Otto condanne e 22 assoluzioni: è il verdetto della Corte d’Appello dell’Aquila per la tragedia di Rigopiano avvenuta il 18 gennaio del 2017 e costata la vita a 29 persone che morirono nell’hotel travolto da una valanga. Tra questi Alessandro Riccetti, ternano di 33 anni.
I giudici hanno confermato le condanne inflitte in primo grado per il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, per i dirigenti della Provincia Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, per il tecnico Giuseppe Gatto e per l’ex gestore dell’hotel Bruno Di Tommaso. Oltre all’ex prefetto Provolo, che dovrà scontare una pena di un anno e otto mesi per falso e omissioni di atti d’ufficio, sono stati condannati Leonardo Bianco, ex capo di gabinetto della Prefettura, e Enrico Colangeli, tecnico comunale di Farindola. Nel processo di primo grado Provolo era stato assolto.
Di fatto la Corte d’appello dell’Aquila riforma solo in parte la sentenza di primo grado per la tragedia, escludendo ancora l’ipotesi di disastro colposo, l’accusa più grave, e confermano anche l’assoluzione per ventidue imputati, ma stavolta tirano in ballo, tra gli altri, anche l’ex prefetto di Pescara, circostanza che apre la strada al risarcimento dei familiari delle vittime
