mercoledì 8 febbraio - Aggiornato alle 04:27

‘Gender a Todi’, bimbi occhio a quei libri. Assessori: «Rimuoverli». Omphalos: «Medievali»

Due assessori di Todi tolgono i libri che gli editori indicano per bambini dalla sezione dedicata nella biblioteca comunale. Scoppia il caos. Ecco le carte

di Maurizio Troccoli

La questione ‘Gender’ che interroga su principi etici ed educativi e che, a tratti, scivola verso i piani bassi del dibattito pubblico, provano a risolverla due assessori di Todi. Almeno per quanto riguarda la biblioteca comunale. Ed ecco la soluzione: «Rimuovere quei libri».

‘Quel tutt’al più’ Risponderanno che intanto hanno solo disposto di spostarli nello spazio per adulti ma, a leggere le carte, non è proprio così. C’è infatti un «tutt’al più» che lascia pochi dubbi. Proviamo a capire meglio.

Ecco cosa accade Parliamo di libri che le case editrici indicano indirizzati ai bambini e che l’associazione a difesa dei diritti degli omosessuali, Omphalos definisce: lo specchio «del mondo reale». «Libri appositamente pensati per spiegare ai più giovani il rispetto delle differenze e la lotta alle discriminazioni». Insomma questi libri vengono o verranno rimossi dalla sezione per bambini della biblioteca comunale di Todi, su iniziativa di due assessori, quello alle Politiche familiari, Alessia Marta e quello alla Cultura, Claudio Ranchiccio. Le ragioni?

Le spiegazioni dei due assessori «In materia di scelte etiche – scrivono i due assessori nella direttiva alla giunta di Todi -, di affettività e sessualità si intende affermare il dovere di riconoscere e rispettare la dipendenza di tali delicate dimensioni della personalità, da variabili culturali, antropologiche e religiose, proprie del contesto familiare nelle quale i figli si trovano a crescere. Nell’educazione civica, affettiva e sessuale, così come nell’educazione alla parità tra i sessi o nella cosiddetta educazione di genere o contro le discriminazioni, è indispensabile garantire il rispetto delle differenze culturali ed educative, che interpretano e concretizzano i valori fondamentali della vita».

La risposta di Omphalos «Omofobi, misogini e istigatori d’odio contro persone omosessuali e transessuali, ma anche contro le donne, dovrebbero avere quindi la stessa possibilità di esporre le loro idee ed essere presentati come un modello alternativo per i nostri giovani», è la domanda che Omphalos pone ai due assessori. «Una direttiva oscurantista da crociata medioevale – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – che dimostra ancora una volta come certi personaggi e partiti politici non hanno per niente a cuore il benessere e l’integrazione della nostra società, ma solo l’imposizione della loro verità e la salvaguardia di una società basata sull’odio per tutto ciò che è diverso dal modello prevalente».

‘Un modello’ Entusiasti della soluzione trovata  sulla consultazione in biblioteca di questi libri, i due assessori suggeriscono di prenderla a modello anche in altri casi. E scrivono: «Si potranno suggerire altresì necessarie accortezze e disposizioni di responsabilità all’interno del rapporto scuola-famiglia, qualora tali testi siano individuati come oggetti di possibili iniziative didattiche».

‘Riportato letteralmente’ Se da un lato i due assessori scrivono che «abbiamo individuato la collocazione dei testi nelle sezioni per adulti», dall’altro indicano una strada differente alla giunta: «Rimuovere i libri dalle sezioni per bambini», intanto è quello che interessa. Poi aggiungono nella parte finale che vale a ‘formalizzare la direttiva’: «Tutt’al più – ovvero non è essenziale che avvenga – collocarli all’interno di altro spazio a loro non riservati, con le adeguate specifiche ed esplicite indicazioni rivolte al pubblico».

 

 

 

 

 

 

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