martedì 20 novembre - Aggiornato alle 20:31

La direttrice della biblioteca: «Non sono libri gender» e il sindaco la rimuove. «Dittatura nera a Todi»

Rimossa la responsabile dei libri per bambini che si è rifiutata di fare l’elenco della censura richiesto dalla Giunta. Lei: «La nostra biblioteca è come tutte le altre»

Libri genericamente contestati foto archivio

di Maurizio Troccoli

«Quei libri vanno spostati». «No, quei libri non vanno spostati perchè aiutano a crescere persone che non faranno discriminazioni e che non avranno pregiudizi verso il diverso da sè. E poi non tocca a un sindaco stabilire quali libri devono rimanere in biblioteca». I primi a parlare sono due assessori di Todi che esprimono la volontà del loro sindaco e della propria giunta. Il secondo virgolettato, invece, è la simulazione della risposta della direttrice della biblioteca che si è opposta alla volontà del sindaco. Parliamo di alcuni libri, considerati dal sindaco di Todi, contro la famiglia tradizionale, e promotrici della cultura ‘gender’. Difesi invece dalla direttrice della biblioteca e da molte parti della società civile, perchè libri creati per bambini, come riportato dalle case editrici, educativi, approvati dalla comunità scientifica, e presenti in numerose biblioteche rivolte ai bambini.

IL CASO
BIMBI OCCHIO A QUEI LIBRI

Rimossa la direttrice La questione è arrivata fino ai piani alti della politica, a Roma appunto, dove è stato interrogato il Governo. Ha scatenato l’intervento di parlamentari, iniziative sociali sulle libertà civili, ha finito per diffondere l’immagine di una città, (quella di Todi appunto, nota per essere, al pari di tante altre cittadine umbre, terra di cultura e di apertura) come regressiva, chiusa, conservatrice, bigotta e vocata a pratiche fuori dai tempi, ma tutto questo non è bastato al sindaco Ruggiano per mettere un freno, spingendosi fino al punto di rimuovere la direttrice: «Apprendiamo con sconcerto e preoccupazione dalla stampa che la direttrice della biblioteca comunale di Todi, Fabiola Bernardini, è stata rimossa dal suo incarico per non aver dato seguito a un’assurda iniziativa censoria della giunta comunale che voleva mettere all’indice libri rivolti ai più piccoli. La decisione della rimozione arriva anche a seguito della partecipazione della direttrice alla festa delle famiglie arcobaleno, organizzata a Todi lo scorso maggio», è quanto scrivono in una nota i rappresentanti di Omphalos.

NE HA PARLATO ANCHE REPUBBLICA

Interrogato il Governo Come è possibile leggere dal documento esclusivo (sfoglia il Pdf qui in alto), al Governo viene fornita argomentazione valida a motivare la scelta del Comune come «punitiva». Si evidenziano infatti i risultati raggiunti dalla direttrice della biblioteca, tra cui il fatto di avere raggiunto un’affluenza in un anno di 12mila frequentatori rispetto a una popolazione di 18mila abitanti, superando di gran lunga la media nazionale che è del 15 % della popolazione. Oltre al risultato di vedere questa biblioteca inserita tra le 148 città insignite del titolo ‘Città che legge’. Bernardini – si legge – è nell’elenco del personale sottoposto a rotazione nonostante non abbia «commesso alcuna irregolarità, nè avere espresso la volontà di essere trasferita. Non ha senso lo spostamento al settore urbanistica anche in ragione dell curriculum, dell’esperienze, della specializzazione» e dei risultati conseguiti.

Solidarietà «Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Fabiola Bernardini – è il commento di Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos –. Quello che la direttrice della biblioteca di Todi sta subendo è un atto gravissimo perpetrato da un’amministrazione comunale che ci ricorda ormai la peggior dittatura nera. È inconcepibile che nel 2018 un assessorato faccia formale richiesta a una biblioteca pubblica di stilare una lista di libri per bambini e ragazzi aventi ad oggetto ‘omosessualità, omogenitorialità, e transessualismo’ con l’intento censorio di eliminarli dal patrimonio librario dell’ente bibliotecario. Bene ha fatto la direttrice a non stilare quella lista e l’amministrazione comunale dovrebbe vergognarsi per averne deciso la rimozione dall’incarico».

CASO GENDER A TODI

La ricostruzione A seguito dell iniziativa della Giunta Comunale, reiterata ai primi di maggio 2018, la direttrice della Biblioteca comunale di Todi aveva inviato il catalogo intero della sezione ragazzi, dichiarandosi incapace di indicare anche un solo libro da spostare secondo le indicazioni della stessa giunta, in quanto la biblioteca è organizzata secondo criteri internazionali e nazionali largamente condivisi dalla comunità scientifica.

La denuncia «Il clima politico che si respira in questo periodo, a livello locale e nazionale, è molto preoccupante – conclude Bucaioni – i diritti civile e le recenti conquiste per la comunità Lgbti (lesbica, gay, bisessuale, trans* e intersex) sono messe a rischio da iniziative censorie come quella di Todi e da dichiarazioni come quelle del neo ministro Fontana che vorrebbero cancellare l’esistenza delle famiglie omogenitoriali. Sappiano invece che la società civile e democratica non è intimorita dalla volontà politica di esponenti reazionari che hanno come unico obiettivo la cancellazione sociale e giuridica delle nostre famiglie. La grande partecipazione ai Pride che si tengono in questo periodo in tutta Italia ne è la prova. E un’altra grande risposta di piazza alle politiche omofobe della Giunta di Todi arriverà dal Perugia Pride. Sabato 30 giugno saremo in piazza anche per Fabiola».

Radicali Il trasferimento forzato della direttrice della Biblioteca comunale di Todi è oggetto di una interpellanza parlamentare firmata dal deputato di + Europa e segretario di Radicali italiani Riccardo Magi. «Di fronte alla richiesta oscurantista della Giunta comunale di Todi – dichiarano Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia – di spostare od escludere in altri spazi della Biblioteca libri per bambini che trattano temi definiti a carattere sensibile, legati cioè ad omossessualità, omogenitorialità e transessualismo la direttrice si è dichiarata incapace di indicare anche un solo libro da spostare secondo le indicazioni della stessa Giunta in quanto la biblioteca è stata organizzata secondo criteri internazionali e nazionali largamente condivisi dalla comunità scientifica. A seguito di questa decisione la direttrice è stata spostata ad altro incarico violando palesemente principi di autonomia e di gestione del lavoro. In questo caso poi la vicenda dimostra come a molti amministratori sfugge il nesso tra questi obblighi e quello di assicurare un servizio bibliotecario coerente con i valori del pluralismo e della democrazia partecipativa secondo i quali la tutela della libera circolazione delle idee, la promozione della cultura e il diritto all’istruzione senza discriminazioni sono un fondamentale corollario. Per questi motivi, a partire dal caso di Todi + Europa ha chiesto al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e a quello dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca quale iniziative i Ministri in indirizzo intendono assumere per garantire il rispetto delle leggi vigenti, quali linee di indirizzo il Governo intende seguire a tutela dell’autonomia della professionalità degli operatori dei beni culturali a partire da questo precedente di Todi».

 

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