Si è conclusa con numeri record la tredicesima edizione de L’Umbria che Spacca, il festival che dal 24 al 28 giugno ha trasformato il centro storico di Perugia in un palcoscenico diffuso dedicato a musica, cultura, incontri e attività all’aperto.

L’edizione 2026, dicono gli organizzatori, ha registrato il tutto esaurito per tutti gli appuntamenti in programma, dopo aver fatto segnare 12mila biglietti venduti in prevendita, richiamando oltre 50mila presenze complessive nell’arco delle cinque giornate, con un pubblico arrivato anche da fuori regione.

Otto i palchi allestiti nel centro storico, con oltre 80 artisti al giorno distribuiti tra i Giardini del Frontone, Palazzo Gallenga, Palazzo dei Priori, Corso Cavour, Borgo XX Giugno e il Complesso monumentale di San Pietro.

«Sapevamo che la tredicesima edizione sarebbe stata la più grande di sempre, ma la risposta del pubblico ha superato ogni nostra aspettativa», dicono dall’associazione Roghers Staff aps, promotrice della manifestazione. «Vedere ogni singolo appuntamento sold out, dai live del Main Stage, alle prime luci del Garden Stage, fino ai talk culturali della Galleria, dimostra come Perugia risponda con interesse a una proposta che mette al centro contemporaneità, sostenibilità e rigenerazione urbana».

L’edizione 2026 ha ampliato gli spazi dedicati alla partecipazione con l’Adisu Stage, dove si è svolto il concorso per artisti emergenti Unimusic 2026. Per la categoria musica da camera vincono i November duo, mentre nella categoria band, primo posto per Hybris, secondo per Cup of tea e terzo a Jahless. Ottimi numeri anche per l’Unipg Stage e l’UnistraPg Stage, realizzato in collaborazione con l’Università per stranieri di Perugia e UniCoop Etruria, dove si sono svolti incontri dedicati a temi sociali e culturali. Accanto a questi, la Chill Area e la Buskers Area hanno animato Borgo XX Giugno e Corso Cavour con musica dal vivo e performance itineranti.

Tra le novità di quest’edizione che hanno raccolto maggior successo, l’iniziativa Ucs Move, con attività gratuite dedicate al benessere e al trekking urbano, e il progetto “L’Umbria che Spacca X Micro Influencer on Tour”, realizzato in collaborazione con l’Assessorato regionale al Turismo. L’iniziativa ha coinvolto studenti italiani e internazionali nella promozione del territorio attraverso contenuti digitali, con una copertura social che, dicono gli organizzatori, «promette di superare i 2,1 milioni di contatti».

Sul fronte ambientale è proseguita la collaborazione con Acea, che ha installato all’interno del festival le “Oasi Acea”, punti di distribuzione gratuita di acqua potabile con l’utilizzo di bicchieri compostabili.

Gli organizzatori, infine, ringraziano gli oltre cento volontari impegnati su fronti della logistica, comunicazione e produzione, il supporto e la collaborazione delle istituzioni cittadine, università e partner commerciali, che rendono ogni anno possibile lo svolgimento del festival.