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di D.B.

A Umbria jazz, in programma a Perugia dal 7 al 16 luglio, domenica sera è stata la volta di Herbie Hancock. All’Arena Santa Giuliana Hancock è arrivato con il rodato gruppo formato da Lionel Loueke alla chitarra, Terence Blanchard alla tromba, James Genus al basso e Jaylen Petinaud alla batteria. La serata si è aperta con «Ouverture» e si è chiusa con «Watermelon man». In mezzo diversi successi di Hancock, pescati più che altro dal repertorio degli anni ’70, e una splendida rilettura di «Footprints», uno dei brani più belli scritti da Wayn Shorter. Hancock ha voluto così ricordare l’amico scomparso da pochi mesi, compagno di mille avventure musicali anche a Umbria jazz.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.