martedì 21 novembre - Aggiornato alle 03:35

Appalti a Terni: sindaco e assessore agli arresti domiciliari

Giovedì interrogatorio per Di Girolamo e Bucari, altri tre assessori indagati. Procura: ‘Sistema illegale per favorire alcune coop’. Difese: ‘Non ci sono i presupposti’

Di Girolamo e Bucari

di Redazione Terni*

Sindaco e assessore ai Lavori pubblici arrestati, una nuova sfilza di indagati tra esponenti dell’attuale e della precedente giunta e funzionari comunali. E’ la nuova clamorosa svolta a cui è arrivata l’Operazione Spada, sfociata il 17 novembre scorso neiSono stati ristretti ai domiciliari nella tarda mattinata di martedì il primo cittadino di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore Stefano Bucari, con le accuse di concorso in turbata libertà degli incanti e in falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Nel mirino le manutenzioni del verde pubblico, la gestione dei servizi cimiteriali e quelli turistici della Cascata delle Marmore. In base all’ordinanza di 44 pagine firmata dal gip Federico Bona Galvagno risultano indagati anche il vicesindaco Francesca Malafoglia (facente funzioni di sindaco) e l’assessore Emilio Giacchetti, mentre l’iscrizione al registro dell’assessore Piacenti D’Ubaldi era già emersa nei mesi scorsi. L’unico componente di giunta che non sarebbe coinvolto nell’inchiesta è Tiziana De Angelis, nominata a metà ottobre. In più sono indagati anche altri esponenti della ex giunta Di Girolamo e funzionari di Palazzo Spada.

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Appalti a Terni: sindaco e assessore agli arresti domiciliari  Le manette sono scattate dopo la conferenza stampa sull’emergenza idrica, a cui ha partecipato lo stesso sindaco. A sei mesi dal blitz di poliziotti e finanzieri in Comune, è direttamente la procura della Repubblica di Terni con una nota ufficiale a spiegare che, tra le misure scaturite dall’indagine sugli appalti pubblici, nota come Operazione Spada, c’è anche il divieto temporaneo di esercizio dell’attività cooperativa a carico di Sandro Corsi (presidente coop Actl) e Carlo Andreucci (presidente coop Alis). Gli interrogatori di garanzia per sindaco e assessore sono stati fissati per il 4 maggio. L’avvocato Attilio Biancifiori commenta l’arresto del sindaco Di Girolamo, suo assistito. Il legale ritiene che la misura cautelare dei domiciliari sia «priva di presupposti oggettivi e soggettivi» anche perché «dall’ordinanza non emergono elementi di particolare novità». Sul rischio di reiterazione del reato a cui si fa riferimento nelle quaranta pagine firmate del gip, sufficiente a far scattare misure cautelari, l’avvocato spiega: «Sulle ultime delibere per gli appalti la giunta chiedeva il parere dell’Anac» l’autorità anticorruzione. Anche l’avvocato Roberto Spoldi, legale difensore di Stefano Bucari e di Sandro Corsi, raggiunto al telefono spiega: «Aspettiamo di studiare le carte per capire. Dopo aver analizzato il quadro faremo il punto della situazione, ma per il momento non emergono elementi di ulteriore rilievo, per questo sono sorpreso del provvedimento».

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Procura: «Ecco il meccanismo fraudolento» Nella corposa comunicazione, il procuratore capo Alberto Liguori spiega che «il quadro emerso all’esito degli accertamenti investigativi ha consentito di fare luce sulla gestione illecita della cosa pubblica, negli anni a cavallo tra il 2011 ed il 2016, improntata all’alterazione delle regole di mercato secondo un sistema illegale finalizzato a favorire – è l’accusa degli inquirenti  – alcune cooperative sociali di tipo B, operanti a Terni, attraverso l’individuazione e successivo inserimento nei bandi di gara di requisiti spaziali (possesso di un’unità operativa nel territorio) e di requisiti strutturali (inserimento lavorativo di persone svantaggiate)». Quindi nel dettaglio delle contestazioni: «L’amministrazione, al fine di far conseguire l’appalto pubblico sempre allo stesso contraente, in violazione delle prescrizioni dell’Anac (autorità anticorruzione, ndr) e delle annotazioni di alcuni responsabili del settore servizi pubblici del Comune di Terni, ha predisposto gli appalti a importo frazionato (ad esempio se il prezzo di un appalto era 10, è stato frazionato in più tranche) in maniera da evitare l’asta pubblica e assegnare i lavori con la procedura negoziata (consentita solo per lavori di modesto importo) alle cooperative di tipo B preventivamente individuate nel bando con previsioni che solo le stesse avevano».

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Appalti nel mirino E ancora: «Una volta ridotta fraudolentemente la basa d’asta sotto soglia comunitaria, l’amministrazione ternana ha potuto liberamente e in maniera riservata negoziare con le sole cooperative sociali di tipo B operanti a Terni e provincia. Il meccanismo – va avanti il procuratore capo – ha trovato completamento criminale nel senso che l’amministrazione comunale ha favorito sempre le medesime cooperative facendo ricorso, alternativamente e ingiustificatamente, dapprima alla proroga degli appalti di servizio scaduti, cosi come poi alle procedura in economia e dell’affidamento diretto, anziché bandire una gara nuova». Quindi gli appalti finiti nel mirino: «Per il verde pubblico urbano l’appalto è stato gestito senza gara aperta dal 2008 al 2015 per un totale di costi per il Comune di Terni superiori a 2,7 milioni di euro; per l’appalto del servizio verde all’interno del cimitero comunale, il contratto senza gara aperta ha subito 63 proroghe dal 2011 al 2016 per un costo totale di oltre 286 mila euro; per i servizi cimiteriali all’interno le proroghe sono durate dal 2014 al 2016, il costo sopportato di oltre 687 mila euro; per l’appalto dei servizi turistici all’interno della Cascata delle Marmore, il contratto ha fatto registrare atti comunali di proroga illegittima dal 2010 a fine 2013. I lavori poi appaltati con procedura negoziale riservata sono stati aggiudicati per un importo di oltre 1,7 milioni».

 

*(Massimo Colonna, Marta Rosati e Chiara Fabrizi)

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