mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 04:23

Adisu, un pezzo di maggioranza chiede di cassare la figura del nuovo dg. Udu: «Sconcertati»

Leonelli e Solinas dicono no alla trasformazione dell’amministratore unico in dg. Legge di stabilità, bilancio e Collegato: le novità

L'aula del consiglio regionale (foto © Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Un emendamento di mezza riga per cancellare la trasformazione dell’amministratore unico di Adisu, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio, in direttore generale con annesso aumento di stipendio (circa il triplo). A presentare la modifica non sono membri dell’opposizione bensì un consigliere regionale di maggioranza, il dem Giacomo Leonelli (Pd) al quale si è poi unito Attilio Solinas (Art1-Mdp). Leonelli, dopo aver detto no in commissione lunedì, ha presentato l’emendamento martedì, giorno nel quale hanno criticato duramente il ddl della giunta regionale anche l’Udu-Sinistra universitaria e il Movimento 5 stelle con la consigliera Maria Grazia Carbonari.

ADISU, LE MODIFICHE E LE POLEMICHE

Caso Adisu La sostituzione dell’amministratore unico con un direttore generale è contenuta in un disegno di legge di Palazzo Donini con cui si modificano e integrano diverse norme regionali, tra le quali anche quelle sull’Agenzia. Il ddl prevede che lo stipendio del nuovo dg sia equiparato a quelli dei dirigenti di Palazzo Donini, e questo comporta una busta paga tre volte più pesante rispetto a quella incassata ogni mese dall’amministratore unico. In più il nuovo dg rimarrebbe in carica per 5 anni con possibilità di rinnovo per un identico periodo di tempo, e non per tre più due opzionali come accade ora. Dopo le dimissioni del professor Luca Ferrucci la giunta ha scelto, come ‘reggente’ dell’Adisu, la dirigente di Palazzo Donini Maria Trani, che rimarrà in carica fino alla fine dell’anno. Per la scelta del nuovo amministratore unico, o del dg se passerà la modifica, la giunta si affiderà a un nuovo bando.

UNIVERSITÀ, RINNOVATO INCARICO AL DG (TRA I MAL DI PANCIA)

Leonelli e Marini «Ritengo che la proposta della giunta – ha detto Leonelli in aula – presenti molteplici profili di criticità». Tra quelli citati dal consigliere il rischio che l’Agenzia si trasformi «in un mero strumento esecutivo della giunta stessa», la recisione dei legami con l’Università, l’aumento di stipendio e «l’impossibilità, per la giunta e il consiglio che saranno eletti nel 2020, di poter incidere sulla nomina. L’Adisu deve avere una sua fisionomia e una sua autonomia. Non vedo la necessità di questa riforma». La giunta però sembra tirar dritto. Intervenendo in aula la presidente Catiuscia Marini ha detto che «l’Adisu da un anno viene amministrata da un dirigente della Regione. Abbiamo raddoppiato le borse di studio e siamo a oltre 4300, investimenti rilevanti di risorse non solo dal riparto nazionale ma molto dal nostro bilancio. Adisu non è Afor, è un ente strumentale interno, non ha autonomia di programmazione e gestione, le decisioni spettano alla Giunta».

L’Udu Un’impostazione contestata dagli studenti dell’Udu, presenti in aula, che chiedono di ritirare l’atto e avviare un confronto: «Siamo sconcertati: dalla discussione sembra emergere che la giunta – dice Angela De Nicola, Garante dello Studente Adisu – concepisce l’Adisu come un mero braccio operativo della Regione. Riteniamo questa visione limitata e pericolosa. L’Adisu è sì un ente strumentale della Regione, ma ha sempre avuto autonomia politico-istituzionale proprio grazie alla particolare figura dell’amministratore». «È un grave errore – aggiunge Lorenzo Gennari, coordinatore dell’Udu – con questa norma si genera una frattura tra l’Adisu e la comunità accademica. Inoltre, la procedura di selezione dell’amministratore è già in corso e sono già pervenute le candidature: che senso ha, con tanta fretta, cambiare le regole in corso d’opera? Non sarebbe serio».

