di M. R.

Stato di agitazione e due giorni di sciopero, così reagiscono le segreterie territoriali dei sindacati metalmeccanici a «scelte unilaterali dell’azienda Ast, che non soddisfano la richiesta di impegni ben precisi formalizzata martedì in conference call per far fronte all’emergenza Covid-19».

Tk-Ast I segretari di Fim, Fiom, Fismic, Ugl, Uilm e Usb avevano chiesto alla direzione aziendale di viale Brin di anticipare la cassa integrazione per sanificare gli ambienti di lavoro e organizzare al meglio la produzione senza gravare sullo stato psico-fisico delle maestranze, ma l’acciaieria ha scelto altre misure «non concordate col sindacato. L’amministratore delegato ci aveva rassicurato, poi ha disatteso gli impegni». Lo sciopero è previsto a partire dal primo turno di giovedì, sino all’ultimo di venerdì. I lavoratori incroceranno le braccia in un momento tutt’altro che semplice, come lo stesso numero uno dell’acciaieria aveva avuto modo di spiegare nel pomeriggio di mercoledì a Rai News 24. Nel corso dell’intervista, l’ingegnere aveva detto: «Il nostro sito per ora resta aperto, riusciamo a garantire le misure di sicurezza». Proprio questo avrebbe fatto perdere le staffe ai rappresentanti delle tute blu che avevano chiesto mascherine, termoscanner, pulizie straordinarie e provvedimenti per chi lavora a contatto con autotrasportatori. Dalle mancate risposte dell’azienda in questo senso la decisione di scioperare.

 

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