domenica 22 settembre - Aggiornato alle 16:12

Adisu, maggioranza si spacca ma riforma della giunta passa: ok a nuovo dg con stipendio triplicato

Respinto l’emendamento di Leonelli con cui si chiedeva all’esecutivo di fare marcia indietro

La sede di Adisu (foto F.Troccoli)

di D.B.

Via libera al nuovo direttore generale dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio, con annesso stipendio triplicato. Giovedì pomeriggio il consiglio regionale ha respinto l’emendamento con cui Giacomo Leonelli (Pd) e Attilio Solinas (Mdp) chiedevano alla giunta regionale di ritirare le nuove norme, inserite nel Collegato al bilancio, con cui si ‘pensiona’ la figura dell’amministratore unico per introdurre quella del direttore generale. L’emendamento ha incassato nove voti a favore (quelli di Leonelli, Solinas e delle opposizioni) e undici sì dei restanti consiglieri di maggioranza. Con la modifica voluta dalla giunta inoltre si prolunga il mandato del vertice dell’Agenzia, in scadenza a fine anno: fino a ora l’incarico era per un triennio, rinnovabile per altri due anni, mentre ora si parla di cinque anni, con la possibilità di prolungamento per altri cinque. Norme contro le quali si sono scagliati in modo molto duro gli studenti dell’Udu-Sinistra universitaria, in generale non certo ostili alla maggioranza e all’esecutivo.

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La riforma Lungo e articolato il dibattito in aula: Leonelli ha ricordato le perplessità dentro la maggioranza spiegando di non condividere l’atto per una serie di ragioni, dallo stipendio che triplica (il nuovo dg viene equiparato a uno dei dirigenti di Palazzo Donini) alla presenza di un numero già cospicuo di apicali nell’Agenzia (due dirigenti e 14 Posizioni organizzative) fino alla concezione di un’Adisu «come un semplice ufficio esecutivo della Regione; male se l’Agenzia si riducesse a questo». Un punto contestato con forza anche dagli studenti mentre la presidente Catiuscia Marini, mercoledì, in consiglio aveva spiegato che proprio questo è l’Adisu, cioè «un ente strumentale interno, che non ha autonomia di programmazione e gestione; le decisioni spettano alla giunta». Per Smacchi e Brega (Pd) la riforma va nella giusta direzione, mentre per l’assessore Bartolini «la figura di un manager è fondamentale per garantire il diritto allo studio; non possiamo più aspettare, dobbiamo dare risposte, abbiamo avuto un risparmio di spesa, daremo ancora di più spazio agli studenti».

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Il dibattito E proprio sul punto è stato approvato da Pd, Ricci, Fi, SeR e Fdi un ordine del giorno (che, come una mozione, non impegna in alcun modo vincolante la giunta) firmato dalla dem Casciari con cui si punta a «potenziare il ruolo delle rappresentanze degli studenti negli organi dell’Adisu, coinvolgendoli anche nella predisposizione degli obiettivi annuali da impartire al direttore generale e sulla conseguente valutazione». In attesa del potenziamento futuro nel frattempo c’è il nuovo dg, contro il quale si schierano anche le opposizioni: per il M5S, che si è visto respingere un emendamento sullo stipendio del nuovo dg, è mancata la fase partecipativa mentre per la Lega si tratta di uno «spreco di denaro pubblico». Per Ricci, infine, bisogna capire «se la figura del direttore è utile a migliorare l’efficacia e l’efficienza». Quanto al Collegato nel suo complesso, l’atto è passato con 13 sì e 6 no.

Twitter @DanieleBovi

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