Bilancio Mercoledì intanto in aula è iniziata la discussione della manovra di bilancio 2019-2021 e del Collegato. L’intera giornata sarà dedicata al dibattito mentre il voto è previsto per giovedì. E se il cuore del bilancio sta nei 54 milioni di investimenti presentati giorni fa, la legge di stabilità in particolare prevede il taglio dell’aliquota Irap per le Asp del 50 per cento, facendola passare dall’8,5 al 4,25 per cento, con una spesa per il 2019 prevista di 180 mila euro; prevede 40mila euro per il tribunale di Perugia per lo smaltimento degli arretrati; attribuisce le funzioni amministrative che erano delle Province all’Unione dei Comuni del Trasimeno; attribuisce all’Afor funzioni amministrative nell’ottica del completamento della riforma delle Comunità montane; inserisce nei Lea (i Livelli essenziali di assistenza) alcune prestazioni a favore dei pazienti oncologici; istituisce un fondo di rotazione di 5milioni in favore di Afor.

BILANCIO, INVESTIMENTI PER 54 MILIONI

Emendamenti Tra gli emendamenti approvato quello di Leonelli e della collega Casciari (Pd) che prevede l’esenzione dal pagamento del bollo auto per i veicoli di proprietà delle associazioni di volontariato e di promozione sociale, aventi sede legale in Umbria. Ok anche a quello di Squarta (Fdi) che punta a favorire l’adozione dei cani ospitati nei canili rifugio e dei gatti ospitati nelle oasi feline prevedendo il rimborso delle spese medico veterinarie. Quanto al bilancio, ok a cinque emendamenti firmati dalla presidente Catiuscia Marini:In particolare vengono spostati 500mila euro per il 2019 dal trasporto pubblico locale al trasporto ferroviario; 70mila euro all’anno per il triennio 2019-2021 dalla legge per lo spettacolo a quella per le biblioteche, archivi storici, centri di documentazione, mediateche; lo spostamento di 78mila euro per il 2019, 33mila per il 2020 e 117mila per il 2021 dalle spese di funzionamento e del fondo di riserva per il finanziamento dei centri ittici e venatori; 60mila euro per il 2019 per il sistema di protezione civile con una riduzione del fondo di riserva; un incremento di 15mila euro per il 2019 e per il 2020 per la tutela, la valorizzazione e il recupero ambientale con una riduzione dello sviluppo del settore agricolo.

Il Collegato Nel Collegato, dove è presente anche il capitolo su Adisu, si prevede, per i Comuni che si trovano in parchi regionali di poter trovare anche altre forme associative diverse dalle Unioni esistenti; norme sul trasporto come l’estensione della mission dell’agenzia unica per la mobilita, anche per potergli assegnare alcuni beni rimasti fuori dall’operazione di trasferimento della linea ferroviaria Fcu a Rfi; norme relative all’attività di cava; modifiche alla legge sulla programmazione per inserire il ciclo di performance, per una maggiore efficienza ed efficacia della macchina amministrativa e in più si colloca l’Associazione servizio Europa (Seu) in capo a Sviluppumbria. Nel Collegato anche le norme per la semplificazione dell’accesso allo sportello unico regionale delle attività produttive; un fondo per i creditori all’interno delle liquidazioni delle Comunità e un mini sblocco per le assunzioni a tempo determinato dei forestali

Le modifiche Dentro anche la stabilizzazione dei precari nei Cup; la disciplina dei rapporti tra Regione e Università di Perugia per la nomina dei direttori generali delle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni; norme di aggiustamento della legge sull’Arpal, dando ulteriore forza ai Centri per l’impiego. Tra gli emendamenti approvati quello di Leonelli e Guasticchi (Pd) per consentire il dragaggio di sedimenti del Lago Trasimeno, e quello di Smacchi (Pd) e Rometti (SeR) per la proporzionalità del riparto dei canoni concessori di imbottigliamento ai comuni. Due infine gli emendamenti della Giunta a firma Barberini: uno per l’effettivo riallineamento delle procedure con il portale telematico della sismica, e un altro per la promozione dell’economia circolare attraverso la riduzione del conferimento di rifiuti in discarica.

Twitter @DanieleBovi

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