e la produzione, gli operatori della distribuzione. Riteniamo imprescindibile garantire a tutti lo stello livello di sicurezza, non solo per contenere il contagio ma per debellarlo completamente. A tal proposito, riteniamo fortemente giusta la decisione assunta ieri dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, di fermare Ast con due giornate di sciopero, a fronte delle inadeguate misure intraprese dalla dirigenza nonostante la dichiarazione di pandemia. Il profitto e la finanza non possono essere più importanti della salute».

 

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