di Re.Te.
Un concerto ‘speciale’: dopo il successo all’Umbria Folk Festival, Ambrogio Sparagna, stella della musica popolare nazionale e non solo, si è esibito all’interno del teatro della casa di reclusione di Orvieto, accompagnato dall’Orchestra giovanile popolare. E alla fine c’è scappata anche la sorpresa. Un detenuto, spinto sul palco dall’entusiasmo di tutti gli altri, ha interpretato un brano da sceneggiata napoletana: un trionfo, sancito dal boato della sala, gremitissima.
‘Musiche dal profondo dell’anima’ La serata, attesissima da tutti i detenuti della struttura, è stata introdotta da Giuseppe Baiocco, autore drammatico e narratore, da ventiquattro anni psicologo precario nel penitenziario di Orvieto. L’evento, nato da un’idea di Raffaele Ferrazza e Lucia Gismondi (Umbria Folk), si è avvalso della collaborazione del corpo di polizia penitenziaria al gran completo e di tutte le massime figure dell’amministrazione penitenziaria: dal capo dipartimento Giovanni Tamburino – rappresentato in Umbria dal dirigente Settimio Monetini – al direttore del carcere Luca Sardella, fino al comandante Enrico Gregori, il suo ‘vice’ Giovanni Virgilio e il coordinatore della segreteria di sicurezza Fabrizio Bonino. Parterre di eccezione, con la presidente della regione Catiuscia Marini, il sindaco Antonio Concina, l’assessore Marco Marino e il presidente del consiglio comunale Marco Frizza.
Il carcere di Orvieto è, dopo Asl e Comune, il maggior ente pubblico della città come forza lavoro impiegata: oltre cento unità fra agenti, amministratori, educatori, psicologi, assistenti sociali, cappellano, volontari, medici, infettivologi, dentisti, infermieri, oltre all’indotto comprendente le aziende che forniscono prodotti alimentari e di servizio. Una città nella città.
