E’ stata inaugurata sabato 2 settembre, alle ore 12.00, a Todi al Palazzo del Vignola la mostra ‘Noi le belle lavanderine’, curata da Matteo Boetti e proposta dall’Associazione Todi per l’Arte, con la partnership della galleria d’arte CollAge e il sostegno di Fondazione Perugia.

In esposizione opere di Stefano Arienti, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Hooi Hwa Lim, Piero Pizzi Cannella. “Cinque artisti eterogenei per stile, storia e poetica – commenta il curatore Matteo Boetti – ma tutti storicizzati, musealizzati e di profilo internazionale. Dalla “Scuola di San Lorenzo” fino agli outsider di Roma e Milano, con lo scopo di mostrare che l’arte mantiene mentalmente giovani, puri e curiosi come bambini. Anche a sessant’anni – prosegue Boetti – gli artisti restano comunque belle lavanderine”.

L’esposizione si unisce alle due mostre già presenti a Palazzo del Vignola dal 6 maggio scorso: Shapes Escapes and Landscapes con protagonisti Giancarlo Biagini, Silvia Camporesi e Salvo e Immagini dal torrione sotto tornio con opere di Alessandro Bazan, Marco Colazzo, Mario Consiglio, Daniele Galliano, Claudia Peill, Gioacchino Pontrelli e Andrea Salvino.

Il prossimo 7 ottobre una quarta mostra verrà inaugurata a Palazzo del Vignola: All Masters con opere di Alessandro Bazan, Alighiero Boetti, Maurizio Cannavacciuolo, Alberto Di Fabio, Miltos Manetas, Maurizio Mochetti, Andrea Nurcis, Donato Piccolo e Gioacchino Pontrelli. Le quattro esposizioni rimarranno aperte, nei fine settimana, fino al 2 dicembre 2023.

“Per il secondo anno consecutivo – afferma Leonardo Baccarelli, presidente di Todi per l’Arte – grazie al sostegno di Fondazione Perugia, proponiamo un percorso di arte contemporanea a Palazzo del Vignola. Dopo la mostra ArTodi, che nel 2022 ha ripercorso cinquant’anni di storia straordinaria tra Todi e molti artisti che l’hanno scelta come tappa della propria vita, proponiamo quest’anno quattro mostre con numerose presenze, anche grazie alla partnership con la galleria CollAge, che ha sede a pochi passi da Palazzo Vignola. È un contributo per pensare l’arte contemporanea come vettore culturale e di sviluppo per Todi, mettendo insieme istituzioni, associazioni, artisti, esperti e professionisti dell’arte, verso forme di collaborazione e sinergia non più occasionali, ma stabili”.

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