mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 04:23

Adisu, Udu e M5s attaccano: «Amministratore unico diventa direttore generale e stipendio triplica»

Giovedì arriverà in aula il disegno di legge della giunta sull’Agenzia. Studenti: «Inammissibile». Bartolini: «Non accetto strumentalizzazioni».

Studenti nella sede di Adisu (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

L’Adisu, cioè l’Agenzia regionale per il diritto allo studio, non avrà più un «amministratore unico» bensì un «direttore generale»; e il cambiamento non è solo formale bensì sostanziale, dato che porta con sé uno stipendio triplo rispetto a quello attuale. La modifica, contro la quale si schierano duramente gli studenti dell’Udu e il M5s, è contenuta in un ddl (che arriverà giovedì in consiglio regionale) con cui si modificano alcune leggi e tra queste quella del 2006 che riguarda l’Adisu, il cui amministratore unico pro tempore oggi è la dirigente di Palazzo Donini Maria Trani. Il mandato di quest’ultima scadrà alla fine dell’anno e l’intenzione della giunta, così come scritto nel nuovo testo, è quello di dare vita a un avviso pubblico al termine del quale la giunta nominerà il nuovo dg.

Cosa cambia La modifica riguarda anche la durata del mandato: nel 2006 era fissato in tre anni, prorogabile per altri due mentre ora diventa di cinque, con un possibile rinnovo per un identico periodo di tempo. Per quanto riguarda i possibili candidati, nel testo del 2006 si parlava di «soggetti in possesso di elevate competenze in materia di organizzazione e amministrazione nonché di elevata professionalità rispetto alle funzioni da svolgere, maturate sia in ambito pubblico che privato». Ora invece si spiega che il nuovo dg sarà scelto «tra i dirigenti dotati di professionalità adeguata rispetto alle funzioni da svolgere, maturata sia in ambito pubblico sia in ambito privato, in possesso di idoneo diploma di laurea magistrale o del vecchio ordinamento e che abbia ricoperto incarichi di dirigente per almeno cinque anni».

Udu all’attacco Per quanto riguarda lo stipendio, nel ddl è scritto che viene equiparato a quello dei direttori regionali, il che comporta un sostanziale aumento. «Come Sinistra Universitaria – UdU Perugia – spiegano gli studenti – ci troviamo nettamente in disaccordo con la suddetta modifica». Il nuovo dg, spiegano i ragazzi, diventerebbe «un dirigente regionale che prenderebbe, con poca coerenza con gli ultimi tagli avvenuti, circa il triplo di quanto prende ora un amministratore unico». In più «comporterebbe una grande perdita di autonomia da parte dell’ente del diritto allo studio, il quale non avrebbe più nessun tipo di forza nelle contrattazioni politiche necessarie al lavoro politico e amministrativo dell’Adisu. Crediamo che fare dell’ente al diritto allo studio una semplice appendice della regione non sia decisamente accettabile per una Regione come l’Umbria che, sul diritto allo studio, punta particolarmente come negli ultimi anni».

Totalmente spiazzati «È inammissibile – dice Lorenzo Gennari – coordinatore dell’Udu Perugia – accettare una tale riforma, che appare totalmente retrograda rispetto ai grandi passi in avanti che il diritto allo studio ha fatto in questa regione, grazie anche ai forti pugni che sono stati battuti sul tavolo di contrattazione regionale dall’amministratore». «Siamo stati totalmente spiazzati da tale proposta – aggiunge Angela De Nicola, Garante dello studente – giunta a noi per vie informali e senza che i rappresentanti siano stati ufficialmente avvertiti. È l’ennesima dimostrazione della poca considerazione che noi studenti abbiamo, da un po’ di tempo a questa parte, nelle scelte politiche di Adisu e Regione. Questo disegno di legge ci emargina ancora di più e ci riduce a essere gli unici ad essere svincolati da ogni logica politica e voler continuare a batter forte i pugni per un diritto allo studio degno di questo nome».

M5S All’attacco va anche il Movimento 5 stelle con il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari: «Le funzioni svolte sono identiche a prima, ma il trattamento economico verrebbe parificato a quello “riconosciuto ai direttori regionali”, passando quindi dai circa 50mila euro annui attuali (il 60% dell’indennità di un consigliere regionale) a circa 150milache i direttori percepiscono. L’articolo 12 estende ulteriormente la platea di enti pubblici da cui Adisu può comandare personale». La consigliera attacca poi anche sulle altre norme del ddl come quelle sul Seu (l’associazione Servizio Europa Umbria), che prevedono che «il personale venga inserito “a tempo indeterminato” all’interno di Sviluppumbria», e su Umbria salute e servizi: «L’articolo 26 – scrive Carbonari – toglie i vincoli di assunzione in capo a “Umbria Salute e Servizi” che era nata per “razionalizzare” e invece ha finito per aggiungere costi e poltrone».

Parla Bartolini Da parte sua l’assessore regionale Antonio Bartolini spiega a Umbria24 di «non accettare strumentalizzazioni né lezioni sui risparmi da parte del Movimento», ricordando che durante un anno di commissariamento non è stato speso nulla e la riorganizzazione dei dirigenti. Quanto ad Adisu – continua – la legge di bilancio prevede risorse per 2,3 milioni di euro per il miglioramento sismico del collegio di agraria e 1,3 per Pentima a Terni. Nel collegato ordinamentale poi portiamo a compimento la riforma della governance; al posto del vecchio amministratore unico, si passa a un sistema in cui c’è un organo di indirizzo cui partecipano studenti designati dalle università; poi c’è il ruolo centrale del garante degli studenti mentre al posto dell’amministratore unico ci sarà un direttore generale scelto tra figure dirigenziali con esperienza nel diritto allo studio universitario. Il risultato sarà più partecipazione e il rafforzamento del ruolo della componente studentesca e più managerialità nella figura del direttore chiamato a gestire, come nelle aziende sanitarie, il diritto allo studio con criteri manageriali».

Twitter @DanieleBovi

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